LA LUCE IN SALA


SCHERZAR COI SANTI #7: PADRE VOSTRO
28 giugno 2013, 9:35 pm
Filed under: Scherzar coi santi

“Ogni film deve avere in sé un qualcosa che tutti noi chiamiamo divertimento. Guardando il numero di spettatori, mi rendo conto che il film ha superato brillantemente il primo esame, quello del pubblico. Naturalmente, i film non sono solo statistiche o numeri e francamente spero che questo film faccia ridere ogni persona presente nel pubblico e che questa, una volta finito il film, esca dalla sala rimanendo piacevolmente sorpresa di ciò che ha visto. Se ‘I figli del prete’ resterà impresso nelle menti di coloro che lo hanno visto per più dei 90 minuti che dura il film, allora la pellicola sarà veramente un successo”*.

kino_svecenikova_djeca_plakat

Così Vinko Brešan commenta il successone in patria (ovvero in Croazia) della COMMEDIA** Svećenikova djeca (I figli del prete). Ora, forse sarà un problema tutto mio, dato che sono alle canne del gas per merito dell’andazzo (ieri non ho manco aperto la Bussola Quotidiana, non ne avevo cuore); forse forse sarà che la bile mi tracima a fiotti da giorni, ma quando ho terminato la visione di questo film non m’è parso di essere stato “piacevolmente sorpreso da ciò che ho visto”. A sorprendermi – ma ancora non piacevolmente – è stata semmai l’immensa faccia tosta di questa dichiarazione idiota. I casi sono due: o qualcosa è andato storto nella traduzione; oppure le commedie vendono meglio dei film melmosamente anticattolici. E comunque, un essere umano che odi visceralmente Santa Romana Chiesa e si sia fatto “piacevolmente sorprendere da ciò che ha visto”, dovrebbe avere quantomeno una natura crudele e profondamente perversa. Non m’importa di rovinarvi questo film (tks!), ci andrò giù di brutto con tutti gli SPOILER possibili.

Secondo voi si può restar “piacevolmente sorpresi” da un intreccio che vede un anziano sacerdote abusare e uccidere una bambina (la piccola potrebbe essersi suicidata, precisiamolo)? Quale vampata di gusto interiore potrebbe suscitare la storia di una ragazza che, reclusa perché non abortisse, viene condotta in ospedale troppo tardi dopo una complicazione e diviene sterile? E da dove verrebbe la gioia di assistere alla costruzione – con l’inganno di un prete – di una famiglia disperata con tanto di alcolismo e sfumature suicide per il marito?

Padre vostro, insomma, è parecchio fastidioso.  Che sia ben girato, con bravi attori, belle musichette e via, non ci piove, ma qui non interessa – ma neanche un po’ – farvi una critica seria che, come sarebbe consono, si libri oltre il contenuto per apprezzare modus e forme.

I figli del prete 02E diciamo pure la verità: quand’è che questo avviene veramente, su siti che sono in un’altra galassia rispetto a questo per serietà e preparazione di chi ci scrive?

Vi copio la trama da Mymovies, che non ho voglia di impegnarmi a scriverla: “Preoccupato per il declino della natalità, e convinto di comportarsi nella maniera più corretta, dal momento che “anche il Papa è contro l’uso del preservativo”, don Fabjan, un prete cattolico di una piccola isola della Dalmazia, inizia a bucare tutti i preservativi presenti sull’isola. Al lavoro del prete presto si aggiunge quello di Marin, un farmacista locale, che inizia segretamente somministrare pillole di vitamine invece di contraccettivi nella sua farmacia. Mentre le gravidanze indesiderate aumentano, don Fabijan fa di tutto per sposare queste coppie secondo una corretta usanza cristiana, anche contro la loro volontà. Ma ben presto, l’azione del religioso inizia a influenzare la vita degli abitanti del luogo, che smettono di essere i padroni della propria fede… “.

A me piacciono i film divertenti, e non dispiace nemmeno l’irriverenza, se si sa gestirla. E sapete? L’idea di un prete che buca i preservativi non mi faceva inorridire; non perché – se ci fosse bisogno di specificarlo – la scelta del pretucolo non mi apparisse discutibile, ma perché i film sono film, cavoli… e non essendo uso a scandalizzarmi né facilmente né preventivamente, la trovata mi pareva simpatica.

