LA LUCE IN SALA


AGGIORNAMENTI FLASH
25 gennaio 2012, 8:28 pm
Filed under: News

Eccovi (finalmente) qualche veloce ragguaglio sulle novità interessanti in cui sono incappato in questi giorni.

THE TREE OF LIFE – Ma meno male! Che il capolavoro di Terrence Malick venisse inserito nella gara per l’ambita statuetta  non era affatto scontato. Non posso che essere soddisfatto per queste nomination di tutto rispetto: miglior film, miglior regia e miglior fotografia. La concorrenza è spietata (qui tutte le nomination) e vede uno scontro fra registi del calibro di Scorsese, Allen e Spielberg. Quest’anno ho visto pochissimi dei film in lizza… quindi incrociare le dita sarebbe una partigianeria senza cognizione di causa: che vinca il migliore!

TENGO HAMBRE – Qualche giorno fa sul blog di Costanza Miriano sono venuto a conoscenza dell’interessantissimo cortometraggio spagnolo Tengo Hambre (Ho fame), opera dal regista trentenne Benjamin Lorenzo dedicato al tema dell’eutanasia, con particolare riferimento alla drammatica fine di Eluana Englaro. Nel cortometraggio (che potete vedere qui) troviamo una trasposizione intelligente di quel dramma: un’intera società è condannata a dover negare cibo e acqua ad un suo appartenente accusato di non condurre una vita di qualità (passa troppo tempo davanti ai videogiochi!). Il meccanismo con cui il regista riesce a dimostrare la follia di ciò che è accaduto (e che si vorrebbe accadesse ad ogni pié sospinto) rende ancora più doloroso il ricordo della vicenda. Qui trovate l’ottimo articolo da cui ho tratto questa news (spende due parole, e giustamente, anche sul futuro film di Bellocchio: La bella addormentata).

180: CHANGING THE HEART OF A NATION – L’UCCR ha dato notizia dell’interesse suscitato da questo documentario anti-abortista (che potete vedere integralmente online qui o sulla pagina dell’UCCR), e visto che gli stessi ideatori invitano caldamente alla diffusione virale ribatto volentieri la notizia. Perché 180? Secondo il video 180 sarebbero i secondi necessario a far cambiare idea sull’aborto a qualcuno che avesse deciso cosa pensare basandosi sulle campagne pro-choice condotte in America. È sconcertante vedere quante persone siano sicure di avere un’opinione senza averla per davvero e sarebbe bello, devo aggiungere, che far cambiare idea a tutti fosse così semplice. Il parallelismo impugnato da Ray Comfort, ideatore del progetto e intervistatore, risulta in effetti molto efficace: l’olocausto era legale nella Germania degli anni ’40 come l’aborto lo è oggi in USA. Nell’ultima parte assistiamo ad un’azione evangelizzatrice più generale (Ray comfort è un ebreo evangelico): possibile che per tanti sia così semplice iniziare a contemplare la possibilità di un cambiamento “radicale”? Naturalmente saranno stati inseriti nel film esclusivamente gli spezzoni ritenuti utili all’economia del discorso… ma in ogni caso è davvero sorprendente.

IL TREDICESIMO APOSTOLO – Prosegue la programmazione dell’intrigante fiction Il tredicesimo apostolo. Mi sono fatto un’opinione? Direi di sì… ma cercherò – se riesco a trattenermi- di aspettare la fine dei giochi: ho il vago sospetto che il bello debba ancora venire. In ogni caso è uscita un’utile valutazione su La Bussola Quotidiana (che potete leggere qui), nonché una curiosa intervista a monsignor Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia su Tv Sorrisi e Canzoni. Quest’ultima strilla dal titolo: “Questa fiction piace anche alla Chiesa“…ma leggendola la domanda sorge spontanea: monsignor Paglia, che pur dice una serie di cose sacrosante, questa fiction l’ha vista? Io terrei a pormi in modo tutt’altro che drammatico nel doverla giudicare, ma davvero la frase che più di ogni altra potrebbe passare per un giudizio: “Quando un lavoro è ben strutturato la gente apprezza. Il successo arriva quando c’è la qualità“, si può stiracchiare così tanto? Il tredicesimo apostolo, diciamocelo, da un punto di vista dell’intrattenimento non è malaccio (sono anzi piacevolmente sorpreso)… ma se ricordo bene in cinque episodi dei sei finora trasmessi il villain (o l’aiuto-villain) era un super-cattolico! E non importa quanto il prete protagonista sia smaliziato, moderno, affascinante, sportivo, elastico, positivo, simpatico…addirittura capace di fare miracoli (scene sull’altare: una – e fugace): i cattolici balordi sono dappertutto!!!

