LA LUCE IN SALA


OMBRE SULLA CINA
5 maggio 2011, 12:28 am
Filed under: Cristiani, Film

(China Cry)

Usa 1990, di James F. Collier, con Julia Nickson-Soul, Russell Wong, James Shigeta, France Nuyen…

Ombre sulla Cina è un film che sceglie l’insolita ambientazione cinese per trattare un ancora più insolito argomento: le persecuzioni cristiane dell’epoca contemporanea, (in questo caso perpetrate dal comunismo). Siamo nel II dopoguerra, il partito comunista si afferma grazie alle energie spese nella cacciata dell’invasore nipponico. Sung Neng Yee , figlia di un rinomato medico di Shangai e di un’ereditiera, trascorre un’infanzia principesca che verrà improvvisamente spezzata dall’irruenza giapponese. Perduta la casa e gli agi del passato studierà con profitto all’università, appoggiando nel frattempo, con entusiasmo e speranze, l’ascesa del presidente Mao. Terminati con strepitoso successo gli studi troverà impiego come insegnante presso una scuola militare. Sung aveva completamente lasciato scorrere nel nulla una parentesi della sua adolescenza, ma ciò che per lei rimane un semplice ricordo, brucia insopportabilmente sul braccio armato del partito. L’aver frequentato una scuola presbiteriana (selezionata per la sola qualità della didattica) le costerà tantissimo, e suo padre del resto, pur non essendo religioso, dovette pagare il passato borghese e l’essersi accostato alla religione cattolica durante la sua formazione giovanile in Francia. Sung è incinta (del marito incontrato durante gli anni universitari) quando viene sottoposta agli estenuanti interrogatori conditi da calci e maltrattamenti vari. Incredibilmente la drammaticità della situazione, anziché disperarla, la riconduce presso ciò che aveva intravisto nella scuola cristiana. Inizierà così un percorso di rivelazione dagli effetti inattesi, forse (o certamente) persino miracolosi.

Il film trascrive adeguatamente, senza picchi d’espressione né lacune ritmiche, una vicenda da ricondurre alla biografia – da discernere – della reale Nora Lam, fondatrice della World Children’s Fund.  Vengono limati nel film gli aspetti mistici troppo altisonanti del narrato della Lam, in funzione di una trasposizione più vicina al sentire comune. La protagonista diviene così un credibile testimone cinematografico di quel percorso intimo di accostamento a Dio che negli agi e nelle sicurezze quotidiane talvolta appare arduo, ma che non viene invece rinnegato, eroicamente, da quanti soffrono e patiscono ogni prepotenza. La scena memorabile? Quella in cui un gruppo di cristiani clandestini intona senza voce (per non correre il rischio di essere sentiti) muovendo solo le labbra, un inno sacro. Davvero toccante.

Da un punto di vista esclusivamente cinematografico devo ribadire quanto accennato qui sopra: non si può dire che il film sia tecnicamente entusiasmante, sebbene scorrevole e piacevole. I contesti sembrano sufficientemente indagati, anche se semplificati e probabilmente appiattiti; alcune soluzioni della sceneggiatura hanno un vago sapore d’ingenuità, altre rendono invece giustizia a un messaggio che qui, su La Luce in sala, possiamo definire senza mezzi termini… importante. Il film è pressoché sconosciuto in Italia, ma disponibile a poco prezzo in DVD.

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