LA LUCE IN SALA


MIRABILE DICTU 2011
7 maggio 2011, 4:05 pm
Filed under: News

C’è troppo poco clamore intorno a questo interessantissimo evento cinematografico giunto alla sua seconda edizione. Non so voi… ma io stavo rischiando di non accorgermene nemmeno… E invece il grande successo dell’anno passato ha spinto gli organizzatori a riproporre l’evento, ossia l’International Catholich Film Festival. La manifestazione si dipanerà lungo l’arco di ben dieci giorni, dal 12 al 21 maggio presso l’Auditorium Vaticano in via della Conciliazione, a Roma.

Ricordiamo che questo festival è stato voluto da Liana Marabini, regista di forte ispirazione cattolica, sotto l’Alto Patronato del Pontificio Consiglio per la Cultura. L’obiettivo è quello di creare un momento di congiunione decisa tra registi, interpreti, creatori accomunati da una particolare sensibilità per la storia e la spiritualità della Chiesa, e la Chiesa stessa. I film in concorso sono stati selezionati fra ben 746 titoli (tra film, cortometraggi, documentari, docu-fiction, serie tv, programmi vari). La lista verrà resa nota lunedì 9 maggio nel corso della conferenza stampa fissata per le h. 11.00, ancora presso la prestigiosa sede dell’Auditorium Vaticano. I premi da essegnare sono sei: miglior film, miglior documentario, miglior cortometraggio, miglior regia, miglior interprete protagonista e infine un premio alla carriera (che sarà assegnato all’attore Remo Girone). La premiazione sarà presentata dallo scrittore Valerio Massimo Manfredi e si terrà durante una cena di gala il 19 maggio. Fanno parte della giuria di valutazioni nomi noti sia del mondo dello spettacolo che delmondo cattolico:  monsignor Franco Perazzolo, la principessa Maria Pia Ruspoli, il produttore Carlo Degli Esposti (Palomar Productions), lo scenografo Gianni Quaranta (premio Oscar per il film Camera con vista). Il Comitato d’Onore, presieduto dal Cardinale Gianfranco Ravasi, è composto da Andrea Tornielli, Mauro Marabini, Irene Pivetti, Claudio Scimone, il Principe Sforza Ruspoli, la Baronessa Mariuccia Zerilli Marimò e dal professor Antonino Zichichi.

Sono previste sette giornate antologiche suddivise per tema :il 12 maggio sarà dedicato a Gesù Cristo nel cinema, il 13 alla figura del sacerdote nell’immaginario cinematografico, il 14 alle opere di registi emergenti, il 15 ai documentari, il 16 ai cortometraggi, il 17 vedremo Pio XII come protagonista di due filmati sotrici a lui dedicati, messi a disposizione del Festival dalla Filmoteca Vaticana). Scopro attraverso Facebook che il film di cui parlavo nel post precedente “Duns Scoto” (Fernando Muraca, 2010) parteciperà alla selezione.

Il premio assegnato è il “Pesce d’argento”, un trofeo che riproduce in metallo prezioso il primo simbolo della cristianità. (fonte)

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3 commenti so far
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L’iniziativa, la cui esistenza era a me sconosciuta sino a questo momento, è senz’altro meritoria. Tuttavia, non per essere disfattista, alcune riserve le ho.

Il punto è che non sono pienamente convinto che un “Festival Cattolico del Cinema” sia ciò di cui il meraviglioso messaggio che, spero, s’intenda veicolare ha bisogno. Una rassegna del genere passa quasi naturalmente in sordina, per via di un’implicita “ghettizzazione” della stessa. Solo i più furbi, anche se non cattolici, potrebbero tentare un approccio. Gli altri, ossia la stragrande maggioranza, tenderà a bollare l’evento come l’ennesimo “teatrino ecclesiale” (pur non essendo magari affatto vero, sia chiaro!).

