LA LUCE IN SALA


MILLIONS
21 settembre 2011, 11:11 pm
Filed under: Cattolici, Di ispirazione, Film

(Millions)

UK/USA 2004, di Danny Boyle, con James Nesbitt, Daisy Donovan, Lewis McGibbon, Alex Etel, Christopher Fulford …

Di film con bambini che si trovano ad avere per le mani somme megagalattiche (e che sferrano allo spettatore la sempreverde bacchettata sul disvalore del denaro) se n’era già visto qualcuno (mi vengono in mente Richie Rich, Petrie 1994 e Ho trovato un milione di dollari, Wainwright 1993)… ma di bambini con una genuina fissazione per i santi no, non me ne risultano all’appello.

Tutto ciò che viene mostrato dal punto di vista dei piccoli ci riconduce immediatamente a ripensare tante delle nostre priorità quotidiane; e infatti, quella di far coincidere la coscienza innocente e ingenua del fanciullino con la verità, è stata e resterà sempre una formula narrativa di innegabile efficacia. Per nulla consueto è incontrarla unita ad un solido (sebbene alluso in termini squisitamente scherzosi) riferimento dottrinale.

Damian, appena trasferitosi e da poco orfano di madre, si vede piombare dal cielo una borsa piena fino all’orlo di sterline. Sterline che vanno spese al più presto, dal momento che nell’Inghilterra immaginaria del film si sta aspettando l’entrata in vigore dell’Euro. Niente di più logico, per un bambino che conosce la data di nascita e morte di tutti i santi della Chiesa, pensare che tutto quel ben di Dio sia, beh: ben di Dio. Diventerà una vera impresa cercare di fare della sana beneficenza, con tanto di caccia al povero, donazioni improvvisate a chiunque di vagamente bisognoso capiti sotto tiro e, ancora, un fratello finanziariamente smaliziato e un oscuro ricercatore di borse venuto da chissà dove. In tutto questo trambusto Damian riceve assistenza speciale proprio dall’alto, incontrando lungo il cammino alcuni dei suoi veri e propri idoli (nelle foto: Santa Chiara, San Francesco e San Nicola, tutti con gli attributi iconografici d’ordinanza). Ovviamente fa piacere poter ospitare l’opera di un grande regista come Danny Boyle: sì, è proprio quello del grottescamente crudo Trainspotting (1996) il quale, in questo caso pensa un po’, attinge a piene mani dal suo retaggio cattolico, applicandolo alla tensione verso i principi di bontà ed eroismo, vista più recentemente nella luminosa esplicazione del concetto di karma titolata The Millionaire (2008). Piccola parentesi: lo sapevate che Danny Boyle è (era?) cattolico? Ha raccontato in svariate interviste come sua madre lo volesse prete e come, persuaso da un suo insegnante (sacerdote), attese la fine degli studi prima di entrare in seminario. Insomma ci ripensò e oggi commenta con un sospiro di sollievo, “[quel prete]mi ha salvato dal sacerdozio… o ha salvato il sacerdozio da me… non lo so”.

Insomma, quale che sia la situazione spirituale di Boyle, Millions, pur con le divertenti licenze poetiche (S. Chiara si accende una sigaretta -si spera-, S. Pietro fa delle sconvolgenti ma geniali rivelazioni sulla moltiplicazione dei pani e dei pesci), trasmette un consistente messaggio positivo sulla religione cattolica. Senza entrare troppo nel dettaglio posso dire che il film riserva ulteriori sorprese: non solo si specifica che i santi non sono amici immaginari (come lo spettatore, più che giustamente, potrebbe pensare), ma ci si prende il tempo necessario per riflettere sulla santità come percorso di vita plausibile, persino – e non è poco – auspicabile. Più genericamente il film offre un esempio di civiltà, di altruismo, di un modo corretto di vivere la fede… come la vivrebbe, appunto, un bambino.

Piacevolissimo divertente e acuto, il racconto cinematografico raccoglie un susseguirsi di momenti ben diversi (suspence, azione, commedia, famigliare…) in un tutto eccentrico e variopinto tenuto assieme dalla poliedrica energia del regista. Nota di merito per le musiche (Muse soprattutto).

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7 commenti so far
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VOGLIO VEDERE QUESTO FILM.

Commento di Lucyette

Eh sì, tu Lucyette devi proprio vederlo! Mi sei pure venuta in mente mentre scribacchiavo. Ci sono un sacco di spunti divertenti e coloriti, sui santi.

Commento di filippociak

Sembrerebbe un bel film…

Commento di Nicola Asuni

Visto oggi. Molto bello!

P.S. non sono sicuro che quella di S. Chiara fosse proprio una sigaretta… ;-)

Commento di claudiolxxxi

Visto assieme a Claudio (che, grazie alla recensione del film che hai fatto su questo blog, è riuscito a farmi quello che probabilmente è stato il regalo di Natale più azzeccato del millenio: a ‘sto punto mi tocca ringraziare pure La luce in sala per lo spunto :-PP)

Bellissimo!!.
L’unico appunto che mi sento di fare è che ho anche divorato il libro da cui è stata tratta la sceneggiatura, e mi pare che i produtturi abbiano incomprensibilmente tagliato alcuni passi molto importanti! Strano, perché l’autore del libro è anche sceneggiatore del film, quindi non si spiega come mai abbia omesso delle spiegazioni utili: ad esempio, nel libro, “l’oscuro ricercatore di borse venuto da chissà dove” non è oscuro proprio per niente: è chiaramente indicato fin da subito come uno di… quelli che sanno la provenienza della borsa (per non spoilerare ;-), il che rende la vicenda molto più verosimile. Per dirne una.

Comunque, bellissimo film, davvero :-))
Fra i contenuti speciali del DVD c’era anche un’intervista al regista, che ha fatto un commento molto significativo circa i Santi. All’intervistatore che gli chiedeva come mai fossero stati utilizzati effetti speciali per molte scene ma NON per le apparizioni dei Santi, lui rispondeva che era stata una scelta meditata: voleva che i Santi fossero il più realistici possibili, persone in carne ed ossa come tutti gli altri protagonisti del film: l’unico effetto speciale era stato aggiungere un’aureola sulla testa, ma null’altro. Voleva proprio puntare al massimo realismo.
Aaaahhh *__*

Commento di Lucyette

Claudio.. in effetti mi sa che hai ragione ;)

Lietissimo di aver fatto da canale di comunicazione indiretta! Ovviamente grazie mille a Lucyette per le informazioni riportate che arricchiscono di molto la recensione!

Commento di filippociak

[…] l’ironia garbata sui Santi, adorerete questo libro. N.B. di Millions è stato anche prodotto un film, che non è male; ma, come al solito, non regge neanche lontanamente il paragone con il libro da […]

Pingback di “E mo’ che gli regalo, a questo?” | Una penna spuntata




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