LA LUCE IN SALA


PERSONAL #4: FENOMENOLOGIA DEL CINEMA-LUOGO PT.2
2 giugno 2011, 9:33 am
Filed under: Personal

Ecco un’altra puntata di “Personal”, la rubrica mozzafiato de La Luce in sala che, tra una news e una recensione ricorda a tutti quanti (me compreso) che questo spazio online è anche un blog. Continuiamo con la fenomenologia del cinema-luogo pt. 2, tenendo ben presente che non so ancora come riuscirò a sviluppare -di nuovo- un discorso che sia cinefiliaco e vagamente cristiano (ma poi, chi l’ha detto che lo devo fare ogni volta?). Potrei iniziare dall’esperienza di quel particolare mercoledì sera, approfondendo (e riciclando) il problema denunciato nella penultima puntata. Vi faccio una domanda: sapete cosa c’è di peggio di un cinema stracolmo di ragazzini urlanti che strepitano e lanciano battute bestiali contro il protagonista del film proprio mentre questo poveretto sta rivedendo tutta la sua esistenza? Ebbene: andare a vedere un film dell’orrore in un una sala immensa e… deserta. Proprio per arginare il problema cui accennavo qui sopra sono divenuto col tempo un amante del cinema del mercoledì (o lunedì, dipende!). Il motivo non è univoco, miro anche ad arginare la spesa sempre più ingente del biglietto, il quale recede dalla scandalosa cifra di 8.50 € – offrendo un risparmio di convenienza inaudita che fortunatamente non smuove le masse – a 6.50 € (o addirittura 5.50 €, dipende). Sì cari miei, nonostante io sia tutt’altro che un risparmiatore compulsivo, per quei due euro mi metto micragnosamente a contare i centesimi… perché vedersi un film non può costare come un DVD o un libro: no! A questo proposito, avete sentito che la minaccia di rincaro del biglietto è stata miracolosamente scongiurata? Tanto meglio, altrimenti vi sareste sorbiti solo recensioni di vecchi vecchissimi classici, e vi immagino già a boccheggiare disperati di fronte alle locandine promozionali di dimensioni monumentali, in preda al panico (certo…)! Beh torniamo a bomba, il cinema del mercoledì dicevo. Sì, è una vera benedizione! Non c’è traffico, non c’è fila, non c’è ressa; c’è perfino quasi silenzio in sala. Insomma, una vera verissima favola. Se non che… quel mercoledì io e mio fratello, da fans della nota saga horror abbiamo deciso di onorare, tardivamente (e cioè quando si placano gli entusiasmi – attenzione con questa tecnica: a furia di aspettare abbiamo mancato Harry Potter e i doni della morte pt. 1 interrompendo una tradizione che proseguiva da ben 7 anni), onorare tardivamente, dicevo, la presenza in sala dell’atteso Scream 4 (concedetemi la parentesi critica che non posso trattenere: metacinema all’ennesima potenza per un sequel/reboot di insperabile freschezza, tanto il piacere di ritrovare gli attori “storici”, poca la paura – o sono io che ormai ho i nervi devitalizzati?). Arriviamo in abbondante anticipo (sia mai che ci sia stra-pieno): il cinema designato è un multisala incastonato nell’area commerciale di Verona, e le sorprese sono sempre in agguato. Comunque compriamo il biglietto (scontato eh!), e l’omino dello strap ci strappa distrattamente il talloncino battezzandoci ufficialmente come spettatori. Saliamo la lunga scala e arriviamo nell’enorme spiazzo rivestito di moquette silenziosissima che conduce a tutte le sale. Non c’è un’anima. Le luci sono soffuse, i corridoi lunghi, deserti… pieni di sagome di cartone promozionali un po’ vecchiotte e sfatte. I nostri passi sono incredibilmente attutiti… solo il rumore lontano del piano di accesso ci ricorda che non siamo…soli. Insomma senza eccessive paranoie, perché non ne abbiamo, entriamo nell’ ulteriore corridoio nero illuminato zenitalmente da faretti distanziati e lattiginosi…giriamo l’angolo e… ci troviamo davanti a quattrocento sedili vuoti… una falange incredibile di niente. Non ci sarebbe proprio nulla di eccezionale… se non fosse così straniante stare in un luogo particolare come il cinema, concepito per la ressa, completamente da soli. Ah, ma non finisce qui. Prendiamo posto scrupolosamente secondo quanto dettato dal biglietto… e dopo due minuti, come da copione, mio fratello corre in bagno. Non mi ritengo per nulla uno che si fa impressionare facilmente… ma parato così davanti allo schermo bianco, in una sala dal volume immenso e insonorizzata in modo surreale… ho quasi (sottolineo quasi) avuto paura. E mi è naturalmente tornato in mente il mio post fastidiosissimo dove mi lamentavo degli spettatori rumorosi… nonché il primo episodio di Ai confini della realtà… Ho iniziato a guardarmi intorno.. dietro di me nessuno… nella finestrella del proiettore la luce era ancora spenta: ma quanto cavolo siamo in anticipo? Prendo il cellulare e guardo l’ora… dovrebbe iniziare adesso (la raffica di trailer, si intende). Inspiegabilmente inizio a temere che spengano le luci. I film dell’orrore non mi spaventano troppo… ma… mi ritornano in mente le scene dei capitoli precedenti (in primis quella iniziale del secondo, con l’assassinio in sala, durante la proiezione). Non mi faccio trasportare più di tanto… insomma, sono adulto… e come sempre cerco di essere razionale. Subito dopo comunque è entrato qualche altro spettatore (per fortuna), è tornato mio fratello, sono arrivate altre 5-6 persone, le luci si sono spente (e riaccese: il proiettore si è inceppato – con tanto di voce del proiezionista al telefono che non faceva ben sperare “Cosa faccio? Si vede verde! No, ho provato a riavviare… No, non si sblocca…” eccetera). Qual è la morale di questo inutile discorso? Che se vai al cinema di sera tardi a vedere un film dell’orrore e se, nonostante tu non sia ultra-suscettibile, non sei nemmeno un pezzo di marmo… forse dovresti apprezzare anche la presenza di qualche “ragazzino” che lancia bestialità contro lo schermo. Insomma… come ho già detto l’esperienza del cinema si assapora anche collettivamente… non sempre la cosa potrà essere distensiva, ma una componente di piacere nello stare assieme c’è sempre (soprattutto se subito prima avete avuto la sensazione di essere rimasti gli ultimi esseri umani sulla terra) :)

