LA LUCE IN SALA


VOGLIO ESSERE PROFUMO
7 febbraio 2011, 11:21 am
Filed under: Cattolici, Di ispirazione, Film

(Voglio essere profumo)

It 2010, di Filippo Grilli, con Fabio Sironi, Marta Filippi, Lorenzo Pozzi, Simone Farina, Giulia Trabucco, Alberto Crippa…

Lo devo veramente ammettere: quando ho visto il trailer di Voglio essere profumo pensavo di approcciarmi a qualcosa di sperimentale e tecnicamente approssimativo. Con ogni entusiasmo mi sono interessato al progetto, pensando che nello scriverne un’eventuale recensione avrei dovuto insistere nell’elogiare soprattutto l’iniziativa in sé, lo spirito soggiacente all’operazione, la buona volontà delle persone coinvolte. Pensavo, in sostanza, che la forma fosse meramente accessoria al significato e per forza di cose trascurabile, o peggio, contrappeso inversamente proporzionale alla nobiltà del messaggio. Chi ha già visto il film capirà la mia sorpresa nel realizzare come, alla faccia di un budget risicato, la cura amorevole di un regista possa bastare a sé stessa. Si nota come il montaggio renda buon servizio a un girato sapiente, che ha selezionato in modo accurato ogni inquadratura, ogni elemento della sintassi cinematografica in funzione di un discorso fluido, ritmicamente ineccepibile. Se non si è potuto spendere molto per le scenografie ci si è rivolti a paesaggi mozzafiato e ad ambienti reali che in più di un’occasione mostrano bellezze nascoste, o che più semplicemente si era smesso di guardare. Se non ci sono grandi nomi fra gli interpreti non è solo per motivi di caché, dato che chi si è speso qui l’ha fatto pro bono, ma perché i volti di ragazzi di tutti i giorni avrebbero reso genuino un discorso che si rivolge proprio a loro: i ragazzi di tutti i giorni. Ancora sugli attori dovrei dire che a tutti è riservata l’occasione per almeno un pezzo di bravura, spesso portato avanti con convinzione; talvolta qualcuno cede, ma posso dire che si sono visti alcuni personaggi che potrebbero suscitare le invidie di produzioni ben più altisonanti.

A costituire un gran punto forza è la sceneggiatura: la storia si dipana tranquilla, descrivendo in modo assolutamente reale tante situazioni che vanno dallo scomodo (la castità giovanile, il tema della convivenza) al particolare (il rapporto tra due fratelli entrambi seminaristi, una suora “in prova” che lascia ai dubbi il loro spazio), al tradizionale (le relazioni amorose, le rotture, le conferme sentimentali). Non ci sono mai momenti retorici nonostante sia chiaro il timbro evangelico della trama: l’una o l’altra conclusione fluisce direttamente dalla storia, o da ciò che un promettente sacerdote suggerisce senza dialoghi esausti, senza ovvietà o forzature. In questo senso è un vero gioiello. Sarà poco credibile l’obiettività di un credente? Probabilmente, e dunque vale la pena sbilanciarsi in questo senso: chi è lontano dalla vita parrocchiale potrà sentire, senza edulcorazioni, come l’aria all’ombra del campanile sia salubre ancora oggi. Chi da piccolo ha frequentato le attività estive parrocchiali se ne sentirà risvegliare un ricordo commovente e chi, soprattutto, da molto non scambia una parola con un sacerdote, ne sentirà la nostalgia e forse perfino il conforto virtuale. Tutto questo perché il film è storia che intrattiene e strumento di catechesi assieme; richiama con forza un sistema di valori oggi spesso biasimato, spingendoci verso una riflessione che interroga sulla sostanza dei “progressi” sociali raggiunti oggi.

Di contro, trovo che la colonna sonora in un paio di momenti (e solo in questi, essendo di grande delicatezza), tenda a distrarre imponendosi sul racconto, e che l’incipit e la conclusione della narrazione eccedano in simbolismo, comunque scusabile viste le esigenze celebrative dalla trama. Ometterei una sinossi più accurata rimandandovi a un post di qualche tempo fa, per passare ad alcune veloci riflessioni conclusive. Vorrei elogiare la forte novità di un prodotto come Voglio essere profumo, che filtra il quotidiano nella religione, che parla di Chiesa senza parlare di storia di papi, e di sacrificio senza scomodare i grandi nomi del calendario. Francesco (figura ispirata al compianto seminarista Alessandro Galimberti) diviene in qualche modo, a partire dall’eroismo semplice di ogni giorno, simbolo del sacerdote antonomastico che chiarisce, dopo i difficili tempi di scherno confusione e dramma, cosa renda un ministero così lusinghiero e difficile, legittimo e necessario ogni giorno di più. La Gpg Film opera sul doppio registro della fede nel fare e nel mostrare, cosicché non solo il film diviene brano vivo di verità da diffondere, ma diario di una fatica umana condotta gomito a gomito fra persone che hanno inteso, girandolo, applicare sin dall’atto creativo quanto mostrato nelle immagini, con una sinergia fra spirito ed azione che diviene, così, la più grande ed efficace fra le garanzie di qualità. Da vedere. (Ringrazio il Sig. Giancarlo Grilli per aver reso possibile questa recensione.)

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6 commenti so far
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Beh… che dire… sono senza parole. Ringrazio di cuore l’autore della recensione e ancora tutti coloro il cui nome compare solo nei titoli di coda del nostro film ma che sono stati fondamentali per la buona riuscita del progetto! Grazie.

Commento di Filippo Grilli

Ciao Filippo, grazie per essere passato a dare un’occhiata. Ne sono lusingato: non capita spesso di scrivere di un film e venir commentato dal regista in persona! A presto!

Commento di filippociak

Film da vedere, da rivedere,che dà spunti di riflessione profondi e veri,per assaporare la vita nella sua quotidianeità e semplicità.

Commento di grazia ruzza

Ciao Grazia,
si, hai davvero ragione. Sarebbe importante proporlo soprattutto ai ragazzi di oggi: è uno strumento provvidenziale.

Commento di filippociak

Vorrei ricordare a quanti leggeranno la recensione che questo film lo andiamo a proiettare su richiesta, nei cinema, nelle sale parrocchiali, negli oratori e ovunque ci sia un pubblico cui proporlo, senza chiedere in cambio compensi. E’ sufficiente contattarmi per programmare insieme una serata speciale: produzione@gpgfilm.it

Commento di Giancarlo Grilli

Ciao, e grazie al regista per questo film. Io l’ho visto solo ora e devo dire che all’inizio mi sembrava “una palla” ma poi sono stato travolto dalle emozioni.Sottolineo quanto abbiano pesato in ciò la quotidianità, la verità delle situazioni e la freschezza dei personaggi.Davvero una bella opera!!! Grazie ancora!
Antonio Monti

Commento di ANTONIO MONTI




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