LA LUCE IN SALA


DOLORES HART: DA STAR DEL CINEMA A PRIORA
31 gennaio 2011, 8:37 am
Filed under: I Protagonisti

Qualche giorno fa su La Bussola quotidiana è uscito un articolo di Alessandra Nucci veramente interessante. Cosa c’è sotto a una vocazione religiosa? Sicuramente un principio di insoddisfazione della propria vita (magari dovuto all’essere soli o frustrati dal lavoro), l’ incapacità di essere amati e dunque di sconfiggere un’insopportabile solitudine, non ultimo uno scompenso mentale ed emotivo. Chi crede che “sotto”, (ma anche sopra e attraverso) ci sia solo lo Spirito Santo, forse potrebbe spiegarsi meglio come abbia potuto Dolores Hart, attrice arrivata in cima alla vetta hollywoodiana, quasi un cinquantennio orsono, dare un brusco colpo di timone alla sua vita rinnegando per sempre la fama, il lusso, l’affair in dirittura di matrimonio col businessman Don Robinson (e dunque tutto quanto è umanamente e terrenamente invidiabile o desiderabile) facendosi… suora di clausura benedettina. Gli studios cinematografici losangelini hanno perso, non senza shock, un volto di bellezza magnetica in grado di reggere il confronto con quello più noto del mitico Elvis Presley, ma l’universo della fede ne ha guadagnato una testimonianza tanto forte da porsi come “cruccio” cui tutta la collettività è costretta, ieri come oggi, a confrontarsi. La carriera di Madre Dolores (oggi priora del suo convento), inizia nel 1956 all’età di 18 anni, decollando molto presto dopo aver interpretato l’oggetto delle attenzioni di Elvis nel film Loving you (Amami teneramente, Hal Kanter, 1957). La ragazza detiene un primato storico: fu la prima attrice a scambiare un bacio su pellicola con l’idolo delle folle. Del cantante Dolores può testimoniare un aspetto poco conosciuto: Elvis era un ragazzo del sud allevato secondo la religione cristiana battista e nei lunghi intervalli fra una ripresa e l’altra ( si legge nell’articolo della Nucci), leggeva la Bibbia sottoponendo alla collega i versetti che colpivano la sua attenzione, chiedendole: “Che ne pensi di questo?” Dolores si dice “contenta di essere fra i pochi ancora al mondo che possano testimoniare che persona perbene fosse”. Dopo quest’importante esperienza di carriera Dolores sarà richiestissima da tutti, girando altri due film prima di lavorare ancora accanto ad Elvis già nell’anno successivo (King Creole, La via del male, 1858, Michael Curtiz). In un’intervista ricorda le rocambolesche avventure per aggirare le folle urlanti che inondavano strade e hall di palazzi, nonché l’episodio in cui i due suonarono assieme, lei il clarinetto ed Elvis il pianoforte, alla festa di compleanno di Jan Pastore, sorella di lui. Dolores dipinge Elvis come un gentlemen dotato di semplicità, umorismo e, incredibilmente, timidezza. Successivamente la ragazza debutta a Broadway, vincendo un Theatre World Award nel 1959 e ricevendo una nomination per il Tony Award come Best Featured Actress per il suo ruolo in “The Pleasure of His Company”. È in questo momento della sua vita che un amico la invita a visitare l’abbazia di Regina Laudis per incontrare alcune suore a suo dire “veramente speciali”. In tutta risposta l’allora mondanissima Dolores rispose, con impeto che potremmo immaginare scandalizzato: “SUORE?!? No, non voglio incontrare suore!” L’amico che Dolores non specifica, ma che probabilmente era per lei una sorta di mentore o consigliere, rispose: “Ti ho mai indirizzato in modo sbagliato?

