LA LUCE IN SALA


GUINNESS E CURIOSITA’ DEL CINEMA CATTOLICO
20 giugno 2011, 9:34 am
Filed under: Pillole cinecattoliche, Vari

La produzione cinematografica mondiale appare, oggi come non mai, un mare magnum di contenuti, riflessioni, casi umani legati agli eventi narrati soprattutto, ma inevitabilmente anche ai contesti inerenti la messa in opera. In questo immenso mosaico di informazioni è possibile rintracciare delle interessanti curiosità legate, come per qualsiasi argomento che potreste mai desiderare di approfondire, al mondo cattolico. Vediamo quelle che sono riuscito a trovare!

CATTOLICI VS. PROTESTANTI –  Questo sottotitolo è una bieca provocazione? Mai come in questi tempi di promettente ecumenismo potrebbe sembrar così ma, nonostante una certa buona dose di “confessionalmente corretto” sia sempre di buon auspicio, occorrerà chiamare le cose col loro nome e riconoscere che, nel corso dei secoli, tra cattolici e protestanti non son sempre state, proprio-proprio, rose e fiori. A sviluppare questo argomento sul piano cinematografico, in particolare per i dissapori in Irlanda del nord, abbiamo il film francese/belga Le scritte sul muro che cela con geniale allusività, nella selezione degli attori, una pregevole critica (forse con una punta di esorcistica risoluzione) alla lotta in sè e, a maggior ragione, alla lotta fra cristiani. Dovete sapere infatti che la frangia dei cristiani protestanti venne impersonata esclusivamente da attori di fede cattolica mentre, simmetricamente, la frangia dei fedeli cattolici venne interamente assegnata ad attori di religione protestante!

Pat O'Brien in "Angels with dirty faces", Curtiz, 1938.

PRETE RECIDIVO – Non sono rarissimi i ruoli ricorrenti nella carriera di un attore… ma Pat O’Brien ha interpretato un sacerdote cattolico in oltre… dodici titoli della sua carriera!

SUORISSIME – Di film con suore, fortunatamente per questo blog, ne esistono a bizzeffe! Tuttavia l’osservatore cattolico sarà in grado di riconoscere al primissimo sguardo una suora autentica da un’attrice che tenta disperatamente di emulare il piissimo atteggiamento di chi ha fatto della devozione una ragione di vita. Sto scherzando, eh? Comunque se i film con suore sono tanti, i film con suore-suore sono… due! Il primo, Francesca, racconta la storia di una ragazza che diventerà una star pur essendo cresciuta, poiché orfana, in un convento bavarese. Tutte le suore presenti nel film sono autentiche (dal convento di Santa Maria di Niederviebach), ad iniziare dalla madre superiora: Roswitha Schneider!  Il secondo titolo è Cose invisibili, un film tv italiano del 1990 per il quale sono state convocate cento suore! Insomma… i film sono solo due… ma la quantità di suore ristabilisce largamente la media! Nel caso di Cose invisibili va ricordata la regia ad opera del frate cappuccino Serafino Rafaiani.

William O'Malley alias Padre Dyer

E PRETISSIMI – Gli unici casi di “Preti d.o.c./attori” conosciuti (a me, ovvio… sono benvenute le smentite) sono: Padre Dyer (nella realtà Padre William O’Malley), e il rettore dell’Università (padre Thomas Bermingham S.J.), entrambi incontrati nel film… L’Esorcista! Del resto in questo caso anche i medici erano interpretati da veri medici… (Speriamo che almeno Pazuzu fosse un attore…).

CATTOLICO VUOL DIRE BACCHETTONE –  Eh sì eh!! Lo sanno tutti, e lo sapeva certamente Romain Gary quando, nel 1971, girò due versioni del suo film Kill: una con gli attori vestiti normalmente per la distribuzione nei paesi cattolici, e una con tutti gli attori nudi per i paesi (a suo dire eh, sia chiaro!) protestanti!

PRETE CANTERINO – Tra i rarissimi esempi di titoli di testa cantati ci sono quelli del film spagnolo “Don Juan, my querido fantasma”, accompagnati dal canto di un sacerdote e da quello dei ragazzi del suo coro parrocchiale.

Locandina di una recente rappresentazione de La bottega dell'orefice

UN PAPA SCENEGGIATORE – Probabilmente questa la saprete già. Il nostro Beato Giovanni Paolo II figura fra i capi di stato (ma anche fra le autorità religiose) che si sono applicati nella scrittura di soggetti cinematografici o teatrali. Eh sì: la penna prolifica del nostro ex Santo Padre l’aveva sospinto, dato il suo amore per la recitazione e il teatro, alla creazione del dramma  “La bottega dell’orefice”, rappresentato per la prima volta in Polonia nel 1960 e successivamente su pellicola nel 1987 a Montreal  (ad opera di Michael Anderson, con Burt Lancaster, Olivia Hussey e Ben Cross).

PRIME MONDIALI IN VATICANO – Il Vaticano è solitamente sede di avvenimenti di portata sovramondiale ma in ben due occasioni si è prestato a primo palcoscenico per particolari opere su celluloide: “La bottega dell’orefice” nell’87, per onorarne l’illustre sceneggiatore (come potrete immaginare dopo aver letto qui sopra), e per… Quo Vadis (LeRoy, 1951). La scelta in questo caso risultava particolarmente calzante, essendo il film incentrato sulle persecuzioni romane contro i cristiani e sull’operato e il conseguente martirio di S. Pietro.

RECORD DI INCASSI –  Non poteva mancare un classico fra le considerazioni sui primati del cinema: gli incassi al botteghino. Per trovare titoli cattolici (in senso ampio, ossia anche solo veterotestamentari) non dobbiamo guardare le cifre (dato che i prezzi dei biglietti si saranno decuplicati, fino ad oggi), ma il numero di biglietti staccati. Ecco le ragguardevoli posizioni di alcuni titoli a noi cari: 3° Tutti insieme appassionatamente, Robert Wise, 1965 (dopo il solito – e bellissimo – Via col vento, Victor Fleming, 1939 e Guerre stellari, George Lucas, 1977); 5° I dieci comandamenti, Cecil B. DeMille, 1956; 9° L’Esorcista, William Friedkin, 1973; 13° Ben Hur, William Wyler, 1959; poi si salta bruscamente al 44° La Tunica, Henry Koster, 1952; e infine 50° Le campane di Santa Maria, Leo Mc Carey, 1945.

Bene! Intanto mi fermo qui… ma resta ancora qualcosa da raccontare! Quasi dimenticavo: per realizzare questo excursus mi sono servito soprattutto del libro: P. Robertson, I record del cinema, Gremese editore, 2001. A presto!

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2 commenti so far
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Io rincaro con una chicca deliziosa trovata pochi giorni fa su “C’era una volta il sacro”, un vecchio e divertentissimo “stupidario ecclesiastico” scritto tempo fa da Socci.

Su “La Stampa” del 18.05.1993, il Cardinale Saverio Oddi dichiarava: “Tempo fa mi è capitato di incontrare per le vie di Roma un gruppo di giovani sacerdoti: portavano la tonaca con rara impeccabilità. Mi sono complimentato con loro e ho scoperto che erano attori, dovevano girare uno spot”.

:-D

No, niente, è una scemenza… ma mi aveva fatta morir dal ridere, visto che io sono una fan dell’abito talare (perennemente destinata a scontrarsi con i diversi gusti stilistici della maggioranza dei sacerdoti… :-P)

Commento di Lucyette

Eehehe… in effetti è un aneddoto stupendo… chissà la delusione del povero cardinale :D….

Commento di filippociak




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