E’ tutta una questione di percezione. Ritengo che un certo cinema (che impropriamente possiamo definire “cinema cattolico”) debba fare breccia anche altrove. Qualcuno potrà saggiamente farmi notare che, alla base, ci sia estremo bisogno che i cattolici prendano seria dimestichezza con il mezzo, siamo d’accordo. Ma se noi ce la suoniamo e noi ce la cantiamo, difficilmente andremo lontano. La Chiesa, da che mondo è mondo, ha sempre varcato i confini di Roma per diffondere il Verbo, e lo ha fatto più che volentieri. La sua intrinseca vocazione apostolica esige che si rechi nei luoghi più impensabili, pure in cui è aprioristicamente non accetta se necessario. Con questo, senza nulla togliere alla tua di missione, caro Filippo, riguardo cui mi sono positivamente e sinceramente espresso in maniera senz’altro positiva.

Altro appunto mi sento di doverlo fare in merito alla scelta delle date. Suvvia, se davvero non s’intende trincerarsi dietro chissà cosa, perché organizzare questo Festival proprio in concomitanza con quello, ben più blasonato, che si tiene a Cannes (forse il più importante al mondo, se non fosse per Hollywood)?

Comprendo che non si tratti di fare competizione, ma così ti giochi anche quel briciolo di attenzione mediatica su cui, in un altro periodo, magari avresti anche potuto contare. Ed invece no, preferiamo fare la parte di chi improvvisa una cena a base di tonno in scatola perché non invitati alla festa dell’anno, che, manco a farlo apposta, si tiene la stessa sera.

Mi rendo conto che queste ultime considerazioni possano risultare fuorvianti, né è mia intenzione dare addosso all’organizzazione. Ma a certe cose dobbiamo fare attenzione, perché, come ho scritto altrove, pur non essendo DEL mondo, siamo comunque NEL mondo. E fino a che ci stiamo, se davvero intendiamo aprirci a tutti, dobbiamo comunicare nei modi più consoni, tutto qui.

Commento di Antonio

Ciao Antonio! Bentornato! E grazie delle interessanti osservazioni.
Se non ho capito male intendi dire che l’impronta sfacciatamente cattolica dell’evento rischia di farsi terra bruciata intorno proprio a causa della troppa “esclusività”… giusto? Si tratta di un’iniziativa ad uso e consumo del popolo cattolico. Da un lato è vero, in questa specifica occasione sembrerebbe mancare l’approccio teso a mediare tra il “dentro” e il “fuori”, perdendo l’occasione di un dialogo sempre costruttivo. Dall’altro il cinema è ormai un’industria di proporzioni ciclopiche, che sforna titoli e titoli e titoli a ritmo mensile, proponendo tutta la gamma possibile delle tematiche, dei contenuti, delle posizioni filosofiche: un focus, un recinto dedicato al cattolicesimo nel senso tradizionale (ma non è detto eh? Stiamo a vedere!), dedicato a chi cerca nel cinema quelle specifiche tematiche o rimandi, guasterà sì al dialogo e alla diffusione mediatica dell’evento, ma offrirà una parentesi specifica a una produzione che esiste (in minima parte) e che merita di essere valorizzata, riconosciuta come cattolica e dunque anche premiata… e di conseguenza stimolata e incoraggiata…incrementata! Sicuramente c’è un eccesso di autocelebrazione (nel senso positivo) che rischia di viziare gli sguardi… ma credo fosse necessario in questa occasione! In fondo gli stimoli costruttivi rivolti al pubblico in senso generico non mancano: pensa alla scrittura di Don Dario Viganò, attento a riconoscere il cinema di valore in tutte le sue parentesi, pensa al riconoscimento del valore cattolico del film ateo “Lourdes” da parte dell’associazione Signis… o allo spazio che viene dato nella Chiesa a film non necessariamente “Cattolici” (penso alla rassegna prevista in questo periodo nella Diocesi di Milano… o ai film proposti in occasione della Giornata Mondiale della gioventù di quest’anno… se non ricordo male, o anche ad Effetto Notte, il programma di tv2000 -la rete della cei- che tratta di cinema settimanalmente, coivolgendo volti noti del cinema che più laico non si può, commentando le uscite del momento sul grande schermo, in collaborazione con la rivista Ciak!). Pensa alle parole di alcuni (sottolineo alcuni… non tutti hanno brillato in elasticità) vaticanisti o esperti di cose di chiesa, dedicate all’ultimo film di Moretti. Mirabile Dictu è un momento cattolico… per i cattolici… che forse vuole indirizzare gli sguardi, discernere un panorama vastissimo e non di rado problematico. Riguardo al “dover fare breccia anche altrove”… beh, hai tutte le ragioni!!! Se il mio blog può mettersi al riparo dalle stesse riserve penso sia solo per la totale mancanza di un ruolo istituzionale… o di riferimento culturale, no? In fondo però aderisce allo stesso spirito. La Luce in sala è molto molto cattolico (anche se cerco di stemperare la cosa nel reparto “aperti a Dio” – e sono previste altre future categorie… come “apologetica sul cinema”, “anticattolici ma” – se mai avrò il tempo) perchè nasce sulla spinta di un desiderio di setacciare e trovare le cose care a noi… con buona pace del dialogo che viene costruito in molti altri luoghi virtuali.
Riguardo alla sovrapposizione di date con Cannes… sai che non ci avevo pensato? E’ vero! Cosa sarà stato? Eccesso di pudore…? :D

