LA LUCE IN SALA


DUNS SCOTO: FILM IN CIRCOLAZIONE!
7 maggio 2011, 1:14 am
Filed under: News

I film dedicati alle figure forti della nostra fede non sono mai abbastanza! Dunque la notizia della recente diffusione di Duns Scoto, crea una certa attesa su La Luce in sala (a me, insomma…). La particolarità di questo film sta nella… produzione. Ebbene si! A “commissionare” il lungometraggio è stata la famiglia religiosa dei Frati Francescani dell’Immacolata. Il film narra la vita del beato del titolo dal momento drammatico della partenza da Parigi, giovane professore francescano fedele al Papa e alla propria coscienza, per non aver sottoscritto il libello del re Filippo il Bello contro Bonifacio VIII. Egli si incamminerà verso Oxford cogliendo l’occasione per narrare, al giovane novizio che lo accompagna, la storia della sua vocazione. Ma sentiamo come nasce l’idea di questo progetto direttamente da Padre Alfonso, intervistato su Radio Maria nel programma di Alessandro Gnocchi, Uomini e Letteratura del 10.04.2011 (ne riporto solo l’inizio, qui il file audio integrale).

Gnocchi: Perchè un film sul beato Duns Scoto? P. Alfonso: Sì, sicuramente da un punto di vista cinematografico il beato Giovanni Duns Scoto è un personaggio difficile perché non si hanno molti dati biografici, al contrario però dell’opera, dell’apparato teologico e filosofico, dal quale si può evincere il suo pensiero, la sua acutezza mentale,  la sua intelligenza e anche la sua grande spiritualità, che sicuramente ha tante cose da dire non solo all’uomo della sua epoca ma anche all’uomo di oggi. L’iniziativa è nata un anno prima, nel 2008, quando il Beato celebrava i 700 anni dalla morte. Su iniziativa dei nostri studenti dello Stims (Studio Teologico Immacolata Mediatrice) che forse con incoscienza giovanile, ma sicuramente passione ed entusiasmo, postularono questa richiesta. Poi ci fu l’incontro fortuito con alcuni operatori del mondo cinematografico e fu lì che conoscemmo il bravo Fernando [il regista, ndr.], da cosa è nata cosa, verso un concatenamento di eventi provvidenziali che ci hanno portato finalmente alla realizzazione di questo film: una prima avventura in questo senso, per il nostro istituto religioso che, ispirandosi a San Massimiliano Maria Kolbe, promuove dal punto di vista dell’apostolato l’attività mediatica. Questa volta si trattava di sposare all’attività mediatica anche l’elemento artistico proprio della settima arte, che è il cinema. Il film si propone come un elemento validissimo per rendere più popolare la figura di questo beato che, attraverso i frutti delle sue ricerche, della sua ricerca e scoperta dei misteri di Dio, del mistero dell’Immacolata, di Cristo e della Chiesa, può umanizzare e spiritualizzare maggiromente l’uomo di oggi in un’epoca forse di deficit […].

