LA LUCE IN SALA


IL RITO
17 marzo 2011, 12:35 pm
Filed under: Cattolici, Di ispirazione

(The Rite)

USA 2011, di Michael Håfström, con Anthony Hopkins, Colin O’Donoghue, Alice Braga, Toby Jones, Ciarán Hinds, Marta Gastini…

Ogni film che voglia appartenere al genere demoniaco/esorcistico deve, per un principio di coerenza contestuale, coinvolgere una larga parte del repertorio significante cattolico. Quando capita il film merita di entrare a far parte dell’elenco de La Luce in sala. Il “sottotesto” teologico (virgolettato perché tale solo nel frangente cinematografico) è stato tirato coraggiosamente in ballo per la prima volta nell’insuperato L’Esorcista (Friedkin, 1973), poi nel vibrante L’Esorcismo di Emily Rose (2005, Scott Derrickson) e, infine, lo dico con entusiasmo, ne Il Rito. L’enorme potenziale immaginifico e traumatico che si dispiega istantaneamente dalla figura di Satana solletica frequentemente il genere horror, dando l’occasione a una tipologia cinematografica assai dissonante rispetto al nucleo di valori cattolico, di tracciare (quando si ha l’intuito per la costruzione di un discorso propositivo) un’apologia della Chiesa Cattolica e del cattolicesimo tout court. Se Il Rito accusa segni di stanchezza rispetto ai predecessori, sul piano creativo e della tensione, non difetta minimamente di superficialità o ripetizione per quanto concerne l’impianto religioso che sta dietro a qualsiasi trattazione plausibile del tema satanico. Michael Kovak, giovane americano che rifugge il destino di impresario funebre, sceglie il seminario per sfruttarne la componente formativa, pensando di ritirarsi appena prima di prendere i voti essendo, per natura ed esperienza, poco propenso al pensiero fideistico. Farà seguito alla sua lettera di dimissioni l’invito a partecipare a un corso formativo per esorcisti a Roma della durata di alcuni mesi. Nel cuore del mondo cattolico, palesando un comprensibile scetticismo, verrà indirizzato presso l’antro di padre Lucas, dove l’azione diretta del demonio gli sarà di stimolo per scalfire i propri dogmi e capire che la verità non deve, come dice il poco ortodosso esorcista, coincidere forzosamente con la certezza. Il film alterna momenti di grande interesse (soprattutto nella prima metà) ad altri che sanno inevitabilmente di già visto o, peggio, di grossolano. Si risponde soprattutto un po’ troppo alla legge del pittoresco, utile per impostare una suggestione, un’atmosfera ma che, a lungo andare, crea uno strano senso di artificiale se non di risibile. L’ospedale dell’anteguerra e l’antro cadente di padre Lucas (anch’egli alquanto atipico nel suo romitaggio che sa di outsider) depistano la narrazione, pur esteticamente ineccepibile, dal suo intento di plausibilità. Divertente anche l’aula high tech della classe di esorcismo: in America evidentemente (lo si era già visto in quel film dove Tom Hanks rimane bloccato nell’Archivio Vaticano) è irresistibile l’idea di sovrapporre al mistero religioso e all’aura di importanza e di autoritaria consapevolezza della Chiesa, i misteri dei servizi segreti o della Nasa. Ma veniamo adesso al nocciolo della questione. Ritengo che il tema dell’esorcismo venga trattato con la dovuta delicatezza, problematizzato e contestualizzato in modo abbastanza veritiero. Si nota l’attenzione al parere di veri esorcisti (ricordo che il film è tratto dall’omonimo libro inchiesta scritto da Matt Baglio) nel descrivere pratiche e fenomeni, ed è chiaro che un tema già ampiamente sviscerato guadagna in quest’occasione un ulteriore corollario di concetti vivi quali ad esempio la familiarità che si viene a creare fra esorcista e posseduto, la non esagerata spettacolarità della possessione (sbandierata subito alludendo all’ingombrante prova friedkiniana), la testimonianza sul “come sia” essere posseduti, l’incredulità (non gratuita, ma scientificamente disincantata) che diviene principio attivo di un utile approfondimento.

Nonostante tutto questo sono convinto che il vero valore del film non stia nel dimostrare che certe incredibili pratiche “medievali” sono ancora in corso ogni giorno con effetti che tutti potrebbero riscontrare, non sia quello di dare voce a una Chiesa che agisce scientemente in un campo doloroso dove la scienza risulta smarrita, ma bensì trascrivere il percorso interiore di un giovane d’oggi che, attraverso il male, prende coscienza di un sistema che aveva istintivamente respinto. Con i soliti meccanismi volti a enfatizzare l’uno o l’altro passaggio interiore (spettacolarizzando) Michael cede al trascendente invisibile. Ciò che vede paradossalmente (è qui il difficile del discorso) non testimonia Dio, ma la sua “assenza”, ed è proprio da questa, una conoscenza per assenza, in negativo, che sente un umanissimo urgente richiamo al Padre. Insomma, Il Rito ha più di un difetto, forse poteva essere l’occasione per qualcosa di assai più memorabile, ma non va dimenticato che ci parla onestamente della nostra fede, che difende e restituisce dignità alla Chiesa Cattolica dinnanzi a un mondo che troppo spesso, come accade nella scena più significativa del film, non perde occasione per sputarle addosso.

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5 commenti so far
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Anch’io pensavo fossero credenze medievale di persone poco intelligenti … poi ho fatto un tratto di strada con un esorcista e ne ho visto tali e tante che ho radicalmente cambiato idea e insieme compreso molto altro…. detto ciò, non andrò mai a vedere questo film! ;)
Volevo augurare una buonissima primavera!!!!
ciao

Commento di JE

Ciao Je… hai avuto senz’altro un’esperienza molto forte (evidentemente più forte di qualsiasi film) e preziosa. Chissà… se ti andrà magari potrai raccontarmi! Buonissima primavera anche a te. Speriamo la finisca di far freddo!!!

Commento di filippociak

Ti ringrazio per questa recensione, mi chiedevo se valesse la pena vederlo, adesso gli darò un’occasione. Ciao

Commento di ClaudioLXXXI

Grazie a te delle visite Claudio.
Avevo enormi aspettative per questo titolo e sebbene siano state parzialmente tradite, il salvabile mi è sembrato molto significativo. Dello stesso regista avevo letto la tua ottima riflessione su 1408! (Molto bello anche il film)
Se ti va, fammi sapere come ti è sembrato Il Rito!!

Commento di filippociak

Ah, è lo stesso regista? Motivo in più per vederlo…

Commento di ClaudioLXXXI




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