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3 commenti so far
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O vogliamo commentare la qualità delle multisala???? Io le detesto…la mia prima volta per un buon quarto d’ora si erano dimenticati l’audio, dopo che uno zelante spettatore si fece messaggero al proiezonista…riavuto l’audio, si dimentico per almeno un altro quarto d’ora le luci accese in sala, non so se ho reso!
Purtroppo nella mia città, le sale private stanno chiudendo quasi tutte e tutto ciò è davvero molto triste, perchè io nelle multisale non ci voglio tornare!
Comunque ero passata per lasciarti questo

http://broderieandbroderie.blogspot.com/2011/06/il-giardino-delle-benedizioni.html

e augurarti un buon fine settimana ;) !
Ciao!

Commento di JE

Ma wow! L’hai già finito? Chissà che soddisfazione! E adesso? Cappella Sistina :-P ??

Beh, la tua prima esperienza col multisala è stata a dir poco catastrofica, ma non farei di tutta l’erba un fascio. Il multisala è sicuramente molto meno poetico delle vecchie sale con galleria che una volta punteggiavano i centri storici… ma sono la naturale evoluzione di un sistema generale (non sto dicendo che sia giusto eh..). A dirla tutta ho fatto in tempo a vedere solo… uhm… solo sei film nelle vecchie sale… (assemblee d’istituto a parte) per cui sono abbastanza abituato. Ti consiglio di riprovare: quello che ti è successo è troppo intollerabile perchè si ripeta… (oh, sarà stata la prima volta di quel proiezionista :)

Commento di filippociak

La ‘soddisfazione’ della Cappella Sistina preferisco lasciarla a Michelangelo :P
Ciao buona serata!

Commento di JE




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