Così la giovane andò al Regina Laudis e qui, dopo alcune ore, avvertì una chiamata inequivocabile. “Tu avverti di essere in un posto speciale” afferma, e poi prosegue a raccontare: “Bene, dopo la prima visita sono ritornata indietro per gli spettacoli successivi, ma alla fine ho chiesto alla Reverenda Madre se lei pensava che io potessi avere la vocazione. Lei disse “No, no; torna indietro a fare i tuoi film. Sei troppo giovane”. L’ho fatto, e poi ci son stati altri film: Where the Boys Are e St. Francis of Assisi, che mi hanno condotto a Roma. Incontrai Papa Giovanni XXIII e lui fu vero strumento d’aiuto nel formare i miei propositi sulla vocazione. Quando venni presentata al papa dissi “Sono Dolores Hart, l’attrice che interpreta Chiara”. Lui disse “Tu sei Chiara” (in italiano). Pensando che mi avesse frainteso dissi “No, Sono Dolores Hart, un’attrice che rappresenta Chiara”. Papa Giovanni XXIII mi squadrò negli occhi e affermò: “NO. Tu sei Chiara!” La sua dichiarazione restò con me e mi risuonò nelle orecchie molte volte”.Dolores reciterà in molti altri film (per un totale di 17), venendo considerata una delle stelle nascenti hollywoodiane. Alla domanda se le manchino mai il mondo e le amicizie di Hollywood la religiosa sgrana gli occhi ed esclama: “Ovviamente! Fare l’attrice coronava il sogno che avevo da quando avevo sette anni! Ero felicissima ad Hollywood! La mia esperienza non facile fu una prova lunga e durissima. Ma lo Spirito Santo ci aiuta sempre a compiere quello che siamo chiamati a fare. E mi resi conto che la mia ricerca di Dio era una ricerca sponsale. C’è una promessa legata a ogni vocazione che va al di là dei sogni più stravaganti. È un dono che il Signore ti offre, e il Signore è di parola.” Le viene domandato in un’altra intervista perché se ne sia andata da Hollywood, e la Madre risponde: “Non ho mai pensato alla mia decisione come ‘andarmene da Hollywood’. Ho sentito che era di più, andare verso l’interno di qualcosa di molto più significativo e verso quello, portare Hollywood con me. Ho veramente amato molto il mio lavoro e le persone con cui ho lavorato”. Davvero straordinario anche quanto riferibile alla precedente storia d’amore col ricco affarista Don Robinson, abbandonato a un passo dal matrimonio e rimasto celibe per sempre. “Un’esperienza meravigliosa per Don Robinson e me”, racconta l’ormai anziana Dolores. “Lui aveva avvertito che mi trovavo nel mezzo di una “chiamata”. Lui volle mettere alla prova il fidanzamento, “Facciamo un tentativo” disse. Passarono diversi giorni, stavamo guidando lungo la strada quando ad un tratto lui fermò la macchina. Don disse “Qualcosa non va. Mi ami?” “Ma certo, Don, che ti amo”. Lui lo chiese ancora e poi disse, “Qualcosa in te non è con me”. Quando tornai a casa all’una del mattino, telefonai e presi il volo delle 06.00 per andare all’abbazia Regina Laudis. Dio è lontano da noi tutti finchè non entriamo nella realtà di noi stessi. Finalmente arrivai a dire nel mio cuore più che in tutto il resto, e apertamente a me stessa “La mia ricerca di Dio è la ricerca di un marito”. Quando parlai ancora a Don, lui sapeva, perché un uomo sa, ogni essere umano sa quando qualcosa è vero. Noi eravamo a cena e io non indossavo il mio anello di fidanzamento. Don disse, “Lo so… l’ho capito. Questo è quello che devi fare, e io devo fare questo con te. Dobbiamo fare questo assieme.” “E’ stato un dono magnifico” ammette la suora “e in tutti questi anni lui ha mantenuto la parola”. Dalla California va a a trovarla almeno due volte l’anno, nel Connecticut, e fa tutto quello che può per il convento: “Non tutti gli amori devono finire davanti all’altare”, dice Don serenamente.

Ma la ricca, famosa, brillante, ammirata Dolores Hart, se dovesse rifare tutto questo, lo rifarebbe? “Spererei di avere il coraggio di rifarlo ancora. La mia vocazione è stata davvero appagante e gratificante”. (fonte 1, 2)

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