I figli del prete 01

Questo giovane pretucolo che si mette di buona lena a cospirare fattivamente in favore della demografia locale, nonché contro l’ipocrisia di un’isoletta in cui tutti vanno a messa e tutti adottano sistemi anticoncezionali (e una condotta sessuale che li rende “inevitabili”), aveva – in barba a qualsiasi serietà – un che di intrigante. Il film potrebbe pure aver messo il dito nella piaga, per certi versi. Con queste premesse, da trattarsi con maniera, c’era tutto lo spazio per uno sviluppo da vera e propria commedia, con tante situazioni divertenti, tanti equivoci, tante scenette gustose. Si poteva costruire addirittura un film carino che sollevasse delle questioni scottanti, se necessario anche con critiche composte alla filosofia cattolica; c’era altresì in nuce il potenziale per un film moraleggiante (non sto dicendo che si sarebbe dovuto osare in questo senso… ma insomma, l’idea rocambolesca e pericolosa di un prete sabotatore, con uno script misurato al centimetro, avrebbe addirittura potuto portare a questo). L’inizio è infatti gradevole e accomodante: introduce il clima della vera commedia e descrive una piccola società dal ridente cattolicesimo: una chiesetta graziosissima e gremita, confessionali con le file, un adorabile anziano sacerdote amato da tutti (in realtà l’orco di cui vi dicevo), e un impacciato giovane sostituto. Stavo naturalmente in tensione perché: A) se ci son preti meglio aspettare i titoli di coda per rilassarsi; B) portavo in fondo al cuore una precedente esperienza con un altro film comico con protagonista la piccola realtà ecclesiastica di un paese: Il Missionario (Roger Delattre, 2009), un film talvolta divertente… ma ad ogni costo; C) ‘Sta cosa dei profilattici… da quel famoso viaggio di Benedetto XVI…oddio: la noia e lo strazio di nervi erano in agguato. Avevo già preso a sorridere… quando hanno iniziato ad esserci, alternate a momenti ridanciani, le prime volgarità (dire che non sono un puritano è un eufemismo, ma ambiti assai diversi, se accostati anche per scherzo, creano inevitabili fastidi), ho mangiato la proverbiale foglia. Ed ho scoperto essere amara. Ed ho scoperto essere velenosa al punto che sono venuto qui a lagnarmi, di nuovo. I figli del prete 03

A volte penso che scrivere di questi argomenti in questi termini sia interamente inutile: a chi importa che io sia disgustato, in un mondo dove è lodevole sparare sul grande schermo questi capolavori di doppiogiochismo, denigrazione e superficialità? E non è che il non riuscire ad apprezzare la regia di un film che schiera tutti i cliché progettati per distruggere la Chiesa, significhi che io non conosca il dolore, l’amarezza che nasce dal prendere atto delle cose che in questa Chiesa sono realmente distruttive. Santo cielo! io sono di Verona, dov’è c’è stato l’atroce scandalo dell’Istituto Provolo. Con certe cose bisogna farci i conti e, anche volendo, non è possibile farlo né tanto in fretta né alla leggera. Proprio per questa consapevolezza I figli del prete mi appare un film ancor più stupido, tanto risolutamente schierato quanto intenzionato solamente a diffamare ad ampio raggio (dal vescovo esperto insabbiatore che arriva in Yacht, al pretino che risponde al cellulare durante la celebrazione della messa, all’odiosa interpretazione della confessione come puro meccanismo d’omertà), con una disinvoltura e leggerezza imbarazzanti… Quale nesso ha con lo sviluppo della trama il fatto che alla fine il vecchio adorabile sacerdote, che ha pure scarrozzato i bimbi del coro in udienza privata da Benedetto XVI, si riveli per essere un pedofilo omicida? Mi son cascate veramente le braccia.I figli del prete 04 Questo film arriva a giocare scoperto, ma in un modo tanto untuoso da far assurdamente rimpiangere quei pugni allo stomaco cruentemente anticattolici (e legati alla pedofilia) che sono titoli come Angeli Ribelli (Aisling Walsh, 2003) o Deliver Us from Evil (Amy Berg, 2006). Un anticattolicesimo comprensibile – forse addirittura salutare? – esiste eccome, e non è certamente quello di questo filmetto supponente e vigliacco. L’anticattolicesimo non viene neppure calcolato come un oggettivo ingrediente: il film – come ci tiene a far intendere il regista – è una commedia! Alla domanda diretta posta a quest’ultimo in un’intervista: “Il noto teologo Rebić ha addirittura definito il film una cospirazione di gay, lesbiche e comunisti”. Come risponde a tali accuse?” [Che si trattasse di una cospirazione mi pare lapalassiano… quanto alle tre infuocate paroline, stizzose alquanto, assumo vadano ricondotte a una conoscenza del Rebić più approfondita, rispetto alla mia, degli ambienti da cui proviene il film]; così risponde Vicko: “Questa dichiarazione non è indirizzata al film, non è una critica che riguarda l’opera cinematografica e pertanto non mi interessa. L’unica cosa che mi stupisce è il linguaggio rude di una persona colta, laureata e, per di più, di un prete! Nonostante la sua esternazione, il pubblico è andato in massa al cinema a vedere il film. Se il pubblico non ha reagito a questo attacco, perché dovrei farlo io?”*.

