LA LUCE IN SALA


AGGIORNAMENTI FLASH: PALINSESTO NATALIZIO
20 dicembre 2011, 10:16 am
Filed under: News

Una provvidenziale lettrice (grazie, Emilia!) si è presa la briga di inviarmi un agile riassuntino di quello che ci propone il piccolo shermo nei giorni precedenti il Natale. Ecco qui:

(cliccate sugli asterischi per informazioni più complete!)

LE CRONACHE DI NARNIA: IL LEONE LA STREGA E L’ARMADIO (Andrew Adamson, 2005) – Giovedì 21, h. 21.05, RAITRE – Non c’è bisogno di introduzione, credo. Semplicemente uno dei film recenti più belli, adattissimo al Natale.

LA SANTA GERUSALEMMEGiovedì 21, h 02.00, RAIUNO – Un documentario scritto da Franco Scaglia e Andrea Di Consoli e diretto da Francesca Murli, che prende spunto dalle sette porte della città per raccontarne la vita quotidiana e la sua eccezionale storia, crocevia di culture e di fedi*. Qui, per quelli che pretendono dormire, lo streaming.

VERSO IL SANTO SEPOLCROGiovedì 21, h. 03.30, RAIUNO – Un viaggio nei fondamenti della religione cristiana, un luogo da cui si parte per poi ritornarvi, per poi ripartire ancora. Seguire Cristo fino al luogo della sua Morte e Resurrezione permette al fedele e al viaggiatore di ieri e di oggi di ritrovare il senso di una memoria comune*. Realizzato con l’aiuto dell’archeologo padre Michele Piccirillo, il documentario ne costituisce l’ultima testimonianza prima della morte. Regia di Luca Archibugi, 2009.

PIETRALCINA COME BETLEMME Sabato 24, h. 11.00, RAIUNO – L’allegoria della Natività nei luoghi più significativi della Città di Padre Pio, con la bellissima voce e l’arte del grande Anoldo Foà, che racconterà ai bambini, come in una Fiaba, il significato del Natale*.

NATIVITY (Catherine Hardwicke, 2006) – Sabato 24, h. 21.00, RAIMOVIE – Un film da rivedere prima di ogni Natale! Bellissimo. Qui la recensione de la Luce in sala. Non perdetelo!



FOTOGRAMMA/PENSIERO #18: DRACULA DI BRAM STOKER
19 dicembre 2011, 9:21 pm
Filed under: Fotogramma/Pensiero

(Bram Stoker’s Dracula, USA 1992, di Francis Ford Coppola)

Ho sempre amato Dracula e i vampiri (in generale ma con discrimini), quindi cavalco volentieri l’onda Breaking Dawn e propongo un fotogramma/pensiero un po’ diverso dal solito (e più lungo). La sezione vampiresca del genere horror è esattamente al secondo posto, dopo quella esorcistica, per uso dei simboli religiosi cattolici: là dichiaratamente, qui più in sottinteso. Il genere gotico ha, lo si può osservare partendo dal suo stesso nome (gotico), un’intima propensione per tutto un repertorio di forme e significati cattolici, per un sapere, una tradizione “cattolica” affascinante ed arcaica, una garanzia sicura contro il male. Naturalmente non bisogna omettere che il cattolicesimo profumava, per gli scrittori anglosassoni che lo adottarono nei loro romanzi, di superstizione… una superstizione adatta a lavori immaginifici e smaccatamente scollegati dal reale.  Il vampiro ha moltissimo a che spartire con qualunque demone, e dunque l’avversione per gli oggetti sacri è quasi perfettamente sovrapponibile a quella satanica: croci, acqua santa, luoghi consacrati… nella strabocchevole filmografia del genere vampiresco, anche in salsa teen, è stata richiamata alla mente di milioni di appassionati proprio l’idea che questi elementi abbiano un reale valore sacro… almeno per qualcuno (l’industria dell’intrattenimento ha ben presto proposto un brillante reimpasto di queste associazioni mentali… come leggo a proposito di True Blood). La battaglia col Nosferatu si conduce ampiamente brandendo soprattutto la croce di Cristo, simbolo di ogni bene, e solo pochi altri elementi compongono il Sacro Arsenale dell’Ammazzavampiri. La quantità di rilavorazioni ha richiesto uno sforzo di fantasia nel proporre approcci originali a tali oggetti: in una delle migliori scene di Buffy the Vampire Slayer (7×02 – Beneath you, Nick Mark), Spike (un villain atipico) riconquistata la propria anima  restando  fisiologicamente un vampiro abbraccia un crocifisso, lasciandosi ustionare; nel film Dracula’s Legacy (Patrick Lussier, 2001) si vuole che il demonio possa essere ucciso solo tramite impiccagione (per motivi… originali, appunto), e in esso entra in scena addirittura una Bibbia che, scagliata contro Dracula, divampa facendolo arretrare.