Fernando Muraca, il regista: Mi sono trovato di fronte delle persone che vivevano la regola di S. Francesco alla lettera, delle persone che erano evidentemente povere.  Quando uno si incontra con un carisma vissuto alla lettera rimane sempre folgorato, un carisma è qualcosa che cambia qualcosa dentro, suscita emozione, ammirazione; per cui, trovandomi di fronte a questi frati così in gamba e alla richiesta di scrivere un film su Duns Scoto, io col cuore ho risposto sì e… mi sono avventurato nei libri che loro mi hanno dato da leggere che erano veramente difficili. Scoto è uno straordinario filosofo, non è un filosofo qualsiasi, è uno dei più grandi filosofi della storia cristiana. Nel medioevo era considerato al di sopra di tantissimi altri, al pari di grandi maestri, e non è un caso che il film racconti questo episodio: vinse una disputa asserendo delle cose che alcuni dei padri come San Tommaso ritenevano errate, con particolare riferimento all’Immacolato concezione di Maria, allora non ritenuta possibile dalla Chiesa. La sua capacità di esemplificare concetti, di spiegarli, approfondirli, si traduce in testi difficilissimi, scritti in un linguaggio medievale. E’ stata per me un’impresa veramente difficile poterli capire, soprattutto capire ilsenso profondo che racchiudevano. Però mi ci sono immerso, anche con l’aiuto dei francescani e dei teologi, e a un certo punto è venuta fuori un’idea. Come si poteva raccontare questa storia, anche pensando di realizzarla con un budget basso, che fosse alla portata dei francescani? Dopo che l’ho scritta l’ho sottoposta ai francescani, loro hanno verificato che fosse in linea col pensiero di Scoto e dopo un pò di tempo mi hanno ricontattato. Don Alfonso mi invitò in un loro convento di Roma e mi disse: “Benissimo, la storia adesso c’è, vogliamo fare il film. Quanto costa?” Lì io ho fatto un’esperienza simpatica: non ho avuto il coraggio di dire la verità! Di fronte a persone così povere che si occupano di bambini, scalzi, anche d’inverno, hanno missioni in Africa… mi sono detto “come faccio a dirgli la verità?”. Il film costava orientativamente 500.000 euro. Gli ho detto una cifra che secondo me per loro sarebbe stata alta… ma non la verità. Gli ho detto… 80.000 euro! Lui ovviamente si è spaventato… (in Africa ci si apre un orfanotrofio con 80.000 euro!) Dopo un anno circa mi richiama. Io sono andato a questi’incotnro e lui mi dice: “Noi abbiamo fatto la questua e abbiamo raccolto gli 80.000 euro, quando cominciamo a fare il film?” Lì mi sono sentito cadere il mondo addosso, perché avevo dato la mia parola! A quel punto ho preso tempo… “Qualcosa succederà”, ho pensato. Ho cominciato a fare una cosa per la quale ci vuole la speranza, sull’esempio che mi avevano dato i francescani ho cominaicato a chiedere aiuto a persone che normalmente lavorano nel mondo del cinema, ma che hanno paghe molto alte. Incredibilmente queste persone al mio racconto del progetto, del personaggio, del modo in cui era nato, hanno cominciato a dire tutte sì! Lì veramente ho dovuto fare un esame di coscienza personale, io sono cristiano, e mi sono reso conto che vivendo nella contemporaneità, nel mondo del mio lavoro, avevo smarrito la speranza, credendo che le persone fossero tutte un pò sulle loro, rincorrendo solo il denaro, il successo. mi sono dovuto ricredere: le persone di fronte a un progetto buono, posto con sincerità, con evidente desiderio di verità, sono disposte a rimettersi in gioco. E così abbiamo formato la troupe che ha dato la possibilità di iniziare a fare questo film con enormi risparmi che ci hanno consentito di realizzarlo.

Beh… un’opera che sembra veramente, veramente interessate! Dal “trailer” di intuisce una certa qualità tecnica… nonché (con immensa gioia) la rappresentazione vivida di concetti un po’ polverosi raramente tirati in ballo in modo congeniale al pubblico d’oggi (leggi: Immacolata Concezione). Il film circola in qualche sala parrocchiale attraverso circuiti naturalmente secondari, di nicchia… teniamo d’occhio la situazione… e aspettiamo il dvd! (fonte)

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7 commenti so far
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Ci fa piacere del tuo interesse al cinema d’ispirazione cristiana e al film “Duns Scoto” in particolare. Contattaci!

Commento di P. Alfonso M. Bruno

Grazie mille… lo farò senz’altro!

Commento di filippociak

Vivo a Padova. Dove posso vedere questo film?

Commento di Giusi Quaranta

Ciao Giusy! Allora: sono anch’io in attesa di questo film che, stando a fonti sicure, dovrebbe uscire in DVD a breve. Per informazioni più precise sulle proiezioni dovresti inoltrare una mail agli indirizzi che trovi sul sito di riferimento: http://www.mediatrice.net/index.php

A presto!

Commento di filippociak

L’ho fatto, grazie ciao

Commento di Giusi Quaranta

Ho acquistato il dvd e ho trovato il film bellissimo. Ben fatto sia dal punto di vista cinematografico, sia per come è stato presentato il pensiero di Scoto. Di facile comprensione anche per chi è profano di filosofia (come me). Complimenti sia a chi ha avuto l’idea, sia a chi l’ha realizzata.

Commento di Luciana

Avrebbero potuto fare di meglio, secondo me: hanno imboccato la strada giusta nei dibattiti filosofici dello Scoto con Guglielmo di Ockham, ma non hanno avuto l’audacia di percorrerla fino in fondo. Purtroppo, i film sulle vite dei santi sembrano non volersi liberare di quel che di stucchevole che certo non giova a quel che deve fare la vita di un santo: colpire, ferire, far riflettere.
Per dirla in una frase, a mio parere i santi non andrebbero raccontati come santini, ma come persone in carne ed ossa.
http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2011/12/27/duns-scoto-fernando-muraca-2010/

Commento di mercuriade




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