LA LUCE IN SALA


PERSONAL #8: WHO’S YOUR HERO?
4 novembre 2011, 11:12 pm
Filed under: Personal

Accetto volentieri l’invito di Lucyette a partecipare alla sua blog-catena di S. Antonio WHO’S YOUR HERO? Dopo l’iniziale entusiasmo mi sono però imbattuto in alcuni problemi: 1) il più grave: nutro per tutti i santi il generico e indiscriminato misto di venerazione, affetto e interesse che meritano… ma non ho una particolarissima predilezione per uno (o cinque) di essi!; 2) dato che sarebbe bello incastrare cinema e santi (come mi si suggerisce), sono costretto ad ammettere che non solo la mia conoscenza del cinema è tutt’altro che esaustiva… ma anche che molti film sui santi li ho visti secoli e secoli e secoli fa… mentre altri semplicemente non li ho ancora visti! 3) ogni volta che entro nel mio blog medito di cambiare la dicitura del menù qui a sinistra da “amici” in “blogroll”… in modo da poter linkare chi mi pare. Come se non bastasse ho proprio l’indole del lurker… come li trovo cinque blogger da coinvolgere?

La cosa più simile a una speciale affezione che posso offrire nella scelta è il trasporto tutto particolare che ho provato trovandomi nei luoghi protagonisti nel culto e nella celebrazione della memoria di alcuni santi. Pensavo, per dare un tono “cinefileggiante” alla cosa, di scegliere per raffigurare il santo un’immagine tratta da un film e, se possibile, tracciarne per ognuno un sintetico profilo cinematografico. I miei santi saranno di una banalità disarmante… ma pazienza.

I – Iniziare una catena di S. Antonio con S.Antonio è senza ombra di dubbio originale (dato che è talmente banale che nessuno ci avrebbe nemmeno mai pensato). Avendo sempre recitato una particolare preghiera   a Sant’Antonio per gli studenti (per me quindi!)*, una volta all’anno vado a dirgli grazie e… “mi raccomando, tieni duro!”. Fra l’altro ci sono stato giusto la scorsa domenica. S. Antonio è un po’ una superstar fra i santi e fa sempre effetto vedere quante persone ben più sofferenti di un semplice studente passino a dire una preghiera davanti alla sua tomba. È una figura sentitissima, un vero protagonista del panorama agiografico. A parte due titoli muti e la versione di Francisci del 1949, restaurata nel 2007 ma ancora introvabile (e “consigliabile solo alle anime pie”, dice il Morandini  a p.99, rendendocelo solo più interessante), abbiamo le due belle versioni televisive: quella di Umberto Marino (2002) e quella di Bellucco, Antonio guerriero di Dio (2006), per il quale ho trovato un interessante video intervista-backstage. Cerca che ti ricerca mi sono imbattuto anche in una versione animata in digitale per bambini del 2007, Saint Anthony, della Difarm Inc (qui il trailer). Nelle foto: Jordi Mollà, Antonio in S. Antonio guerrierio di Dio, e uno scorcio della Basilica di Padova dal Chiostro del Noviziato.

IIS. Marco. Un santo evangelista snobbatissimo dal cinema (ma è anche comprensibile: non tutti hanno tramandato una vita che si presti facilmente al racconto filmico). Gli sono legato perché la mia vita accademica è stata, per il periodo di qualche mese, intrappolata nella città di Venezia… un luogo che non ha bisogno di troppe presentazioni. Ripenso con un senso di liberazione a tutti quei giorni perduto nella folla di turisti, sempre di fretta, in un arcipelago gelido, ventoso, talvolta sommerso dall’acqua alta o spolverato da folate nevose. Di quei giorni ricordo bene il grandissimo senso di solitudine, la fatica, lo straniamento e certo… la strepitosa, incredibile bellezza di ogni singola calle e campo, ogni scorcio, ogni chiesa… Evitiamo troppe chiacchiere: ho scelto San Marco perché ho sempre trovato stupefacente che egli fosse davvero sepolto lì… e in tutto quei giorni, quando entravo per una preghiera la mattina presto e non c’era in giro ancora nessuno, ripercorrevo meravigliato, lasciando spaziare lo sguardo sulle alte volte dorate della Basilica, le avventurose vicende del recupero e trasferimento delle sue spoglie. Conoscete questa storia? Se non la conoscete qui potete trovare un riassuntino che val la pena leggere. Come anticipato di S. Marco non esiste, che io sappia, un film vero e proprio… compare solo in alcuni sceneggiati tv. Il più recente di questi, The Passion, è del 2008, ed è stato  prodotto dalla BBC (!). Ho preferito rivolgermi  per la scelta dell’immagine al più noto fra gli sceneggiati, ovvero il rosselliniano Atti degli apostoli del 1969 (cinque puntate). Nella foto, nei panni di S. Marco, l’attore Mohamed Ktari. Nell’altra foto, ovvaimente, la Basilica di S. Marco.