Nel Dracula di Coppola, per arrivare finalmente al nostro fotogramma, abbiamo il brano  più intenso: si è scelto infatti di mantenere un richiamo allo “strumento” più potente di tutti, il corpo stesso di Cristo. Non si tratta, ovviamente, del ghiribizzo di uno sceneggiatore, ma della volontà di mantenere un elemento ripetutamente convocato da Stoker sulle sue pagine (per questioni più vaste, come noto, snaturate a dispetto del titolo). L’ostia consacrata è in assoluto l’elemento più sacro della cattolicità… e non stupisce, nonostante la sua palese ed irruenta valenza apotropaica (è un eufemismo, ovvio), che incontrarlo sullo schermo in questi termini sia rarissimo, visto il rispetto (o il timore di polemiche) che ovunque suscita. Nel Dracula di Stoker il male fa disperare, seduce e colpisce infallibilmente, ed è capace soprattutto di infettare quasi fosse un virus, propagandosi attraverso una sorta di rito antieucaristico. Dracula è un anticristo che dona la vita eterna insegnando quanto di più lontano possa esistere dal sacrificio: l’omicidio, di fatto, antropofagico.  Invocare la protezione sacramentale dell’eucaristia non appare esagerato… e non lo apparve di certo a Stoker, che la impiega spessissimo (in modi che si potrebbero considerare anche sacrileghi) proprio per trasmettere la misura di un orrore pervasivo e del conseguente bisogno di un antidoto estremo che non ammette, ed è questo l’aspetto interessante, possibilità di fallimento.

Stoker apparteneva alla Church of Ireland, ma sua moglie era una fervente cattolica*; i diari dello scrittore, rinvenuti recentemente* forse potranno rivelare qualche elemento in più (saranno pubblicati nel corso del 2012, l’anno del centenario della morte dell’autore). Sull’eventuale afflato pro o contro cattolicesimo del romanzo di Stoker si sono interrogati alcuni studiosi offrendo analisi critiche che conosco troppo parzialmente per lanciarmi in osservazioni sicure… tuttavia, pur intuendo la problematicità di un similie trattamento della nostra religione, sono propenso a lasciarmi coinvolgere da alcuni particolari passaggi del romanzo. Vi saluto indicandovene due fra loro collegati: Jonathan Harker prima di salire nella diligenza che lo porterà al castello del Conte e, più tardi, dopo aver percepito la gravità delle circostanze:

Era una situazione ridicola, e tuttavia non mi sentivo affatto a mio agio. Comunque, avevo impegni precisi e non potevo tollerare intralci. Ho fatto quindi per sollevarla, dicendole, con tutta la serietà possibile, che la ringraziavo ma che non potevo rinviare il mio appuntamento, e che dovevo andare. Lei allora si è rimessa in piedi, asciugandosi gli occhi, e si è tolta una crocetta che portava al collo, porgendomela. Non sapevo che fare perché, essendo anglicano, mi era stato insegnato a considerare oggetti simili poco meno che idolatrici, e d’altra parte mi sembrava assai poco gentile opporre un rifiuto a una donna anziana animata da così buone intenzioni e nello stato d’animo in cui trovava. Suppongo che ella mi abbia letto il dubbio in viso, perché mi ha messo al collo il rosario cui era appesa la crocetta, dicendo: “Per amore di vostra madre” e se n’è andata.

[…]

Benedetta sia quella buona, buonissima donna che m’ha messo il rosario al collo!, perché, ogni qual volta lo tocco, mi è di conforto e mi da forza. È strano che un oggetto che mi è stato insegnato a considerare con diffidenza, come alcunché di idolatrico, possa essere di tanto aiuto in momenti di solitudine e turbamento. C’è qualcosa, nell’essenza stessa dell’oggetto, o questo è soltanto un veicolo, un tangibile ausilio che fa tornare a galla ricordi amabili, confortanti? Un giorno o l’altro, se sarà possibile, devo riflettere sul problema e tentare di venirne a capo.

