LA LUCE IN SALA


NATIVITY
20 dicembre 2010, 7:24 pm
Filed under: Film, Storia sacra

(The Nativity Story)

USA, 2006, di Catherine Hardwicke, con Shohreh Aghdashloo, Keisha Castle-Hughes, Eriq Ebouaney, Ciarán Hinds, Oscar Isaac, Matt Patresi, Ted Rusoff.

Inevitabile che, come primo post natalizio, scegliessi per “la Luce in sala” il più recente contributo cinematografico sulla natività… anche a costo di sembrare (anzi, essere) prevedibile. Il film rientra nel processo (speriamo non già terminato) di rivisitazione dei grandi classici sacri, iniziato con “The Passion of the Christ”, (Mel Gibson, 2004) e trasmette infatti la sensazione di trovarsi di fronte a una sorta di… prequel. Il film è indicatissimo proprio per comprendere meglio ad ogni Natale, il Mistero, e recuperare così la giusta atmosfera, il giusto significato di questo periodo di grazia.
Le vicende narrate iniziano due anni prima della venuta al mondo del Messia, a Nazareth, un minuscolo villaggio serrato nella morsa romana, e ricostruito scenograficamente con cura meticolosa. Maria si presenta ai nostri occhi come una figura quasi algida, e se questo da un lato ce la rende poco vicina, dall’altro ce ne fa intuire la maestà immanente ancora nascosta. Le viene imposto in matrimonio Giuseppe, un ragazzo che lei non ama, e che subito non le è facile accettare. Di lì a poco, all’improvviso, ci sarà il momento catartico dell’annunciazione, sotto ad un ulivo e in pieno giorno, con la visita di un Arcangelo passante, forse troppo terreno. Bisogna notare infatti che il film è quasi completamente slegato da tutto un sistema di simbologie o esaltazioni auliche, che tradizionalmente entrano in gioco nel filone religioso. Qui la ricerca del sacro non è metafora, bensì forte ricostruzione, (grazie alla cura dei dettagli, il corrente riferimento alle Sacre Scritture, l’indagine sociale del contesto e l’impostazione di dialoghi ed episodi minori del tutto plausibili). Se si eccettua il fascio luminoso di rappresentanza che carezza il luogo del miracolo, persino il volo spirituale della colomba angelica, o lo strisciare sull’acqua della serpe luciferina (era una tentazione troppo forte inserirla) sono formalmente solo quello che appaiono.
Il film, secondo me, risulta particolarmente riuscito nel momento del viaggio: durante la fatica dello spostamento verso Betlemme si va costruendo un’immagine della Sacra Famiglia di toccante veridicità; ne guadagna in particolare l’eroica figura di Giuseppe, spesso lasciata un po’ in disparte, e qui dipinta con delicatezza

Quello che mi chiedo è... se sarò mai in grado di insegnarGli qualcosa...

come fondamentale principio attivo per la salvezza del mondo. Particolarmente intensi alcuni dialoghi fra i giovani sposi, manifestanti una consapevolezza serena dell’enormità che stanno vivendo, della loro responsabilità cosmica, dell’infinito dolore degli anni che dovranno inesorabimente venire. È molto bello vederli muoversi come protagonisti della Storia (intendo quella umana), in un mondo concitato dall’attesa. Simpatico il trio persiano dei Magi, che intervalla le vicende più importanti con la leggerezza di alcuni dialoghi divertenti, mentre un Erode di stoica bramosia crede di poter deviare il piano divino con un gioco di stupida crudeltà.
Molto bella la scena centrale del presepe cinematografico, introdotta dall’iniziale cieca inospitalità degli abitanti di Betlemme, e poi sostenuta dagli omaggi dei pastori richiamati dall’angelo e, soprattutto, i doni dei Re Magi, che dipingono un alone di sofferenza sul futuro, ma contemporaneamente un vivido ritratto della speranza che il Natale viene a portare. Non c’è troppo tempo per l’idillio, occorre subito fuggire in Egitto: il dopo Cristo è iniziato.

La suggestiva rappresentazione della Sacra Famiglia

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2 commenti so far
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Toh.
Non so perché, ma giusto oggi ripensavo a questo film. (Siamo a agosto e io penso al presepio… molto coerente, no? u__u)
A me è piaciuto tanto. Veramente tanto.
Quando era uscito, ero stata influenzata dalle polemiche (che c’erano state per davvero, giuro. Ti ricordi?) sul fatto che il film metteva in scena il parto di Maria, e lo metteva in scena sottoforma di parto “normale” (cioè, doloroso). E c’era gente che aveva criticato tantissimo questa scelta, perché la Madonna è vergine prima e dopo il parto, e non aveva mica sofferto, e il suo è stato un parto miracoloso, e lo sceneggiatore non ha prestato fede al Vangelo, e…
Avevo letto di tutte queste polemiche, e avevo ingenuamente pensato che il film fosse brutto. E invece poi mi è piaciuto veramente veramente tanto, e quella scena tanto criticata non mi ha assolutamente infastidita, anzi.

A parte quello… a me, di Nativity, è piaciuta tantissimo la figura di San Giuseppe. Ci sono delle scene in cui è di una dolcezza unica: ti ricordi quella scena in cui la Madonna sta deponendo Gesù Bambino appena nato nella mangiatoia e San Giuseppe in un lampo si toglie la cuffia per metterla sotto la testa del bimbo, a mo’ di cuscino? Che dolcezza.
Mi è piaciuto veramente tanto per tutta l’attenzione che ha dedicato a San Giuseppe, (e anche al rapporto di affetto fra lui e Maria): peraltro, m’è piaciuto che San Giuseppe fosse giovane, invece del solito vecchietto bacucco.
Ripensandoci, probabilmente è il film sulla natività che mi è piaciuto più di tutti…
Ancora non mi capacito di come alcuni critici l’abbiano stroncato per questa cosa delle doglie del parto: ma ti pare?! Di fronte a tanta bellezza, ti fossilizzi solo su quello? O__o

Commento di Lucyette

Guarda Lucyette… se qualcuno in agosto pensa sempre a quanto sia bello l’inverno (e per forze di cose il pensiero corre subito al Natale)… quello sono poprio io (detesto il caldo, lo ammetto). Anche a me questo film è piaciuto un sacco, e anche per me inaspettatamente. Non l’ho visto a suo tempo, ma molto dopo, e per allora avevo rimosso le polemiche che infuriarono al momento dell’uscita nelle sale. Avevo notato un certo affaticamento sospetto di Maria… ma il mio atteggiamento di fronte a queste piccole reinterpretazioni è sempre molto, molto elastico. Non è detto che in termini di efficacia comunicativa o ricerca espressiva la pedissequa riproposizione della tradizione sia sempre da preferire… Insomma, non mi ha per nulla infastidito… e lì per lì ho pensato che o sul set nessuno ricordasse questo “piccolo” particolare… (non è così improbabile ehehehe) oppure che la regista volesse premere sull’umanità, sulla naturalità e l’universalità della nascita della famiglia… con un parallelismo per nulla banale fra ribaltamento della storia generale e ribaltamento della vicenda particolare (della vita di ogni genitore). Come sempre le ipotesi sono molteplici… ma escluderei tranquillamente quella della malafede…e dunque: bellissimo film!!

p.s. sottoscrivo su Giuseppe… la frase che ho riportato nella didascalia mi aveva veramente toccato!

Commento di filippociak




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