LA LUCE IN SALA


100° POST – PERSONAL #3: BENEDETTO XVI NEL NORDEST- TU CONFERMA LA NOSTRA FEDE
12 maggio 2011, 1:56 pm
Filed under: Personal

È stata un’esperienza. Nell’arco della mia “lunga” vita non avevo mai visto un papa dal vivo. Domenica è successo: siamo partiti da Verona col treno della diocesi a un quarto alle sei, stipati (io, mia sorella, mio fratello e la mia amica Alessia) su due sedili nel piano alto di un vagone dal soffitto fastidiosamente basso. Tante suore, tanti preti, una vera valanga di scout e poi famiglie, famiglie, famiglie. Il treno è stato una scheggia. Abituato come sono a fare la spola dalle biblioteche di Venezia coi regionali che si fermano ogni quattro traverse di rotaia mi è sembrato di arrivare in un nanosecondo. Ah, faceva freddino. Scesi come fulmini ci siamo composti in un enorme mandria che ha invaso, come un solo uomo (ciclopico), la banchina per le navette. Seguendo le agili mosse di Don Giorgio, il parroco che ci ha presi con sé, abbiamo preso una delle prime navette pregando di riuscire a salire tutti (noi 4, 3 suore e il don) sullo stesso mezzo (pena il ricongiungersi la sera, alla macchina lasciata al parcheggio poco lontano dalla stazione Porta Nuova di Verona). Già lungo il tragitto verso il Parco di San Giuliano abbiamo preso coscienza di che cosa significhi la visita di un papa per una città: strade deserte alternate a nugoli di biciclette inforcate da pellegrini, o squadroni di pedoni (sempre pellegrini) riconoscibili dalla borsina gialla con stemma di Benedetto XVI, detta appunto “del pellegrino”. Militarescamente il tragitto è punteggiato da poliziotti, vigili, tanti e tanti volontari: chi all’organizzazione degli enormi parcheggi ancora deserti, chi a vegliare sulle strade chiuse, chi ancora ad indicare la via forsennatamente. Sono stupito dall’organizzazione e dalla vastità incredibile dell’operazione. Arriviamo al ponte di accesso del parco e ci mettiamo in coda. Sì, c’è la fila… ma non sembra niente di che. Mi aspettavo più gente… Entriamo nell’immenso parco (il più grande d’Europa) e scorgo un cordone di fedeli che si perde all’orizzonte. Beh, forse non siamo pochissimi… “meno male”, penso: ci tengo che il Veneto faccia bella figura col Papa… mi son miracolosamente smosso perfino io! Sempre seguendo Don Giorgio risaliamo la corrente come salmoni… gli altri sono gruppi numerosi con striscioni, tamburi, chitarre, bambini al seguito… noi siamo in 8: con qualche acrobazia e col rischio di scivolare nei fossi dagli argini roridi di rugiada arriviamo perfino in testa alla colonna, la quale, minacciosamente, dietro di noi sembra essere infinita. C’è ordine, tranquillità… un’atmosfera distesa a cui non sono per nulla abituato, in simili assembramenti di folla. Ma che dico? L’assembramento di folla più grande che mi è mai capitato è quello della sagra del paese (che in effetti fa un bel chiasso)! Don Giorgio devia verso il suo reparto e ci lascia con le suorine a varcare l’arco di accesso all’area liturgica. Siamo in testa alla fila! Ci siederemo sotto al palco, proprio come immaginavo! Che povero illuso sono… si vede che non sono un assiduo frequentatore delle visite papali. I settori sotto al palco sono già traboccanti di fedeli (giunti autonomamente sin dalla notte per prendere il posto). Le suorine supplicano pietà verso i volontari che ci sbarrano la strada… oh, son suore, loro ci provano! Niente da fare.. giustamente veniamo sospinti nei settori sulla collina. di gente ce n’è parecchia… ma avrei detto dovesse essere di più… mah! Di questi tempi… Insomma prendiamo posto. Siamo lontanissimi! Il disappunto vola via subito. Montiamo la seggiolina di cartone… (si avete capito benissimo… di cartone: non essendo io un fuscello ho paura a sedermici… insomma, è pur sempre di cartone! Le do una mezz’ora di vita). Sono le 8.30 mi pare… noi siamo già a posto ma la fila interminabile di fedeli continua infinita, sistemandosi nell’immenso prato transennato… non accenna ad esaurirsi, prosegue a perdita d’occhio. Dagli altoparlanti giungono messaggi di avvertimento: sì alle bandierine e agli striscioni (ce n’erano di bellissimi) durante il saluto al Papa, farli poi sparire durante la messa. Passa un’ora… l’atmosfera inizia a farsi eccitata. Passano elicotteri in continuazione… ogni tanto la marea umana inizia a far fremere le bandierine (oh, non la sapevamo che arrivava via mare!) Il coro (1066 elementi) inizia con dei canti straordinariamente belli. Il Papa arriva! Da dove? Non siamo affatto vicini alle transenne… la famiglia piazzata dieci centimetri davanti a noi sfodera uno striscione gigantesco che ci appare il più crudele dei sipari, ma poi, all’ultimo momento… lo solleva altissimo, una folata di vento lo scosta… e la papamobile è abbastanza in alto anche per il nostro sguardo. Sono una delle persone più ciniche che conosco, poco incline all’emozione. Pensavo che vedere il Papa mi avrebbe fatto piacere, che sarebbe stato bello. E invece mi ha davvero colpito. Senza esagerare, facendola breve, posso dire che mi ha profondamente emozionato. L’ho visto, sentito, letto, migliaia di volte in tv, radio, giornali… ma vederlo è stato un tuffo al cuore. Particolarmente intenso è stato partecipare anche a tutta la messa… che forse avrete seguito anche voi in tv. Concludo in fretta i patetismi e passo ad alcune conclusioni. Domenica non sono riuscito a quantificare che fossimo in 300.000 fedeli (una strage di gente insomma… mai se ne era vista tanta al ParcoSan Giuliano). A un certo punto di saturazione visiva il conteggio diviene una pratica senza fondamento. Andare a Mestre mi ha catapultato nella Chiesa viva, quella che smuove le masse, quella che è cattolica… (universale, un aggettivo spesso difficile da afferrare pienamente, da comprendere con l’esperienza), mi ha messo in mezzo alla prova che i cattolici sono tanti… e che quando serve, si fanno vedere e sentire! Qualcuno dei lettori c’era?

p.s. La seggiolina di cartone ha tenuto anche nel pomeriggio (mi ci son seduto durante il pic nic, al bar mentre aspettavamo il treno, al binario) e ora è qui, a casa… in attesa di essere usata ancora!

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3 commenti so far
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Ciao carissimo, come stai?????
Volevo dirti che finalmente questa sera sono riuscita a vedere Poetry …. dirò solo che non te lo consiglio. Mi aspettavo tutt’altro …
La critica raccomanda la visione, ma che dire, io no. Buonanotte!

Commento di JE

Ciao Je, che piacere risentirti! Tutto bene?
Uhm… ne terrò conto… grazie!

Commento di filippociak

Non che non sia bello,neh?!….è particolarmente ‘forte’ … se vai preparato a un’overdose di situazioni estreme, allora forse lo apprezzi di più :)
Siamo costretti a solo-ricamo per sopravvivere ;)
Buona giornata, ciao!

Commento di JE




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