B. Stoker, Dracula, Mondadori, Milano, 2005, pp. 33, 57.



AGGIORNAMENTI FLASH
13 dicembre 2011, 7:43 pm
Filed under: News

Eccomi qui, dopo un periodo di assenza (esami-influenza-problemi vari), con un normalissimo post di veloci ragguagli sul panorama cinecattolico:

ALBA RAI – Prima di tutto vi informo  che Raiuno trasmetterà il documentario religioso Il viaggio di Gesù (Sergio Basso, 2007) alle 2:30 (!!!) della notte fra giovedì 15 e venerdì 16; subito dopo (visto che a quel punto non avrete dormito 30 potrete benissimo non dormire 31) “Zanussi racconta Wojtyla”, (Mazzarella – Valente 1980), alle 4:00. Per quelli che non hanno così tanti crediti di sonno da scialacquare, ricordo la magnifica possibilità -già da adesso- dello streaming: qui Il viaggio di Gesù, qui Zanussi racconta Wojtyla.

BREAKING DAWN – Spero che le fan sfegatate chiuderanno un occhio se mi sbilancerò, ma non riesco proprio a ricordare un film -parlando di grosse produzioni americane, certo- per il quale abbia nutrito meno interesse. Non mi avevano attratto i romanzi (calorosamente raccomandati da più amiche), e decisamente non mi aveva spinto a proseguire la conoscenza della saga l’aver visto il primo film (Twilight, Catherine Hardwicke, 2008). Quando fui trascinato al cinema per vedere il secondo capitolo, New Moon (Chris Weitz, 2009), promisi davanti a Dio e agli uomini che mai più avrei immolato un solo cent in favore di Meyer & Co. Fiero di essere fra i nostalgici estimatori del compianto Buffy the Vampire Slayer mi beavo nella lettura delle più orripilate stroncature…  e diciamo insomma che in quella masnada di pettoruti cagnacci e vampiri glitterati non avrei mai e poi mai potuto accorgermi di alcunché di buono… se non mi fossi imbattuto, durante la lettura di una delle sopraddette stroncature (una delle più gustose), in parole assai rivelatrici: a provocare il disastro cinematografico sarebbe stata, fra le altre cose,”la follia autoriale, di cui è responsabile solo e soltanto Stephenie Meyer (il sesso? Solo dopo il matrimonio. L’aborto? Giammai, meglio rischiare la morte anche se stai per partorire il Diavolo”. Parole che nel tentativo di denunciare l’esecrabile hanno in realtà acceso una scintilla e liberato un benefico tarlo. Forse sarebbe stato opportuno che ritornassi sui miei passi… e magari vedessi i film? Con sollievo scopro che non è necessario: ci ha già pensato Massimo Introvigne in un suo articolo ad hoc… e dunque vi ci rimando più che volentieri!

TE PUEDE PASAR A TIL’ UCCR informa prontamente del nuovo film di Juan Manuel Cotelo, regista già citato da questi parti per il suo documentario La Ultima Cima. Col titolo che pare una vaga minaccia (una bellissima minaccia), Può succedere anche a te  racconta la storia di dodici straordinarie conversioni dall’ateismo, in dodici paesi diversi, in dodici capitoli che verranno rilasciati singolarmente. Per alcune interessanti anticipazioni sulle vicende riportate vi rimando all’articolo originario. Eccovi il trailer… io non so una parola di spagnolo, ma si capisce abbastanza. Alla prossima!