Ohmmioddiooooo: anch’ io sono sgomentato dal linguaggio volgare e aggressivo di questo prete/scaricatore di porto! E per di più laureato! Perché il regista dovrebbe spendere mezza parola a spiegare perché con la sua opera sputa in faccia al prelato e a tutti i suoi colleghi? Ma per favore. L’anticattolicesimo è solo quella cosa invalutabile che è il contenuto, trascurabilissimo: parliamo della fotografia e del montaggio che siamo à la page. E poi: che storia è? Questa è una commedia che “sorprende piacevolmente”!

Questo film ha battuto ogni record in Croazia divenendo il film di produzione nazionale più visto di sempre. Questo ne fa una perla rilucente col diritto d’approdare a tutti i festival più patinati. Peccato che il battuage pubblicitario in patria sia stato, insolitamente vista la minutezza della realtà croata, di proporzioni quasi hollywoodiane* (guarda caso). Interessante anche che sia arrivato sugli schermi proprio in occasione delle accese discussioni sull’educazione sessuale nelle scuole nazionali… e che i media dunque si siano buttati a pesce sulla pellicola.

Basta. Non dico altro, ma immaginatevi la morale al contrario su preservativi e compagnia bella. Non sono contento di scrivere di questa roba. Mi piacerebbe ogni volta trattare di un bel film cattolico, che rassereni e vada realmente ad arricchire i contenuti di queste pagine. Pazienza… suppongo che la prossima volta mi deciderò a scrivere di Cristiada o Marcellino pane e vino per riequilibrare un po’. Se non fosse chiaro, questo film non è consigliato, ma vi chiedo di guardarlo (magari in streaming – tié) in modo da avere qualcuno con cui poterlo allegramente detestare. In ogni caso penserete che questa puntata di “Scherzar coi santi”, come la precedente, non sia stata né divertente né sufficientemente ironica. E allora? La rubrica nasce per essere divertente: siete “piacevolmente sorpresi”?

**Precisiamo che spessissimo il film è catalogato infatti come commedia, soprattutto dalla stampa (si veda ad esempio il primo  link), ma l’IMDB e la Wikipedia croata lo definiscono correttamente comedy /drama; Mymovies invece, drammatico. 

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11 commenti so far
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Carissimo,
come sta la tua indisciplinata caviglia????
Voglio segnalarti (magari in attesa di una tua recensione nonchè documentazione) un film molto bello visto ieri sera in prima visione (nella mia microscopica città) ‘Il cammino per Santiago’. Un po’ perchè feci quel cammino e segnò una svolta importante nella mia vita un po’ per i meriti del film stesso, sono rientrata davvero molto contenta della visione … e ciò capita davvero raramente in questi ultimi anni.
Attendo speranzosa un tuo apporto :)
Buona estate (se arriva, ma anche se non)!

Commento di leavemeaphoto

Prova a usare la funzione “Cerca nel blog” e vedrai che Filippo ne ha parlato già ampiamente, ma non l’ha ancora recensito del tutto.

Commento di Emilia

Ho cercato ma non ho trovato … se mi dici gentilmente anche sotto quale voce cercare forse … in fondo non credo di averlo così offeso credo!

Commento di leavemeaphoto

E dire che l’idea del prete che buca i preservativi dei parrocchiani mi sembrava, sulla carta, estremamente divertente e stimolante (certo, se sviluppata bene)…
Peccato: una buona occasione mancata… :-(

Commento di Lucyette

Concordo pienamente!
Reclamo anch’io “Marcellino Pane e Vino”, anche se lo vedo più da Settimana Santa o sotto le Prime Comunioni.

Commento di Emilia

@leavemeaphoto Ehià. Si tutto procede bene, grazie. Dovrei quasi essere al capolinea :).
Quanto a The Way (o il Cammino per Santiago), come gentilmente mi ha preceduto Emilia ne avevo seguito la gestazione e poi la distribuzione. Poi il blog è andato in pausa. Ma ora sì, decisamente hai ragione e occorre recuperarlo. Me lo sono già procurato!

@Lucyette Già già. Come spiegavo nel post non mi ero fatto chissà quali illusioni. Ma alla fine sono rimasto comunque profondamente amareggiato.

@Emilia. Sì promesso. Il prossimo film sarà un film gioiosamente cattolico… che qua stiamo prendendo una brutta piega :)

Commento di filippociak

Non so se è una buona notizia, ma adesso è in uscita anche da noi, col titolo “Padre vostro”.

Commento di Emilia

Direi pessima notizia. Cambio il titolo :)

Commento di filippociak

Ecco, volevo proprio che facessi così. Bravo!

Commento di Emilia

Film efficace e intelligente. Ottima cosa l’aver infastidito i cattolici. 8/10

Commento di Krjtika Kinofilma

Yawn.

Commento di filippociak




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