LA LUCE IN SALA


LA UNIVERSAL BOCCIA “OUIJA”
24 agosto 2011, 3:02 pm
Filed under: News

Tutti siamo stati bambini e tutti di conseguenza conosciamo la Hasbro. Ma come potremmo non conoscerla? Stando alla mia esperienza i giochi in scatola sono davvero uno strumento di aggregazione fenomenale, divertenti, spesso geniali, capaci di salvare persino le serate meno riuscite. Dalle mie parti sono un po’ un’eccentricità se avete superato gli anni infantili… eppure hanno larga presa sul pubblico adulto tanto che parecchi marchi ne concepiscono di accuratamente mirati.  Per gli adulti (ma non esclusivamente per loro) ne esistono di tantissimi tipi… di ispirati al mondo del giallismo britannico vecchia scuola (Cluedo), ai premi a quiz più difficili (Trivial Pursuit), alle imprese di strategia bellica (Risiko)…  ne esiste uno poi che non si ispira proprio a nulla, ma è importato direttamente, paro-paro, dall’occultismo tradizionale. Si può credere, si può tranquillamente non credere… si può pensare che si tratti di baggianate superstiziose… scherzi della propria percezione (ideomotori, per dirla con Wikipedia). Si può prendere in considerazione,volendo, il parere di alcuni eminenti esorcisti… ed evitare assolutamente di pensare a simili giochetti… così, giusto perché la vita è già abbastanza complicata. L’ Ouija Board nasce come (sedicente) sussidio per la comunicazione coi defunti dal XVIII secolo. Oggi è il simbolo dello spiritismo fai da te e… osservo fra l’ammirato e il perplesso, commerciata come gioco in scatola consigliato (lo leggo solo ora altrimenti mi sarei risparmiato la perifrasi sui giochi da adulti) dagli 8 anni in su! Wow.

Al cinema possiamo ricordare alcune Ouija famose… la più significative per questo blog resterà sempiternamente quella di Regan ne L’Esorcista (Friedkin, 1973), utile alla piccola per comunicare col simpatico Capitan Howdy (Gaio in italiano), che passerà ben presto dalle parole ai fatti. (Notate l’accuratezza di questo titolo, il quale cerca di esprimere tutto quello che c’è seriamente da dire sull’argomento…persino sulle possibili cause concrete di quello che avverrà, impetuosamente, di lì a poco). Ma di tavolette ce ne sono state parecchie… mi vengono in mente quella de Le verità nascoste, (Zemeckis, 2000) quella dell’orribile Long Time Dead (Adams, 2002), o del recente  Paranormal activity (Peli, 2007). Insomma, le allusioni… diciamo pure “dark”, all’impiego di questi oggetti non mancano, ma se sulla scatola c’è scritto dagli 8 anni, devono essere pure e semplici fantasiosità cinematografiche!  …E poi l’ultima versione brilla pure al buio!

Una scena dal film L’Esorcista: La piccola Regan intrattiene allegramente sua madre.

Come mai questo sproloquio? Per dare quella che è una bella notizia. Da qualche anno l’ampia produzione cinematografica accusa dei vuoti di contenuto, una risacca creativa (la notizia buona è più sotto!)… e si è pescato a piene mani dal mondo dei fumetti, dei cartoni, dei vecchi titoli cinematografici… infine, degenerando con un chiaro intento commerciale, al mondo dei giochi.

Ebbene: la Universal ha abbandonato il progetto Oujia nato con lo specifico compito di rilanciare questo “gioco” da tavolo! Lo dimostra chiaramente la penale di 5.ooo.ooo $ versati alla disillusa Hasbro dalla nota casa di produzione. Un giorno triste per il genere horror? Non lo so… non mi piacciono i film-spot a prescindere, anche se questi argomenti mi affascinano sempre (lo dico da amante dell’horror).

La notizia è buonissima. Credete a queste forme di spiritismo? Se avete senno siete al riparo! Non ci credete? Tanto meglio, vuol dire che non avreste provato comunque! In ogni caso meno si diffondono strumenti maligni o di superstizione (fate voi), meglio è,  giusto?

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4 commenti so far
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Tendenzialmente trovo “positivo”, o meglio un’utile esperienza, il fare delle sedute spiritiche molto improvvisate nella prima adolescenza. Dico tendenzialmente, e dico che sono utili nel senso che di solito aggregano, fanno ridere insieme e riflettere poi da soli sulla morte e compagnia danzante… salvo casi d’eccezione, che non vanno dimenticati.

