LA LUCE IN SALA


IL TERZO MIRACOLO
17 dicembre 2010, 8:00 am
Filed under: Cattolici, Di ispirazione, Film

(The third miracle)

USA, 1999, di Agnieszka Holland,con Ed Harris, Anne Heche, Armin Mueller-Stahl, Barbara Sukowa, Caterina Scorsone…

Come si fanno i santi? Il film si propone di rispondere proprio a questo interrogativo, e sono contento che la visone suggerisca queste due semplici risposte: 1) con tanto scetticismo e cautela estrema, 2) con finale rassegnazione al piano di Dio. Non ho rivelato troppo della trama, ma solo che questo film rappresenta la Chiesa come depositaria di un ruolo legittimo. Il che è di palese valore. Tuttavia non ci troviamo davanti a un lungometraggio che traduce in scintillio la dottrina: il film è molto algido nei colori, nella fotografia,negli ambienti, nei sentimenti. E fra l’altro non si risparmia di muovere alcune critiche sacrosante ad una realtà che non ci piace, ma che anche il nostro amato Santo Padre mise in luce già da cardinale (il carrierismo nella curia). Forse il film calca un po’ la mano nel mostrarci un porporato interessarsi via telefono dei risultati delle partite, sottoporsi a sedute di bellezza coi fanghi, e proclamare, inorgoglito dall’ostentata modernità: “Godersi un po’ di sana vita laica non ha mai danneggiato la carriera”. In fondo tutto viene stigmatizzato per imbastire un discorso positivo: non ci sono difetti che tengano, Dio opera attraverso la Sua Chiesa, sia che riesca a rappresentarlo al meglio, sia che di per sé conti a livello umano assai relativamente (se ci pensiamo è un discorso ottimale anche per interpretare la storia: ci sono stati Papi di moralità discutibile, eppure incrollabili nel tramandare un messaggio mantenuto impeccabilmente integro). Ma veniamo al dunque. Padre Frank Shore deve alla sua meticolosa freddezza di fronte al soprannaturale il ruolo di detective col collarino, oltre che il bel soprannome di “Ammazzamiracoli”. Egli fa parte di una stirpe cinematografica di sacerdoti in crisi, ricordo ora il celebre Damien Karras (Jason Miller, L’Esorcista, 1973) e il meno celebre Andrew Kiernan (Gabriel Byrne, Stigmate, coevo al film in questione). Shore si porta dentro il dolore di una mente molto razionale, e la colpa di avere un grande successo nel suo ruolo di rilevatore di farse. Vive a Chicago, frequentando bassifondi dove esercitare la fede diventa una virtù eroica, tanto risulta pressante l’impero della droga: ragazze ancheggiano stordite per le strade invase dal pattume, mentre ad ogni angolo giovani sovreccitati e saltellanti implorano un dollaro alla volta. Proprio fra queste realtà, in un cortile che sembra una minuscola oasi di religiosità, si verifica il miracolo di una statua della Madonna che piange sangue. Harris, ottimo interprete, barcamena il suo personaggio fra ricordi, lontananza e vicinanza a Dio, a una donna, infine a una santa, l’unica che lo costringa a decidersi per il “ritorno all’ordine”. Magnifico il tentativo (riuscito!) di indagare un lembo del piano di Dio che si rivela a tutti solo nel finale.

Mi piace questo film, semplice e senza troppi entusiasmi, perché ci dice qualcosa della Chiesa come istituzione efficiente, che distilla le verità ai fedeli con saggezza. Ci dice della necessità di applicare l’obiettività, sconnettere il nostro lato romantico, istruirsi di ogni scienza, di fronte ai miracoli. Questi esistono, ma solo Dio li fa e decide per la loro proclamazione, non altri. In questi tempi di pressioni alla Chiesa per l’uno o l’altro provvedimento, teniamolo a mente!

Un’ultima osservazione. Mi sembra che il film risponda a un sentimento di inferiorità spirituale da parte dell’America cattolica nei confronti dell’Europa. Se non è così significa che la mia visione parziale mi ha portato a fraintendere, se invece non sbaglio sono ancora più felice, assieme ai nostri fratelli americani, per il recente riconoscimento delle apparizioni di Champions (Wisconsin).

Il primo miracolo

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5 commenti so far
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Videoregistrato grazie alla tua segnalazione, e visto or ora. Ho appena deciso cosa voglio fare da grande: l’aiuto-postulatore per le cause di beatificazione!! Il lavoro del fraticello biondo, insomma :-D

Bello.
Niente da dire, m’è proprio piaciuto: grazie per averlo segnalato, e per avermi incuriosito con la tua recensione. A leggere il tuo post, pensavo peggio per quanto riguarda la critica al lusso e al carrierismo ecc. In realtà, non ci hanno nemmeno calcato la mano più di tanto… insomma, lo promuovo proprio a pieni voti.
Bravi gli attori, buona la trama, bello il messaggio… sì, m’è piaciuto tanto :-)

Ma… in che anno è ambientato?
Perché adesso, i processi per la beatificazione sono cambiati: è stata una “novità” introdotta da Giovanni Paolo II, all’inizio del suo pontificato (se non sbaglio). Quindi, dovremmo essere negli anni Settanta, a occhio… son scema io, o non l’avevano chiarito bene? O.o
Fino al momento in cui è apparso l’avvocato del diavolo, io son stata convinta che fosse ambientato ai giorni nostri, o quasi! :-D

Commento di Lucyette

Ma wow! Allora il blog funzionaaa!!! Oh: son soddisfazioni!
Sì, forse hai ragione, non si calca troppo la mano contro il lusso… ma vedere il porporato cosparso di fanghi mentre fa certi discorsi… mi ha fatto strabuzzare gli occhi! (Comunque è congeniale al discorso del film, certo: “non siamo perfetti MA… c’è un ma!”)
Sugli anni ’70 ti do pienamente ragione… non potrebbe essere altrimenti… E no, non me ne sono accorto nemmeno io!! (Tenendo presente che la figura dell’avvocato del diavolo potrebbero averla tenuta per suggestione “drammatica”… conoscendoli).
Oddio, col senno di poi si potrebbe ripensare ai festini e ai vestiti della tizia… ma sinceramente pensavo fosse solo stramba :P
Ti ci vedrei bene come aiuto-postulatrice!!

Commento di filippociak

Visto ieri sera, molto bello. Ben calibrato e riesce a non cadere nella banalità di certi clichè (il prete innamorato per esempio) grazie anche ad un grandissimo Ed Harris. Francis Ford Coppola è tra i produttori. grazie per la segnalazione.

Commento di Faber18

Un’altra conferma del funzionamento del blog… ma beneeeee :D
Grazie della visita!

Commento di filippociak

Premetto che non sono un’esperta, ma amo il cinema e sono cattolica. Ieri sera facendo zapping, ho visto il trailer di questo film, quindi mi sono segnata l’orario di programmazione e l’ho visto.
Sicuramente è girato bene e bene descrive la “carnalità” dell’essere cristiani, a volte anche calcando un po’ troppo la mano. Personalmente è quella che io definisco “un’occasione sprecata”, perché al di là dell’ottima fattura e della bravura degli attori, non mi sembra che abbia sviscerato realmente l’argomento, ma lo abbia solo sfiorato. Insomma quando è finito m’è dispiaciuto e poi mi sono chiesta: ma qual è il terzo miracolo? (magari me lo sono persa, ero sveglia dalle 4 del mattino).

Commento di Patrizia




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