LA LUCE IN SALA


JOFFÉ ED ESCRIVA’: THERE BE DRAGONS
1 febbraio 2011, 10:24 am
Filed under: News

Roland Joffé, noto in particolar modo per lo stupendo Mission (1986), (e assai sfortunato nella parentesi di carriera successiva) si appresta a riproporre sugli schermi un altro episodio di storia cattolica: There be Dragons. Josemaria Escrivà (si, proprio il fondatore dell’Opus Dei) e Manolo Torres sono amici d’infanzia in una Spagna sconquassata dai disordini politici e separati, loro malgrado, dal clima dell’ anteguerra. Dal momento in cui le loro strade si divideranno prenderanno direzioni esattamente opposte: Josemaria si farà sacerdote e lotterà incessantemente per la pace, Manolo sarà invece coinvolto nelle retrovie dell’azione guerresca, diventando spia per i fascisti e commettendo crimini che lo tormenteranno per tutta la vita.

Il film ha dalla sua l’aiuto concreto dell’organizzazione fondata da Escrivà, la quale tiene a precisare di essersi limitata a mettere a disposizione la documentazione in sua custodia, senza spingersi in interventi finanziari. E’ una precisazione comprensibile dato quanto veniva supposto partendo dal fatto che il film, sembra, potrà fare un pò di ordine sull’ immagine dell’Opus Dei, deformata da alcune produzione recentemente trascorse. Le note di produzione definiscono il film “Un dramma di passione, tradimento, amore e fede“, per il regista è “una storia di persone che tentano di trovare significato nelle loro vite“. Egli si è inoltre detto “Molto interessato all’idea di lavorare ad un progetto che trattasse seriamente la religione nei suoi stessi termini, piuttosto che giocare un gioco dove l’apporccio religioso nega la sua stessa validità“.

Prima di aprire questo blog non pensavo minimamente che il panorama cinematografico “para-cattolico” fosse così frizzante… pensavo mi aspettassero faticosissime ricerche ed estenuanti attese della notizia da pubblicare…e invece… quasi non tengo il ritmo! Beh, è un’ottima cosa… Ah, come si legge nel sito ufficiale del film ne riparleremo a primavera. Come sempre… aspettiamo!  (Fonte 1,2)

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2 commenti so far
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Uh!
Sembra molto interessante: grazie per la segnalazione, perché non lo sapevo proprio!

A proposito di film sui Santi: sarei curiosa di conoscere il tuo giudizio “critico” sulle tante fiction a tema che vengono prodotte dalla Rai e da Mediaset (io ho visto quelle della Rai, soprattutto).
Per fare un commento molto generico, io tendo a detestarle :-P

(Ecco, tranne quella su Sant’Agostino che hanno trasmesso su Rai Uno l’anno scorso: quella, stranamente, mi era piaciuta molto… mentre le altre, in genere, tendono sempre a farmi venire il latte alle ginocchia. Devo avere qualche problema inconscio con gli sceneggiatori di ‘ste fiction, perché altrimenti non si spiega… :-D)

Commento di Lucyette

Ciao Lucyette!
Dunque dunque… il tema delle fiction è un pò una patata bollente. (Infatti l’ho eroicamente evitato fino al tuo prontissimo richiamo, ehehehe). Devo dire che anch’io le guardo spesso con molto sospetto, come del resto, lo ammetto, nutro un cieco pregiudizio sul cinema italiano post epoca dorata (non ci faccio una bella figura, lo so). Tieni poi conto che ho un rapporto molto confuso con la televisione, perciò moltissime volte non faccio in tempo a dire “caspita, fanno un fiction sul tal santo”, che nel frattempo è già cambiata la stagione televisiva. Cosa posso dire? Sono prodotti confezionati troppo spesso per rivolgersi a un pubblico sterminato, utilizzano un linguaggio e un campionario metaforico “dato”, che talvolta diventa fastidiosamente retorico, sono sbrigative sugli aspetti che invece meriterebbero (vista l’esigenza di insistere sulla verità delle vicende) di essere problematizzati seriamente (contesto storico, sensibilità civile dei secoli passati, psicologia, scansione biografica…) Pur con tutti questi difetti personalmente credo che, parlando in termini del tutto slegati da considerazioni critiche, valga la pena chiudere un occhio: la religione in tv non fa mai male (considerando poi le bizzarre alternative che si ha il coraggio di proporre). Queste “storielle” vanno prese per quello che sono: racconti pittoreschi che parlano di religione attraverso mezzi approssimativi e con l’espressività di chi coniuga la semplicità alla pigrizia. In definitiva discutibili sotto l’aspetto prettamente critico, apprezzabili moderatamente sotto quello filo-religioso. Quella su Sant’Agostino mi è scappata (visto?), ma quella su S. Filippo Neri (che ho voluto vedere a tutti i costi dato che è il mio patrono), pur eccedendo nell’aspergere quella che Messori chiama efficacemente “melassa cattolica”, mi è piaciuta. Passando sopra alle sdolcinatezze con occhio lestissimo insomma, ho trovato una buon compromesso tra commerciale e culturale… Quella su Giovanni Paolo II (la I intendo), mi era parsa dignitosa. Presto o tardi dovrò trattare più diffusamente anche di questo argomento… (glom!)…non ci si scappa.

Commento di filippociak




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