IIIS. Bernadette. Ovviamente parliamo di Lourdes… la Lourdes caotica e pacchiana dei supermercati di rosari, la Lourdes sconvolgente in cui di sera risuonano musiche da balera nell’aria,  della fede che si fa consumo, comfort a cinque stelle, souvenir… e che ti sbatte tutto questo in faccia costringendoti a vedere il tutto come un’assurda finzione commerciale… e che prima o poi, magari la seconda volta che ci torni… ti si stampa dentro per sempre. Una delle scene che ricorderò fino alla fine dei miei giorni è una messa in giapponese tenutasi nella grotta alle cinque di mattina. I magnifici canti mariani espressi in una lingua tanto differente dalla nostra, il senso di raccoglimento (saremo stati in tutto una trentina – io ero capitato lì “per caso”), la montagna di trolley impilata in un angolo che alludeva a un lunghissimo viaggio appena finito… mi ha regalato un momento di infinita suggestione. Ovviamente questo è solo un mio particolare ricordo, chi è stato a Lourdes (e crede) sa perché se ne sente la nostalgia. Per Bernadette la filmografia è decisamente più vasta: prima del bellissimo e famoso The song of Bernadette (Henry King, 1943), c’era stato il film muto La vie merveilleuse de Bernadette, di Georges Pallu, già nel 1929. In seguito, appena nel ’60 Il suffit d’aimer (Robert Darène) e poi una versione spagnola, Aquella joven de blanco (León Klimovsky, 1965). A segno dell’ inesausto clamore suscitato dalle miracolose vicende francesi, alla fine degli anni ’80 abbiamo ancora Bernadette (Jean Delannoy) e ancora, appena un anno dopo, La passion de Bernadette (ancora J. Delannoy). Fra le versioni tv scelgo di segnalare solo l’italiana Lourdes, (Lodovico Gasparini, 2001), dato che eccezionalmente Vittorio Messori (molto coinvolto dalla vicenda – ricordo che attualmente sta scrivendo un’opera sull’argomento) ha collaborato alla sceneggiatura. Termina il percorso un titolo ancora una volta francese, Je m’appelle Bernadette (Jean Sagols), di imminente uscita. Ne approfitto infatti per proporvi il trailer:

