LA LUCE IN SALA


IL RITO: IMPRIMATUR DI PADRE THOMAS
23 gennaio 2011, 11:23 am
Filed under: News

 

Padre Gary Thomas, protagonista delle vicende narrate nel libro “The Rite: the making of a modern exorcist” (Matt Baglio), da cui è tratto il film omonimo, ha elogiato quest’ultimo per il positivo ritratto che offre della Chiesa, oltre che per il proporsi a testimonianza decisa del potere della fede. Padre Thomas, come il protagonista del film, studiò effettivamente presso un esorcista italiano a Roma, nel 2005; qui conobbe l’autore del futuro libro, divenendone amico. In un’intervista concessa al sito CNA, (fonte anche per questa notizia), Padre Thomas, attualmente pastore presso la parrocchia del Sacro Cuore a Saratoga (California), spiega come si sia prestato alla consulenza per la realizzazione del film, in particolare per quanto concernente le scene di esorcismo. Per una settimana nel giugno dello scorso anno ha lavorato sul set del film accanto ai membri del cast e ai produttori. Ha specificato come tutti desiderassero realizzare le scene d’esorcismo nel modo più accurato possibile, e quanto l’atmosfera sul set fosse di grande riverenza nei confronti della Chiesa. Ha tenuto a puntualizzare poi una discrepanza rispetto al film: quando venne a Roma egli era un sacerdote cinquantenne col desiderio di imparare di più a proposito del rito dell’esorcismo, e non certo un cinico seminarista nel bel mezzo di una crisi di fede. Nonostante questo, il filmè stato definito da lui “molto buono“: “Il lato umano del sacerdozio è sviluppato molto bene” ha detto, aggiungendo che “l’immagine istituzionale della Chiesa ne emerge molto positivamente“.

Prosegue raccontando un aspetto “simpatico”: data la veridicità dei fatti raccontati (o per lo meno delle fenomenologie rappresentate , specificherei), il cast e la troupe talvolta erano molto spaventati. Hopkins, un cristiano professante, e O’Donohugh (l’attore che interpreta il seminarista) cattolico praticante che serve come lettore alle funzioni della sua parrocchia dublinese, credono fortemente nell’esistenza del diavolo, e temevano possibili attacchi durante la lavorazione del film. Personalmente non approvo simili “senisbilismi”, ma forse i due avevano in mente quanto accaduto durante la produzione de L’ Esorcista (William Friedkin, 1973 – è di prossima recensione sul blog, perciò preparatevi :-), quando una serie infinita di incidenti (fra cui un incendio e la morte di nove persone legate alla produzione), costrinse il regista a richiedere a Padre O’Malley (interprete nel film di Padre Dyer), la benedizione del set (Wikipedia).  Padre Thomas rassicurò attori e regista, ma per neutralizzare ogni timore si dovette aspettare solo la fine delle riprese, comunque apparentemente giunta senza troppi intoppi.

Il chierico ha infine detto che l’intensità del trailer è fuorviante, in quanto fa apparire il film come appartenente al genere horror quando invece, a suo dire, una simile etichetta sarebbe impropria. “Ci sono scene davvero affascinanti, non direi spaventose,  ma un pò impressionanti“. Non saprei,  possiamo credere a un esorcista rodato che guarda i film “horror” con un metro di giudizio insomma… un pò diverso da quello, che so… della casalinga o del bibliotecario?

Conclude dicendo, e su questo possiamo essere ottimisti e speranzosi (e ci tengo a dire che forse la Luce in sala aveva visto giusto), che “Questo è un film sulla fede, la gente sarà molto sorpresa“. All’11 marzo la prova del 9, intanto il secondo trailer:

QUI per la recensione de La Luce in sala.

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4 commenti so far
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Aspetto con grande interesse di leggere la tua recensione dell’Esorcista, un grande film, purtroppo ingiustamente esecreto da molti cattolici in buona fede per la crudezza delle scene (che sono necessarie, perchè quello è il Male e bisogna mostrarlo allo spettatore). Anche questo sembra interessante. Ciao!

Commento di ClaudioLXXXI

Ciao Claudio!! Sottoscrivo in pieno! Superato lo “shock” per le varie blasfemie, rimane un messaggio sin troppo chiaro… e il merito del film è quello di mostrarlo interamente! Per caso hai letto anche il libro? Quello non mi sentirei di consigliarlo…

Commento di filippociak

Sì ho letto anche il libro, mi era piaciuto, anche se non ricordo i dettagli. Per che cosa non lo consiglieresti?

Commento di ClaudioLXXXI

Sai, confessando di averlo letto stupidamente in un’età forse troppo immatura… lo ricordo come un’esperienza dolorosissima per un cattolico. Non tanto per quanto riportato anche nel film, che pure è di grande impatto, ma per le nozioni assai precise sulle pratiche sataniche e per gli accenni alla fenomenologia limite della possessione diabolica (o anche solo ad episodi di “cronaca” di particolare blasfemia). Nel corso degli anni ho letto diversi libri sull’argomento, ma lungi dal dare peso “scientifico” a quello che rimane un romanzo (nonostante sia chiaro come Blatty, per scriverlo, abbia fatto i cosiddetti compiti), non ho mai trovato nulla che mi turbasse altrettanto… Mi era piaciuto, lo ricordo come un buon libro… ma ha completamente ricalibrato i miei parametri di sensibilità… e ho sempre pensato di avere uno stomaco di ferro!!! Non dico che certe cose dovrebbero rimanere un segreto, perchè non è così… ma era stata una bella botta… Chissà, se lo rileggessi adesso forse non mi farebbe lo stesso effetto…mah!

Commento di filippociak




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