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LOCATION CINECATTOLICHE #3
23 gennaio 2012, 2:40 pm
Filed under: Location cinecattoliche

Eh sì… è passato un bel pezzo dall’ultimo articolo di questa serie, ma il fatto è che avevo scritto un post coi controfiocchi (!) su una location bellissima di un film bellissimo (non chiedete)… salvo poi scoprire nella fase di ritocco -e la cosa mi ha sbattuto parecchio- che trattavasi di location cine-episcopale… Mannaggia a me.

Comunque, il film di cui dobbiamo parlare oggi è L’avvocato del Diavolo (Taylor Hackford, 1997), un titolo carino carino che però non entrerà (probabilmente) mai a far parte dell’olimpo dorato dell’Elenco film di questo blog. Il film, oltre ad alcune riuscite pennellate di richiamo cattolico (che andiamo a vedere) può vantare una morale di tutto rispetto e una rappresentazione del demonio che convince per più ragioni… eppure consente alcune resistenze per il suo indulgere in pasticci escatologici. Avrei potuto metterlo nei film aperti a Dio? Uhm… che in questo film Dio esista è a dir poco scontato… ma non viene utilizzato, mi pare, il tono adatto. Avrei potuto finalmente inaugurare la sezione film fantacattolici? Forse, ma diamo la precedenza a chi se la merita. Resta il fatto che trattando il film di cose religiose, alcune location devono essere approfondite in ogni caso. Potrà sembrarvi a dir poco ozioso… ma sciogliere un piccolo rebus (pochi click) è stato molto gratificante (ognuno si diverte a proprio modo, ohibò). La storia vede il Keanu Reeves di turno, papabile principe del foro per bravura e scrupoli di aria fritta, partire alla volta di New Babilonia (ehm.. York), ed essere accolto con smancerie dal potentissimo John Milton (per gli amici: Satana). Tutto magnifico finché il male sembra proprio volersi palesare… malefico! Comunque, per i soliti motivi che ormai siete stufi di sentire, il regista sceglie esplicitamente di rivelare l’identità di Mr. Milton in una chiesa cattolica. Se sentiste il bisogno di sapere dove è stata girata la suggestiva scena del funerale di Eddie Barzoon (un pezzo grosso dello studio legale in cui approda il protagonista), nella quale vediamo un sornione Pacino aggirarsi nelle navate della chiesa, fissare gingillante i dipinti che mostrano i suoi ex colleghi angeli e poi, con meraviglioso fare tra l’annoiato, il laconicamente provocatorio e il giocoso, far ribollire l’acqua santa immergendovi l’indice, trovereste che il tutto si svolge nella Central Presbiterian Church, al 593 di Park Avenue. Presbiterian? Ma l’interno non può che essere cattolico…e a ben vedere, quando Keanu si precipita in strada fustigato dai rimorsi per i suoi successi professionali, sull’edificio si può leggere chiaramente un cartello che dice “St. Antony’s catholic church”. Una ricerca più approfondita rivela così che l’esterno, aggiustato dal cartello, è proprio quello della Central Presbiterian Church, ma il lussureggiante interno è invece quello della Church of the Most Holy Redeemer (173, East 3rd Street). Insomma, per farla breve al regista piaceva l’esterno vagamente lugubre della chiesa presbiteriana e l’interno cattolico di quella del SS. Redentore.