IVS. Michele Arcangelo. Mi chiedo a chi potrebbe non piacere S. Michele. Insomma, assomiglia a una specie di superman cattolico, un superhero! Un santo arcangelo orfano di film (mi sento però di essere comprensivo) ma, per consolazione, patrono di uno dei posti più mozzafiato ch’io abbia mai visto! Se non siete stati a Mont Saint Michel, cari lettori, cancellate crociere, week-end dai parenti, settimane a Lignano o Milano marittima… e andate a vedere che cos’è quel posto. Per andarci ho trascorso una snervante settimana in camper… ma la rifarei mille volte ancora per tornare proprio lì, in un luogo per il quale usare il cliché descrittivo “dove cielo e terra si toccano” è talmente calzante da essere obbligatorio. Un luogo pregno di spiritualità e storia dove la meraviglia arriverà a stordirvi, spazzando via ogni vostra eventuale tiepidezza. Non mi metto a raccontarvi nel dettaglio (per motivi di tempo e pertinenza) tutta la mia vacanza, ma sappiate solo che sotto un crudele acquazzone scrosciante (come se l’umidità della marea non fosse stata sufficiente), entrare in quella chiesa di fredda e nuda pietra sulla sommità del monte-cittadina-monastero, dove i canti gregoriani di una messa in corso rimbalzavano contro volte di gotica vertigine… è stata un’esperienza davvero trascendentale. Film: tasto dolente. Un arcangelo, che è anche un capo militare, che è anche uno che fa qualcosa di concreto nell’Apocalisse… non poteva non finire dentro dozzine di fumetti e filmetti fantastico-catastrofici. Per orizzontarmi nella selva di titoli e titoletti (per il 90% del tutto indifferenti a una visione ortodossa della figura dell’arcangelo) dovrei sottopormi a un’approfondita sessione di studio degli stessi… e questo post è già moooolto in ritardo rispetto all’invito. Quindi accontentatevi (per ora) della magrissima immagine tratta dal film TV San Giovanni – L’Apocalisse, Raffaele Mertes, 2002 (un tragico esempio di come i buoni propositi possano, senza consistenti iniezioni di denaro, essere insufficienti). Nel testo di Giovanni (Ap 12, 7-9) si parla di una “guerra nel cielo” nella quale vince “Michele coi suoi angeli”, ma nel film abbiamo un metaforico vortice composto di una forza bianca e una nera che si confrontano in un corpo a corpo. Non ho nulla in contrario alle rappresentazioni simboliche, anzi: trovo che nelle ristrettezze esse siano l’unica alternativa decorosa. Nella foto vedete (si fa per dire) “S. Michele con i suoi angeli”, e qui sotto invece Mont Saint Michel.

VAntoni Gaudì. Pur potendo scegliere fra qualche altro santo, magari di mastodontica tradizione (sia di fede che cinematografica – San Francesco o Giovanna d’Arco, per esempio) ho preferito, vista la possibilità di farlo, rivolgermi a un personaggio per cui il processo di beatificazione è ancora in corso (e sul quale non sono stati fatti che pochi documentari). Barcellona senza la Sagrada Familia sarebbe una città infinitamente meno interessante di quella che è adesso… Resterebbe una bella città, ma le mancherebbe il proprio simbolo, il simbolo di quell’identità specialissima che nasce e muore intorno alla figura del geniale architetto Gaudì. Nonostante non a tutti possa piacere questo particolare stile (ricordo lo sguardo sgomentato del mio ex-parroco davanti al tempio in costruzione e la sua incredulità alle mie parole: “Ma sì! Le dico che sono sicurissimo: è in corso il processo di beatificazione!!!”), la Sagrada Familia trasuda sacralità da ogni mattone. Io la vidi quando ancora gli interni erano solo un coacervo di impalcature, attrezzature e pulviscolo, ma ne fui colpito perché, sebbene conscio che molto poco di quanto rimasto fosse del tutto autentico (visto l’odio anticattolico degli anni ’30 che si spinse sino ad omicidi nel cantiere e a vandalismi sulla facciata della natività, facendo poi un rogo dello studio dell’architetto contente i progetti per il futuro a lui precluso), un’impronta dell’originario misticismo dell’architetto mi sembrava riconoscibilissima e, condizionato dalle notizie biografiche raccolte prima del viaggio, la sensazione che ogni calcolo fosse stato espresso come una preghiera… molto nitida. Sono sempre stato in attesa di un film che celebrasse l’estro creativo di questo grande testimone della fede, ma soprattutto il suo profondo spirito cattolico, ed è stato quindi con vero giubilo che ho appreso che proprio nel corso di questo mese (se tutto dovesse procedere secondo quanto annunciato dal regista Don Massimo Manservigi già ad agosto) verrà presentato a Roma Le sette porte. “È un lavoro già da due anni in cantiere” dice il regista, “[…] ed è stato commissionato dalla Diocesi di Barcellona per fare una sorta di biografia e approfondimento della vita di Gaudì, non sotto l’aspetto tradizionale e ormai conosciutissimo della sua grandezza artistico-architettonica, ma piuttosto della dimensione della sua vita di fede. Quindi il Gaudì della fede, essenzialmente. Si chiama Le sette porte perché si ispira al numero delle porte che sono state progettate (e stanno per essere costruite), della facciata principale della Sagrada Familia (la facciata della gloria), sono le sette porte per entrare nella chiesa che rappresentano i sette sacramenti. E siccome Gaudì e la Sagrada Familia sono speculari nei loro contenuti, l’accesso all’uno non può che essere l’accesso all’altro… e quindi ci sono sette porte anche per conoscere il Gaudì della fede. Il lavoro era già finito a settembre dell’anno scorso. Poi è successo che il Papa (e a me questo, voglio dire, è piaciuto moltissimo però mi ha creato una difficoltà), è andato a Barcellona a inaugurare la navata centrale con l’interno tutto rinnovato. Il lavoro era stato fatto con la navata non ancora conclusa e quindi il risultato finale era non dico da buttare… ma da rinnovare completamente. Quindi quest’anno sono state girate le riprese con l’interno come è stato inaugurato” (fonte). Chiudo con questa notizia cinematografica semplicemente stupenda. (Nella foto, provvisoriamente, il Gaudì autentico).