NEWS VARIE (E PERSONAL #9)
7 dicembre 2011, 2:50 pm
Filed under: News, Personal

COMPLEANNO: Lo scrivo o non lo scrivo? Ma sì, scriviamolo: il 3 dicembre la Luce in sala ha compiuto un anno! Complice la rarefazione di neuroni, la mancanza di post pronti e film visionati di fresco… nonché l’esplicita richiesta di qualcuno, oggi (con ben 4 giorni di ritardo) mi lascio andare a un resoconto un po’ narcisista e vagamente celebrativo… Ma no, scherzo ovviamente, non è proprio il caso di fare chiasso eppure… c’è nell’aria una certa soddisfazione. Mi sembra sia stato ieri quando incappavo nella lettura propedeutica titolata più o meno “10 consigli per aprire un blog”, scoprendo che la prima prova da superare nell’avventura fosse quella di resistere alla crisi del quinto mese. Secondo quell’articolo una buona fetta dei blog fondati ogni giorno morivano di lì a qualche mese, causa perdita dell’entusiasmo, dello sprint iniziale o della tiepidezza dei lettori. Beh insomma, all’anno ci sono arrivato, ecco, e così a mo’ di diario di bordo vi riporto qualche numero per niente sconvolgente ma che un giorno potrebbe farmi piacere rileggere: ad oggi sono stati pubblicati 156 post (alcuni oscenamente brevi, altri invece un po’ più interessanti), di cui 29 recensioni di lungometraggi (volevo arrivare a 30 ma pazienza) e 17 cosiddetti fotogramma/pensiero. Il mondo cinematografico mi ha dato una gorssa mano, palesando – e non possiamo che bearcene – un vero e proprio revival dei temi religiosi su grande schermo. Per sommi capi posso dire che la recensione in assoluto più cliccata è stata quella di Magnolia (un film ormai di qualche anno, ma che evidentemente incuriosisce e interroga ancora il suo pubblico) seguita a ruota da The Tree of Life e Il rito. Una vera valanga di contatti li ho avuti per l’articoletto striminzito su Pinion IV, il Papa di Cars 2 (ma pensa te…). La referrer list mi dice inoltre che i cattolici bramano i film che non arrivano mai sugli schermi: tantissime ricerche per “The Way in Italia”, “There Be Dragons distribuzione”, e via dicendo. Qualora il boss di qualche casa di distribuzione passasse di qua (come no?!?), ci tengo a far notare che l’aspettativa per Cristiada è alta, chiaro? Infine diversi internauti arrivano da queste parti cercando “lista film cattolici”, cosa che mi aiuta a capire l’effettiva utilità di una… beh, lista di film cattolici!

INTERVISTA A ZEFFIRELLI: Il notissimo regista cattolico, rivela oggi Avvenire alcuni interessanti retroscena della sua passata produzione religiosa. Lo sapevate che i Beatles dovevano partecipare al suo film su Gesù? E che nelle sue passate permanenze milanesi conobbe e frequentò il futuro Paolo VI? Leggete, leggete… Particolarmente significativa questa sua dichiarazione: ” […] ero stato turbato in molti momenti durante le riprese del film francescano, perché quando l’eternità dello spirito si traduce in una illustrazione, anche buona, significa sempre limitarla”.

LE STRAGI DEI CRISTIANI IN TV: Sempre da Avvenire (qui), apprendiamo che il 9 dicembre su Rete4 prenderà il via la quarta edizione di Storie di confine. In apertura un tema decisamente controtendenza, quello della virulenta lotta anticristiana nell’India odierna. La puntata è titolata “India, caccia ai cristiani”, e potrete vederla questo venerdì alle h. 23.45

CERCANDO LE SETTE CHIAVI: Parlavo qualche settimana fa del film Le sette porte, incentrato sulla spiritualità dell’architetto (forse futuro beato) Antoni Gaudì. Informazioni aggiornate legate alla prima ufficiale che si terrà venerdì 9 dicembre al cinema S. Spirito di Ferrara (alle h. 20.30), mostrano come ci sia stato un cambiamento di titolo, e rivelano alcune notevoli collaborazioni all’opera: “Josep Tarragona, biografo di Gaudì per la causa di beatificazione; Jordi Bonet, architetto direttore dei lavori alla Sagrada Familia; Etsuro Sotoo, famoso scultore giapponese che si è convertito al cristianesimo lavorando alla Sagrada e di cui il documentario riporta la forte testimonianza; M. Antonietta Crippa del Politecnico di Milano curatrice di tante pubblicazioni su Gaudì architetto e credente” (qui l’articolo completo, qui una bella video-intervista al regista-sacerdote Massimo  Manservigi). Un appuntamento da non perdere!