Come te invece vedo male l’idea di commercializzare una trovata simile, perché oltre a banalizzare ciò che banale non è finisce ovviamente per giustificarlo e farlo apparire se non cosa buona, almeno cosa legittima e non dannosa.
Nella ouija gioco in scatola non c’è più il senso del mistero, la curiosità, il desiderio antropologico di confrontarsi con la morte, l’anima, l’aldilà sia pure per un mezzo scherzo; c’è soltanto lo smercio di una morbosità artefatta.

Ho apprezzato molto l’escursione citazionista fra gioco e cinema… anche se personalmente sono (stata) tipa non da gioco in scatola ma più recentemente da gioco di ruolo.
Dal quale mi sono alla fine ritirata: certi Vampiri avevano un’influenza un po’ troppo distruttiva su di me ;)

Commento di Denise Cecilia S.

Uhm… Denise, anch’io da ragazzo ho fatto i miei maldestri e sconclusionati esperimenti, in barba ad ogni divieto e ammonimento. Non è successo nulla ok (mannaggia :P) ma una volta cresciuto, desideroso di far collimare la teologia con queste eccentriche curiosaggini, ho improvvisamente compreso (con buona pace del Cicap), l’importanza di lasciare da parte questi esperimenti.
In un certo senso (se e quando dovessero funzionare in modo provvidenzialmente non pericoloso), potrebbero offrire un serissimo motivo di riflessione o di conferma ma, nonostante ciò e viste le dinamiche interne a tali fenomeni… ritengo auspicabile l’astensione completa! Anche per principio, considerando le scritture. Da ciò, la commercializzazione mi appare ovviamente un ulteriore schiaffo alla prudenza.

Penso di aver capito cosa intendi con “molto improvvisate” e “tendenzialmente”… e tendenzialmente potrei dire che, se sono eseguite (le sedute) in modo tanto buffonesco da essere inservibili possono (ma deve esserci una certa solennità e una certa apertura) aprire l’attenzione alla possibilità (come sensazione e quindi in maniera assai relativa) di riconoscere il mondo soprasensibile almeno come opzione. Oltre a questo, o con dinamiche ed effetti differenti… non vedo benefici che valgano il rischio.
Tu cosa ne pensi? Ho capito male? In effetti io conosco l’argomento solo o quasi dal punto di vista cattolico e dunque sì, lo ammetto, sufficiente ma limitato.

Ti prego spiegami l’allusione ai giochi di ruolo recenti….mi ci sono arrovellato un po’ ma mi sa che sono troppo tordo per siffatte misteriche parole!! (e son curioso :P)

p.s. ehm ho capito adesso quello che dicevi all’inizio… sì, esperienze in effetti leggendarie… che marchiano il gruppo! Ma meglio fare una gita in un posto very cool ehehe.

Commento di filippociak

Sì, anche se con qualche apertura in più (chiamami pure possibilista), comunque condivido il giudizio di fondo che ne dai: è chiaro che laddove vi sia anche un sottile sentore di “lo faccio perché ci credo e spero di richiamare gli spiriti” il gioco cessa di essere tale.

Quanto ai giochi di ruolo, è semplice – cioè, è semplice se sai, ma sicuramente lo sai, cos’è un gioco di ruolo!
Fra i numerosi giochi disponibili ce n’è uno che ha avuto un grandissimo successo (ora meno, perché l’evoluzione dell’ambientazione ha deluso molti): Vampiri La Masquerade, generalmente noto solo come Vampiri.
Come puoi intuire, i personaggi interpretabili sono succhiasangue, creature della notte, o come li vuoi chiamare (anche se la loro connotazione è ben più moderna rispetto ai classici del genere). Meglio ancora, li puoi chiamare cainiti, in quanto sono la progenie di Caino e la sua discendenza.
Ora, nessun tipo di personaggio è in sè malvagio e portatore di valori negativi, neppure un vampiro. Ma in questo caso, devo purtroppo rilevare che – al di là della maggiore o minore responsabilità ed intelligenza dei giocatori – la base e l’essenza del gioco (descritta nei vari manuali) stanno proprio nel rappresentare esseri esplicitamente dannati da Dio, scientemente dediti al male e volutamente caratterizzati con tratti violenti, degenerati.
Certo, esiste a mio parere un’ampia opportunità di proporre, nel gioco, anche personaggi e vicende legate alla fede, e intendo la vera fede e non una sua scimmiottatura. Ma come puoi figurartil, è un’opportunità dai più lasciata semplicemente cadere.

Commento di Denise Cecilia S.

Pensa, non ne avevo mai (mai!) sentito parlare… mi sento vecchio. Eh sì… Non ci sarei mai arrivato :)

Commento di filippociak




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