Ecco fatto! In ritardo come sempre ma è fatta (con la tempistica di questo periodo questo post l’avrò scritto in qualcosa come dieci micro-sessioni). Ringrazio Lucyette e rimbalzo la palla a blogger per forza di cose già nominati: Lucyette e Cecilia. Poi provo a coinvolgere Thérèse e Davide

Alla prossima!

* L’ unica notizia che non vai a controllare (perché in fondo sei certo di quello che stai dicendo) deve sempre essere sbagliatissima! Prima del testo che potete leggere adesso, avevo scritto che S.Antonio è il patrono degli studenti… assolutizzando quella che invece è una particolare declinazione devozionale consolidata in un circuito -non troppo ristretto in realtà- di parenti/conoscenti/amici. Grazie mille a Je per l’intervento di salvataggio!)

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12 commenti so far
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Ti ringrazio della “nomination”, anche se già avevo fatto il gioco (e non lo rifarò per il semplice motivo che non saprei che santi pescare senza forzature).
Intanto, per quel che vale, ho linkato anche questo post fra quelli legati alla catena :)

Mi stupisce (e in teoria non dovrebbe, considerato che sono abbonata al Messaggero) scoprire che Sant’Antonio è patrono degli studenti: ne son più che felice, dato che sono studentessa per l’appunto e tale resterò per i prossimi tre anni…
… prendo nota nel frattempo della filmografia: nella tua ottica naturalmente scarna, ma nella mia già abbondante e tutta da vedere!

Di san Michele io stessa posso confermare la molteplicità di fonte non ortodosse, e non ortodosse non tanto perché volutamente si discostano dalla figura presentata dalla Chiesa ma perché appartengono a culture, o sottoculture, del tutto avulse da essa.
Credo non occorra citare fior di manga ed anime, giochi di ruolo, devozioni improvvisate che assomigliano più a superstizioni per farmi capire.
Affascinante (da bavetta all’angolo della bocca) l’amo che lanci per invogliare a conoscere Mont Saint-Michel. Slurp!

Di tutti, però, mi è piaciuto molto il riferimento a Gaudì.
Come spesso capita, condito di cenno storico macabro… èh.

Un saluto, buon sabato!

Commento di Denise Cecilia S.

Effettivamente cominciare una catena da Sant’Antonio con Sant’Antonio è una bella idea!

Non so (bisognebbe chiedere all’iniziatrice) se “valga” citare San Michele Arcangelo. Per come la capito io, la catena era limitata ai santi umani, che hanno vissuto sulla terra le nostre stesse situazioni e sono diventati santi.
Gli angeli sono un discorso un po’ a parte, per loro il momento della tentazione è stato brevissimo (istantaneo, forse), e poichè vivono in un tempo diverso dal nostro (oh, possiemo MOLTE teorie in merito; non ci faccio un post perchè sarei preso veramente per pazzo), il loro stato è permanente.

Insomma sono un valido aiuto, certo, ma non conoscendo quell’altalena di ascese e cadute, cadere e rialzarsi e cadere di nuovo etc., insomma io li sento a livello personale poco “eroici” (e adesso mi fulminano!!!)