AGGIORNAMENTI FLASH: TORINO FILM FESTIVAL
30 novembre 2011, 10:00 pm
Filed under: News

È in corso in questi giorni (e giustamente mi si redarguisce sul ritardo di questo post ;), fino al 3 dicembre,  la ventinovesima edizione del Torino Film Festival. Il programma è veramente ricchissimo: vi invito a visionarlo direttamente sul sito ufficiale. Ad una prima veloce scorsa si notano due titoli interessanti anche per la Luce in sala:

THE CATECHISM CATACLYSM (Todd Rohal, 2011)  – A causa di alcune parabole non troppo canoniche raccontate ai suoi fedeli, il giovane prete William Smoortser viene invitato caldamente dai suoi superiori a concedersi un periodo sabbatico. Billy decide così di ricontattare Robbie, suo idolo ai tempi del liceo, per coinvolgerlo in un viaggio in canoa. Il primo giorno si ritrovano così a rievocare gli anni in cui Billy suonava in una band cristiana e Robbie era invece un chitarrista metal. Quando però cala la notte, scopriranno di essersi persi e dovranno affrontare una serie di strani avvenimenti.

Decisamente un film che non si lascia inquadrare dal solo trailer… incuriosisce e promette irriverenze varie e risate… teniamolo sotto osservazione.

A RELIGIOSA PORTUGUESA (Eugène Green, 2009) – Julie, giovane attrice francese di madre portoghese, approfitta delle riprese dell’adattamento delle Lettere di una monaca portoghese per recarsi a Lisbona e lasciarsi alle spalle una storia d’amore finita male. Decisa a immergersi pienamente nella vita della città, ogni sera si imbatte in un personaggio enigmatico, fino a quando, una notte, nella cappella di Nossa Senhora, incontra una giovane monaca inginocchiata in preghiera. Assisterà così al silenzioso dialogo tra la religiosa e Dio, esperienza che segnerà indelebilmente la sua vita. (Le sinossi sono tratte dal sito del festival).



DEVIL
28 novembre 2011, 1:43 pm
Filed under: Aperti a Dio, Film

(Devil)

USA 2010, di John Erick Dowdle, con Chris Messina, Logan Marshall-Green, Jenny O’Hara, Bojana Novakovic…

Un titolo “aperto a Dio” che è anche un film horror. Ho già toccato l’argomento in altre situazioni, ma essendo questo un luogo virtuale dove ci si concentra su agiografie e variegati temi religiosi, la specificazione non sarà mai del tutto inutile: l’idea che un horror non abbia nulla da trasmettere sul piano spirituale è un’idea comune, spesso fondata, e tuttavia in alcuni casi sbagliatissima. Proprio perché questo genere non teme di sondare il panorama soprannaturale incappa inaspettatamente, molto più di quanto accade ad altri generi, nell’occasione di dire qualcosa di davvero importante. Nel caso di Devil è stato sufficiente accorgermi del fatto che la scrittura fosse di M. Night Shyamalan per prestare attenzione a un titolo che altrimenti sarebbe scivolato via nel mare dei film horror che non si ha il tempo (o lo stimolo) di vedere. Un titolo lapidario, esausto, banale… che chiama in causa una figura abusata nel settore della paura: La casa del diavolo, Il nascondiglio del diavolo, La sedia del diavolo, Il respiro del diavolo, La spina del diavolo… un elenco solo dei titoli più recenti -senza nemmeno credits- che potrebbe continuare ancora. Quando c’è di mezzo lui, il principe di questo mondo, la spia “cattolicesimo” si accende volentieri per dare senso a un personaggio altrimenti tendente all’astrazione, o magari per offrire persino una soluzione. La sorpresa di Devil non è stata constatare tutto questo ancora una volta, ma scorgere aldilà dell’evidente “apertura a Dio” (per dirla con la categoria che dà ragion d’essere a questa recensione, un concetto espresso a chiare lettere nel film non senza semplicismi) qualcosa di molto più raffinato sul piano dell’interpretazione cristiana del male e del rapporto dell’uomo con esso. Non fraintendetemi, il film mira naturalmente a sconvolgere e spaventare (di non poco conto fra l’altro il fatto che ci riesca), e per farlo spettacolarizza e forza alcuni principi teologici, ma senza appiattirli. In una mattinata senza sole, in uno dei tanti grattacieli di Filadelfia, uno dei tanti ascensori si blocca con a bordo cinque persone. Subito la situazione si qualifica come poco distesa, dato che ognuno culla le proprie fobie, sfoga il proprio fastidio, si mette sulla difensiva tra sarcasmi e punzecchiature varie. Le cose ovviamente non migliorano quando il guasto si rivela di difficile soluzione ed iniziano a trascorrere inesorabilmente le decine di minuti. Nella stanza dei bottoni due addetti osservano dal monitor la situazione all’interno del cubicolo e Ramirez, ispanico di cattolicissimo retaggio, intuisce presto, interpretando alcuni strani aloni che appaiono sul monitor, che la situazione è ben più grave del pensabile: non esistono tecnici in grado di riparare quel guasto. Ad essere guasto infatti non è l’ascensore, ma l’essere umano, che nelle cinque varianti dei personaggi intrappolati mostra tutto un ventaglio di difetti, pecche e soprattutto colpe. Di lì a poco la preoccupazione e il fastidio diventeranno puro terrore, mentre le forze dell’ordine, impotenti, osserveranno compiersi le fasi di un terribile enigma. La trama è originale, interessante e soprattutto da brividi. Ma c’è di più, molto di più: in pieno accordo con la migliore poetica di Shyamalan, un cristianesimo latente affiora dalla storia per diventarne, in punta di piedi, il protagonista. Il male si manifesta atroce e implacabile, mentre gli avvertimenti di Ramirez appaiono ridicoli (sottolineo “appaiono” e specifico: meravigliosamente ridicoli) anche allo spettatore stesso, al corrente della reale natura della situazione. Per chi non ha difficoltà col genere Devil è un film raccomandato, ben confezionato, ben recitato… portatore di un pacchetto di significati sorprendentemente importanti. Ottimo l’iniziale scorrere dei titoli di testa: geniale.



