LA LUCE IN SALA


LETTERS TO GOD
6 marzo 2012, 6:23 pm
Archiviato in: Cristiani, Film

Sono contento di dare spazio alla seconda recensione proposta da una lettrice (che ringrazio calorosamente): Emilia Flocchini. Il film che vi propone è firmato Sherwood Pictures, una casa di produzione protestante cui si devono successi come Facing the Giants, Fireproof e il recente Courageous.

(Letters to God)

USA 2010, di David Nixon, con Robyn Lively, Jeffrey S. S. Johnson, Tanner Maguire…

A volte può capitare, dando un’occhiata all’elenco dei film in televisione, di essere incuriositi da un titolo o da una trama. A chi scrive è capitato qualcosa di simile domenica 11 settembre 2011, leggendo che su Raitre, alle 16:40, sarebbe andato in onda il film drammatico Letters to God. La trama riportata su Televideo lo rendeva interessante per i lettori di questo blog, per cui, dopo averlo visto, ho chiesto il permesso a Filippo di poterne parlare.

Il protagonista è Tyler Doherty (Tanner Maguire), un bambino di otto anni appassionato di calcio come tanti suoi coetanei, che ha dovuto abbandonare la squadra di cui faceva parte a causa dell’insorgere di un medulloblastoma al cervello. Amorevolmente seguito dalla mamma Madeline, detta Maddy (Robyn Lively), dalla nonna (Maree Cheatham) e, a modo suo, dal fratello adolescente Ben (Michael Christopher Bolten), trascorre il suo tempo scrivendo lettere ad un amico di penna veramente singolare: Dio in persona. Ogni giorno lascia le sue missive nella cassetta delle lettere di casa sua, sperando che il postino le ritiri quando ne deposita altre in arrivo. A causa di un periodo di ferie, il portalettere che abitualmente passa da lui viene sostituito da Brady McDaniels (Jeffrey S. S. Johnson), provato dalla vita e segnato dall’alcolismo, che gradualmente inizia a fare amicizia con il piccolo ammalato e con la sua famiglia. Inizialmente, quando si ritrova in mano le lettere a Dio, l’uomo non sa che farsene, tanto che il barista del locale dove abitualmente va a bere lo schernisce: «Dovresti portartele a Messa la domenica!». Effettivamente, subito dopo essere uscito da lì entra in una chiesa, dove un ministro sacro, il reverendo Andy, gli suggerisce che Dio ha fatto sì che finissero fra le sue mani per un motivo preciso.

Anche Tyler ha una figura che lo aiuta a capire la volontà divina su di lui: il signor Cornelius Perryfield (Ralph White), nonno di Samantha, la sua migliore amica (Bailee Madison). Mediante un buffo travestimento, l’anziano rivela a lui che il Padreterno l’ha scelto per una missione speciale, come suo “guerriero”, mentre la nipotina è chiamata a diventare “pacificatrice”, dato che, a scuola, ha litigato con un compagno che aveva preso in giro il bambino per via della sua testa, calva a causa della chemioterapia. In famiglia la situazione non è facile: la mamma cerca di tener duro, la nonna si esprime prevalentemente con citazioni bibliche, mentre Ben inizia ad essere insofferente nei confronti del fratellino. Anche Brady, intanto, ha i suoi problemi, ai quali si aggiungono quelli della famiglia Doherty, con la quale diviene sempre più coinvolto. Proprio nel bel mezzo della crisi, però, il postino rinviene alcune delle lettere, nelle quali Tyler prega Dio affinché faccia qualcosa per i suoi cari. Finalmente compreso il perché dell’arrivo di esse fra le sue mani, le consegna alle persone delle quali si parla, scatenando in tutta la comunità un vero e proprio contagio di speranza.

Dopo questa sinossi, vale la pena di spendere qualche parola sul progetto in sé. L’impianto tecnico, pur trattandosi di una produzione a budget ridotto, è di ottima qualità, come dimostrano gli abili stacchi di regia e la fotografia curata. La colonna sonora, inoltre, gioca un ruolo fondamentale, commentando i momenti di fede con sonorità dolci e quelli di crisi con buoni pezzi di stile rock. La delicata materia è trattata senza indulgere a patetismi, anzi, vengono presentati anche momenti che strappano qualche risata, come il ritorno a scuola di Tyler o la festa in maschera organizzata per la fine della sua chemioterapia.

Stando a quanto ho visto, i personaggi non sono sicuramente cattolici. Ciò nonostante, la fede che il protagonista dimostra può avere elementi in comune con quella della Venerabile Antonietta Meo, meglio nota ai suoi devoti come “Nennolina”: anche lei, infatti, colpita da un tumore osseo che le costò la gamba sinistra e poi deceduta, scrisse letterine a Dio, alla Madonna, a Gesù e perfino allo Spirito Santo, che hanno ricevuto l’apprezzamento di svariati teologi, benché ad averle scritte fosse una bambina di sei anni e mezzo.

Per concludere, vale la pena di segnalare che, come nel caso di Voglio essere profumo, con cui condivide la data d’uscita nelle sale, 9 aprile 2010, la storia raccontata è ispirata ad eventi realmente accaduti (il vero Tyler, infatti, è morto nel 2005) ed ha lo scopo di mostrare come un incontro con qualcuno che vive intensamente e serenamente la propria fede possa cambiare la vita di chi entra in contatto con lui o lei.




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