Commento di ClaudioLXXXI

@ Cecilia… Eh, lo so che Claudio mi aveva già soffiato la nomination… ma ti ho messa lo stesso per linkare quel che avevi scritto (sempre meglio che rinunciare a un nome)! No no, non lo rifare!
C’era un fatale errore: Sant’Antonio non è, in realtà, patrono degli studenti! Mi ha tratto in inganno questa preghiera: http://www.santantonioposillipo.com/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=100:preghiera-dello-studente&catid=47:preghiere&Itemid=75 E mi si è stratificata in mente l’idea di un suo patronato… ma che io (ed altri intorno a me) gli ho in realtà attribuito a livello personale: faccio pubbliche scuse
(a mia discolpa posso dire che Padova è una città di secolare tradizionale universitaria… insomma, dentro la mia testa tutto filava a meraviglia…).
Per Mont Saint-Michel… invece confermo tutto! Per la parentesi storica… l’ho messa per invitare a riflettere su come le cose, alla fine, seguano un corso impensabile… e come non sia bastato lo sfregio dell’odio furioso ad impedire che lì, in quel posto, ci sia oggi un segno sfolgorante di fede!

@Claudio
No Caludio…pietà! :D
In effetti potresti avere ragione, a proposito delle regole… quindi rimetto tutto nelle mani di Lucyette. Oddio, la sola idea di dover rimaneggiare il post (cioè, mi son dovuto riguardare San Giovanni – L’Apocalisse, non so se mi spiego…) mi da i brividi… quindi imploro flessibilità (io me l’ero cavata allegramente dicendo “certo, è un supereroe”, ma in effetti quanto ad eroismo nel guazzabuglio dei fastidi terrestri… mi trovi d’accordissimo).

Commento di filippociak

O.o
Non ho la più pallida idea del perché Claudio abbia maturato la convinzione che mi andassero bene solamente i Santi umani, ma sono comunque contenta che questa catena di Sant’Antonio abbia favorito la sua digressione teologica qui sopra :-D
Tranquillo, Filippo: mi va ben(issimo) anche San Michele! Anzi, mi sta pure simpatico in maniera particolare ;-))
Vista la tua passione per l’Arcangelo e per l’arte, hai mai visitato la Sacra di San Michele, nei pressi di Torino? Bellissima e scenografica… anzi: addirittura cinematografica – volevano girarci Il nome della rosa, in origine!

Su Sant’Antonio da Padova, lo sai che in Piemonte viene invocato (proprio con una filastrocca in dialetto) per ritrovare gli oggetti perduti? Sarei curiosa di sapere se è una tradizione solo piemontese, o se invece è diffusa in tutta Italia :-)

In compenso, il tuo accenno al cartone animato per bambini mi ha fatto tornare in mente dei vecchi cartoni animati che davano il sabato e la domenica mattina sulla Rai quando ero piccola; ogni puntata, dedicata a un Santo. Li adoravo!!
In effetti, è pieno di cartoni animati dedicati ai Santi o al Vangelo e rivolti ai bambini: non ne hai mai recensito nessuno, vero? :-D

Bellissimo anello della catena, come sempre: grazie per esserti unito al gioco! :-)

Commento di Lucyette

Lucyette, io il nome di sant’Antonio in relazione con gli oggetti perduti l’ho sempre sentito, ma è probabile che semplicemente sia venuta a conoscenza della tradizione che tu citi.
Invece, posso dirti che nel piacentino-lodigiano è diffusa una cosa simile, ma rivolta a san Giovanni (evangelista o meno, non lo so dire): San Giuàn dala barba bianca, fàm truvà quel che me manca… :)
(E poi, certo, c’è quella a Santa Maria mater dei, ciàpa la scùa e fa cur i camèi; ovvero: prendi la scopa e fa correre via i debiti).

Commento di Denise Cecilia S.

Muahahahaha!!
Ma sono bellissime: le ultime due che citi, non le conoscevo affatto!

Wow, mi hai appena fatto balenare in testa una idea malsana… fare un censimento di tutte queste preghiere/filastrocca e pubblicarle online! *__*

Ci scusi Filippo per l’off topic ;-)

Commento di Lucyette

Macché! Filippo è stra-contento dell’off topic. E anche dalle mie parti le preghiere a Sant’Antonio per ritrovare un oggetto sono molto diffuse, “I Sequeri”, li chiamiamo.

