LA LUCE IN SALA


Lucy torna alla vita, ma non è magia
12 agosto 2011, 12:55 am
Filed under: News

Nell’universo cattolico il miracolo (con differenze e specificazioni troppo scontate per essere qui affrontate) è il fenomeno che meglio si affianca al magico/paranormale e quindi, automaticamente in questi anni, alle arti potteriane. Si è conclusa quest’estate (forse persino non definitivamente, visto il prossimo progetto firmato J. K. Rowling, Pottermore) un’epopea letteraria e cinematografica che sin dal ’97, e dunque per quindici anni, ha sincronizzato a livello mondiale l’affetto, le attese, la fantasia di una nutritissima schiera di appassionati.

Questa premessa vuole solo inquadrare qualcosa che appare molto più vivido e sconvolgente di pagine e pagine di magiche imprese: tocca Harry Potter e tocca il cinema, ma lo fa per giustificare qui, su queste pagine catto-cinefile, qualcosa che è in realtà giocato su un piano molto diverso, che non avviene insomma dietro alla macchina da presa o sui red carpet… ma dove albergano di solito le ultime speranze e il dolore: in questo caso una camera d’ospedale.

Alcuni giorni dopo la ripresa di una scena per il film Harry Potter e il principe mezzo sangue (David Yates, 2009), l’attrice tredicenne Lucy Hussey-Bergonzi ha un’emorragia cerebrale. Viene ricoverata al Great Ormond Street Hospital e le viene diagnosticata una malformazione arteriovenosa (solitamente presente sin dalla nascita essa consiste nell’anomalia di alcuni vasi sanguigni che rimangono inosservati fino al momento di massima crisi). Vengono eseguite le operazioni d’emergenza e la ragazzina sprofonda nel coma che, al quinto giorno, impone ai medici di comunicare ai genitori che ogni speranza è ormai vana. I due, davanti alla peggiore delle aspettative decidono di far battezzare Lucy. Viene convocato un sacerdote cattolico e quando il rito è in corso, non appena l’acqua le bagna il capo, la giovane ha un sussulto e alza un braccio. Entro le successive 24 ore la sua ripresa è completa e definitiva.

“Quando ho chiesto ai medici perché è ritornata da noi” racconta la madre della ragazza “non hanno saputo spiegare come sia potuto succedere, e ancora oggi non sanno come e perché abbia avuto questo recupero”. Oggi Lucy ha sedici anni e studia alla Bishop Challenor School di Londra, il suo recupero non è concluso, ma sta ricostruendo instancabilmente la sua vita.

L’inspiegabile fa sempre riflettere, un po’ verso le lacune della conoscenza del corpo umano, un po’ verso le sfacciate coincidenze che ancora una volta fanno di un rito religioso un veicolo (fortunoso o provvidenziale a seconda delle letture) di insperabili risoluzioni. La ragione deve poter vacillare, se è vera ragione. Sarebbe bello che questa notizia facesse riflettere, anche solo per un momento, i tanti fan della saga a cui Lucy volle prendere parte… magari lo stesso Daniel Radcliffe, ateo dichiarato.

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4 commenti so far
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Il Signore non sa più cosa fare per farci capire che esiste!!!!!!
E Lui solo sa dove riesci a recuperare queste chicche cinematografiche :)
Buona festa dell’Assunta! ciao

Commento di JE

Ma che meraviglia… perché non conoscevo assolutamente questa storia, io che sono una fan di Harry Potter fin dal primo libro??
Ma che storia bellissima. Grazie!! :-)

A margine, però, mi incuriosisce una cosa: com’è che i genitori decidono di battezzare la ragazza a 13 anni in fin di vita? Cioè, è strano: se i genitori erano cattolici, mi stupisce che non l’avessero battezzata prima; se non erano cattolici, mi stupisce che abbiano deciso di battezzarla (comunque)! E soprattutto, in quel caso sarei curiosa di sapere come hanno reagito dopo la guarigione inspiegabile… :-)

Commento di Lucyette

@JE
Eh sì… sono stufo di sentir dire che “l’inspiegabile non deve per forza essere un miracolo”…(che è vero, ma è un concetto che viene forzato e strumentalizzato sempre contro la fede)… credere che queste siano solo coincidenze è forse più astratto come ragionamento, o no? :D
In quanto alla misteriosa provenienza di questa notizia… devo ringraziare (grazie Emilia…!) una mia lettrice particolarmente attenta e propositiva!

@Lucyette
Lucyette… è la stessa identica domanda che mi sono posto anch’io… o tutta l’allegra famigliola si era convertita giusto prima di questo fattaccio (… difficile), oppure i due coniugi erano cattolici in gioventù… e si sono poi intiepiditi fino al punto da rimandare il battesimo della figlia. Forse erano cattolici modernisti: “si battezzerà da sola quando potrà decidere di farlo!”…
Se inserisci il nome della ragazza su Google vedrai che all’estero questa notizia è ribattuta da tutti i siti d’informazione. In alcuni casi ci sono delle dichiarazioni dei genitori… qui ad esempio: http://www.catholic.org/hf/faith/story.php?id=42351

Alcune sono curiose… e testimoniano di un cattolicesimo forse non troppo consapevole… sopito, ecco. E’ la mia fallibilissima impressione.
Non va dimenticato poi che, come capita di vedere nei telefilm d’oltreoceano, il battesimo viene dato un po’ come rete di salvataggio nel caso esista qualcosa. Ok, ok… lo so che i telefilm non sono uno strumento sociologico scientifico (anche se talvolta vengono usati)…

E, parlando di casa nostra, troppo spesso capita di sentire: “Battesimo per tradizione”, “battesimo perché si fa”, “Battesimo per accontentare la nonna retrograda…”

Siamo a un passo dallo scaramantico… e dunque a maggior ragione questo miracolo ha il suo perché!

Commento di filippociak

Che bella storia!

Commento di ClaudioLXXXI




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