FESTIVAL & FESTIVAL
23 novembre 2011, 8:52 am
Filed under: News

Ma quanti sono i festival cinematografici in Italia? Prima di aprire il blog non mi tenevo aggiornato così repentinamente su tali fermenti culturali… non me ne lamento, ovvio, ma sono a dir poco sbalordito.

UMBRIA INTERNATIONAL FILM FESTIVAL – È attualmente il corso (20-27 novembre) la settima edizione di tale kermesse, dedicata quest’anno al tema Popoli e Religioni. Immancabile il discusso Habemus Papam di Moretti, fuori concorso, assieme a due intelligenti ripescaggi: Lourdes (Hausner, 2009) e Io sono con te (Chiesa, 2010). Grazie a questa iniziativa ho saputo dell’esistenza di un film di enorme interesse: The Mill and the Cross, di Lech Majewski (2011). Il film anima il capolavoro di Bruegel “La salita al Calvario”,il quale mette in scena la Passione di Cristo nel brumoso paesaggio delle Fiandre, mentre il pittore stesso agisce nella pellicola schiudendo allo spettatore un mondo lontano, a tratti oscuro e poetico, battuto (siamo nel 1564) dall’invadenza dell’invasore spagnolo. Accanto a Bruegel il suo maggior collezionista e, soprattutto, la Vergine Maria.

Notiamo anche che nella serata di giovedì 24 verrà proiettato il film Il Rito (Håfström, 2011), cui seguirà la proiezione di un’intervista a Padre Gabriele Amorth realizzata per l’occasione. Per il programma dettagliato e tutti i particolari vi rimando al sito dedicato.

TERTIO MILLENIO FILMFESTIVAL – Direttamente da Cinematografo.it: “Il cinema è naturalmente vicino al miracolo: è una forma d’arte che provoca lo stupore, spettacolare e sensazionale”. Così monsignor Paul Tighe, intervenendo alla presentazione della 15esima edizione di Tertio Millennio Film Fest, organizzato da Fondazione Ente dello Spettacolo e in programma a Roma dal 6 all’11 dicembre, sotto l’insegna: “Amore, morte miracoli per una fenomenologia della società contemporanea”.
Tighe, segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, cita “il miracolo della quotidianità, ovvero la conversione e la redenzione del cinema di Mike Leigh, Eastwood, Tornatore”, elogia “la seconda parte di The Tree of Life” e il “miracoloso 3D” di Avatar, mentre monsignor Franco Perazzolo del Pontificio Consiglio della Cultura sottolinea “amore e morte quali frontiere ultime del miracolo: la prima è la scintilla, la seconda la barriera, il titolo di Tertio Millennio è provocatorio, ma interessante”. Viceversa, Vittorio Sozzi del Progetto Culturale della CEI riconosce alle “comunità ecclesiali la capacità di far fruttificare le ricchezze di questa rassegna di livello nazionale”.  (continua a leggere)




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