La Sacra di San Michele mi manca all’appello… ma la conosco, e mi piacerebbe davvero un sacco andare a vederla (e quindi penso che presto o tardi… succederà!). Per i cartoni sui santi (no, mai recensiti…) si potrebbe in effetti creare una sessione ad hoc… vedremo se riesco a recuperare qualcosa!

Lucyette, grazie a te dell’invito!!

Commento di filippociak

Ecco, adesso mi sono ricordata di dove avevo già sentito la Sacra di San Michele: http://berlicche.splinder.com/post/7059541/la-lingua-del-diavolo

Ma bene, bene… cartoni animati (mi fate venire in mente il vangelo in cartoni animati, appunto, che vedevo alle elementari quando ancora si chiamavano così) e filastrocche!
Yum!

Commento di Denise Cecilia S.

Se passi dalla Sacra, allunga la strada fino al Museo del Cinema a Torino… è bellissimo a prescindere; ma per te, è proprio una tappa obbligata ;-)
Davvero davvero bello: ci sei mai stato, per caso? :-)

Per i cartoni sui santi, se ti intessa qualche “consiglio” di visione, un piccolo capolavoro secondo me è Il principe d’Egitto. D’accordo: è su Mosè e non su un Santo cattolico; ma è FANTASTICO. Lo consiglio a chiunque stia leggendo queste righe!!
Per cambiare completamente genere, io mi sono goduta un sacco anche le mini-puntate di Mystery after Mystery, un cartone animato per bambini (piccoli piccoli) che aveva lo scopo di presentare loro la Sindone dei mesi prima dell’Ostensione… fantastico: fatto benissimo! Mi sono addirittura comprata il DVD, vedi un po’ tu come son messa male… :-D

A proposito di agiografia per bambini, io sono in crisi profonda avendo appena scoperto i MERAVIGLIOSI libretti per bambini delle edizioni Paoline. Aaaaahhh!!
Ne ho comprato uno che mi incuriosiva un sacco, e mi si è aperto un mondo: testi scritti benissimo, illustrazioni splendide e poetiche… adesso ho scoperto almeno altri due titoli che sono entrati a buon diritto nella mia lista dei desideri.
Non posso dilapidare i miei soldi comprando libri per bambini: AIUTO! :-D

Commento di Lucyette

Mi stavo dimenticando di rispondere! Sì sì… anche quella è una meta obbligatoria! Pensa che in prima liceo sono stato in gita col liceo a Torino… ma non era stata organizzata troppo bene: solo museo egizio, parco del Valentino e Duomo… è da molto che mi piacerebbe tornarci!
Il Principe d’Egitto lo conosco eccome! È stupendo, niente da dire….l’ho visto un sacco di volte. Certamente presto o tardi lo recensirò con piacere.

Devo fare un salto dalle Paoline per vederli anche io quei libretti… Li riconosceròfacilmente? Magari è la buona volta che leggo un libro senza lasciarlo per troppo tempo impilato sul comodino (che vergogna). Quanto alle finanze…io spesso mi trattengo proprio dall’entrare perchè so benissimo come va a finire… mannaggissima.

Commento di filippociak

Ciao a tutti, mi accorgo solo ora di essere stato chiamato in causa, ammetto che non ho capito bene le regole del gioco, ma l’idea mi piace molto. E’ un periodo in cui il mio tempo è pochissimo (sono un neo-papà di due gemellini), ma vedrò di scrivere presto qualcosa al riguardo sul mio blog, solo cercherò prima di leggermi le regole del gioco :)

Commento di Davide Galati

Ciao Davide… il post è recentissimo, sei quindi più che tempestivo. Le regole le trovi qui: http://quadernetto.splinder.com/post/25705195/ma-che-santuomo-whos-your-hero, ma ti riporto il succo: “Elencate i cinque Santi che sentite più vicini, che ammirate di più, o per i quali avete una particolare simpatia. […] Vanno bene anche i Beati, o qualsiasi individuo per cui sia stato avviato, a qualsiasi livello, il processo di canonizzazione.
A questo punto, scegliete cinque amici blogger e aiutateli a santificarsi […], smollategli la catena, e pregateli di unirsi al gioco”.

Ecco qua… non ci sono scadenze, non ci sono pressioni… Quando ce la fai, unisciti a noi! (E ancora tanti auguri per i tuoi gemellini!)

Commento di filippociak




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