LA LUCE IN SALA


SCHERZAR COI SANTI #3: HELL TOWN
14 settembre 2011, 9:49 am
Filed under: Scherzar coi santi

Padre George Coyne dell'Osservatorio Vaticano in una scena di Religiolus

Siamo già alla terza puntata di Scherzar coi santi e non mi sono ancora fatto venire in mente un nome alternativo che renda meglio il mix di biasimo e allegria (magari meno banale, se non è troppo) di questa rubrichetta scanzonatissima. Fa niente, se dovrò arrivarci ci arriverò prima della fine del repertorio che ho in testa… repertorio che ha un suo ordine cronologico  che cerco sempre di rispettare (“quello l’ho scovato, ripensato o mi è stato segnalato prima di quell’altro”), ma che per questo giro devo proprio accantonare: ho trovato un argomento fantastico. Ho appena finito di vedere Religiolus, Larry Charles 2008 (un po’ per masochismo un po’ per desiderio di completezza) e sì, lo so, sono in ritardo… ma sapete com’è, faccio fatica a trovare il tempo di vedermi la roba cattolica… figuriamoci quella atea. Beh, già che ci sono posso dire che mi aspettavo qualcosa di aggressivo e preoccupante… e invece ho trovato il tutto molto superficiale… non direi povero di argomenti (giacché certe situazioni si commentano da sole) ma assurdamente trito e obsoleto, in una parola: inefficace. Ne hanno già parlato ovunque, me la sbrigo in fretta: un’apologia dell’ateismo che per vincere debba rivolgersi all’uso di sottotitoli denigratori, alla selezione di una ciurma di personaggi pittoreschi (non tutti eh, qualcuno scappa – vedi foto) e al costante atteggiamento di supponenza e sordità integralista della star dello show… rendono questo “documentario” divertente e per nulla problematico. Ad essere problematiche sono semmai alcune forme pop di religiosità… alcune esternazioni fideistiche che avrebbero richiesto, per una questione di serietà dell’analisi, qualche discrimine in più. Non pretendo che si dica che il cattolicesimo è una religione cool perché ha 2000 anni… ma mi avrebbe gratificato (e conseguentemente fatto soppesare con un briciolo di indulgenza le tesi del film) che non venisse messa sullo stesso piano di un movimento incentrato sull’uso della Cannabis. Almeno (e non è poco) non è un film ambiguo: è fatto e pensato ad uso e consumo dei soli atei, non certo per far riflettere.

Sono contento di averlo visto perché, se l’avessi lasciato perdere (come potete fare tranquillamente voi), avrei continuato a pensare che contenesse una qualche verità da ripensare (cosa che non è), figure di sacerdoti da sopracciglio che si inarca a sesto acuto (questo sì, mannaggia! Avrei detto che quello in questione fosse un “pazzo” che passava di lì per caso – Qui per i veri masochisti), ma soprattutto perché non sarei mai arrivato a conoscere il VERO tema di oggi…. HELL TOWN!!!

Pensate che Hell Town è un telefilm talmente sconosciuto che procurarselo è semplicemente impossibile. É talmente sconosciuto che non solo io non l’ho visto… ma nemmeno quei pochi che l’hanno visto a suo tempo usano Internet troppo spesso. Insomma, se non si fosse capito… ne so talmente poco che ho dovuto raccontarvi come l’ho scovato per dare al post una lunghezza accettabile ;-). Hell Town, comunque, risale al lontano 1985, e racconta le rocambolesche avventure di Noah Rivers, un sacerdote cattolico col pallino dell’azione. Ma egli non è uno di quei preti da marciapiede che vanno in brodo di giuggiole quando sentono l’applauso di una folla di cattolici adulti, no, lui è uno strumento della provvidenza. Infatti il titolo della serie è un riferimento all’immaginaria cittadina americana prodotta dall’orrorifico folklore autoctono: in tale ridente villaggetto parecchie cose hanno a che fare col satanismo, le leggende metropolitane e… bla bla bla, quindi niente di strano che un sacerdote si senta autorizzato a menar pugni, anche se, in realtà, vive a Los Angeles (dove può comunque trovare, immagino, criminalità e abusi vari). Seminari invidiabili d’oltreoceano? No no, Padre Noah è un ex carcerato: “prendete Spencer Tracy in La città dei ragazzi, Pat O’Brien in Angeli con la faccia sporca, Bing Crosby in La mia via,  inzuppateli in una bella dose di stile punk, mettetegli in mano una lattina di birra e inizierete a farvi un’idea di come sia Padre Noah in Hell Town“, scriveva il Times il giorno del debutto in tv dello show. Sempre nello stesso articolo si dice di come il Signor Blake, interprete del protagonista e ideatore della serie, appaia come uno di quegli adulti sbandati che a un certo punto della propria vita, quando ravvisano che la società attuale è stritolata dalla droga e da teppisti, ricordano con nostalgia la morsa educativa rigorosa avuta da ragazzini, guardando con nostalgico affetto a suore e preti. Il risultato è davanti ai vostri occhi, sebbene in qualità bassissima e  limitatamente alla sigla d’apertura.

Se solo qualche post fa parlavamo di Becket ora siamo decisamente in picchiata. Voglio dire… negli anni ’80 in quanto a trash non hanno certo scherzato… ma questo è un simbolo, un monumento, una cattedrale del trash! Cos’è questo scomposto interesse per buoi e capre? Perché una suora indossa un vestito con le spalline? Ma lo vedete come sono selezionate le immagini??? Ritratti degli interpreti scorrono davanti a scene con stalle e primi piani di tavoli da biliardo!! Inseguimenti, bellone danzanti, suore che cretineggiano… il tutto mentre un campanile va a fuoco e la criminalità organizzata si accanisce contro una statuetta in gesso della Vergine…

Ne è stata prodotta una sola stagione: la battaglia di Blake contro la prepotenza di Dynasty sui palinsesti è stata miserevolmente persa… Per fortuna? Come non si deve giudicare un libro dalla copertina… non si dovrebbe giudicare un serial dalla sigla…

però

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3 commenti so far
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Ma questo Hell Town è fantastico!

Commento di ClaudioLXXXI

PS complimenti per la forza di volontà nel guardare Religolus o come si scrive. Anch’io mi ero chiesto se valesse la pena guardarlo per “conoscere il nemico”, ma a quanto pare non mi sono perso niente.

Commento di ClaudioLXXXI

Uhm, no… quello che c’è dentro questo “documentario” mi sembra irrilevante sul versante “strategico”… e quindi no, non ti sei perso granché. Oddio, c’è tutto il campionario (astoricità delle scritture, inesistenza di Cristo, ricchezza della Chiesa, fede senza ragione etc etc… ma tutto mostra un abbassamento sia di argomenti che di serietà d’esposizione…divulgativo nel senso becero insomma, quando non goliardico. Ribadisco che alcune esasperazioni religiose che Maher usa per distruggere la serietà di qualsiasi credo non le conoscevo… e mi hanno fatto sgranare gli occhi (in questo è stato costruttivo). Per il resto davvero non capisco se questo genere di ateismo sia solo terribilmente ingenuo o troppo arrogante per simulare quel briciolo di elasticità necessaria per introiettare un credo, prima di poterlo fare adeguatamente a pezzi. Ripensando alla filippica finale contro gli orrori che nascono dalle concezioni religiose (pericolose, totalmente ignoranti)… mi tornano i brividi per la mancanza di senno nel tacere in toto quelli atei. Infantile, direi.

Commento di filippociak




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