Commento di filippociak

Non fraintendermi, buon Filippo. Il dialogo di cui parlo non è rivolto ad alcuna mediazione del tipo: “tu vieni incontro a me, io vengo incontro a te… e ci troviamo a metà strada”. Per quanto ne so, questa impostazione ha condotto solo ad uno sfrenato ecumenismo paraculo.

Saprai meglio di me quanta soggezione soffra il mondo cattolico, a partire dagli stessi prelati, che spesso si abbassano a certe posizioni solo per paura di essere impopolari o poco al passo coi tempi. Ma il depositum che Le è stato affidato è eterno, sorretto da Colui senza il quale questa Istituzione altro non sarebbe che un circolo per anziani e superstiziosi.

Non sono ferrato sulla vita di san Francesco, ma quando andava dagli islamici non cercava mica di farsi bello ai loro occhi spiegando che, in fondo, Allah è un modo diverso di chiamare Dio. Nossignore!

L’invito deve rimanere tale, ok. Ma le condizioni devono essere sempre le stesse, e su questo non si discute. Oggi ci siamo tutti improvvisamente accorti di disporre di un “io” più interessante di quanto si può trovare nella Santa Tradizione stessa, il che ci porta ad improvvisarci Dottori della Chiesa senza averne la qualifica né tantomeno il reale interesse. Uno come Mancuso, insomma, che reinterpreta a modo suo ciò che gli pare. Contento lui…

Tornando a noi, spero di essermi spiegato un po’ meglio. Ultimamente mi rendo conto di cadere sempre nella Teologia, ma siamo in un campo minato, ergo.

Non è tempo, per me, di indicare linee guida ben precise. Tuttavia ritengo che necessiti unire coraggio, sfrontatezza, intelligenza e prontezza nel rispondere ad una precisa chiamata, quella rivolta a tutti coloro che hanno realmente a cuore questo straordinario mezzo, unito a quel briciolo di Fede che costoro si portano d’appresso. Tu lo stai già facendo, il che sa già di nobiltà. Ecco perché l’interesse per il progetto e l’augurio di ogni bene.

Per il resto, mi sembra superfluo pronunciarmi oltre. Le riserve circa questo appuntamento le ho già espresse. Resta immutata la speranza che tutto vada buon fine, questo anche.

Commento di Antonio




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