La Chiesa del SS. Redentore venne fondata dai padri redentoristi nel 1844 in risposta al crescente numero di immigrati tedeschi in città. Sorto infatti in quella che un tempo veniva  chiamata Kleindeutschland (piccola Germania), il complesso religioso, composto da canonica, scuola e convento, era originariamente eretto con struttura in legno. L’attuale edificio religioso venne edificato nel 1851-52, su disegno di un certo Mr. Walsh, e consacrato il 28 novembre 1852. Nel 1913 la chiesa subì un rinnovamento ad opera di Paul Schulz, il quale semplificò l’originaria facciata barocca e ridimensionò la torre campanaria (un tempo alta ben 76 m). I sommovimenti demografici della Grande Mela hanno progressivamente annullato la caratterizzazione etnica del luogo sacro, conosciuto oggi come santuario in onore della Vergine del Perpetuo Soccorso. Nel 1914 la chiesa fu la prima al mondo ad essere dotata di un sistema che consentiva di suonare le campane per mezzo di interruttori. Un altro primato? Nella chiesa, entro una ricca cappella delle reliquie, è custodito il corpo di St. Datian: primo e unico santo di sesso maschile il cui intero “set of relics” (ossia il corpo intero, presumo osservando il tipo di reliquiario) sia stato dato alla Chiesa statunitense (Qui ho trovato le informazioni più utili e tante belle immagini).
La prossima volta che passate da New York e vi va di fare i cattolici alternativi (quelli che non si fiondano subito alla St. Patrick’s Cathedral, insomma) sapete dove andare! Alla prossima.



FOTOGRAMMA/PENSIERO #19: AMISTAD
17 gennaio 2012, 5:56 pm
Filed under: Fotogramma/Pensiero

(Amistad, USA 1998, di Steven Spielberg)

Gli schiavi imprigionati sull’Amistad (cioè amicizia), nave spagnola negriera, riescono a ribaltare il proprio destino sciogliendosi dalle catene e giustiziando i propri aguzzini. Intercettati dagli americani dovranno subire, ulteriore sfregio, un difficile processo gravato da questioni internazionali, politiche, storiche, umane. In una bellissima sequenza vediamo il Giudice Coglin, convocato machiavellicamente dai sostenitori dello schiavismo perché cattolico (anzi, perché monumentalmente insicuro, in particolare sul suo retaggio cattolico – e dunque presumibilmente agganciato agli interessi spagnoli convenienti alla causa schiavista) decidere il verdetto al cospetto di un consigliere di infinita saggezza. Contemporaneamente all’interno della prigione alcuni “schiavi” sfogliano una Bibbia con evidente interesse, osservando le incisioni relative alla vita e Passione di Cristo ivi contenute. Come potrà l’uomo essere perdonato, perdonarsi e perdonare quest’orrore senza misure? L’insistente presenza della croce che da questo istante e fino al verdetto invade il racconto, lo afferma chiaramente.



SCHERZAR COI SANTI #5: EFFETTI SPECIALI A TUTTI I COSTI
11 gennaio 2012, 12:19 pm
Filed under: Scherzar coi santi

Per qualche episodio di questa rubrica mi sono dedicato volentieri a produzioni non religiose, ma oggi faremo finalmente un po’ di chiasso su un prodotto di inequivocabile risma cattolica. È stato sicuramente condotto con le migliori intenzioni… e qualora occorresse specificarlo chi scrive è ben lungi dal giudicare la nobiltà di queste. Il mio disappunto è rivolto in primis ad un aspetto tecnico delicatissimo, ovvero gli effetti speciali. Si sa, o questi sono almeno perfetti, oppure rovinano proprio tutto; o sono naturali, sciolti e credibili, oppure faranno della loro stessa presenza un motivo di impietoso scherno. Oggi siamo abituati fin troppo bene in effetti, quasi al punto di non poterli riconoscere vista la loro supertecnologica fattura. Se non ci fossero ne sentiremmo certo la mancanza… ma: è sempre così o in alcuni casi preferiremmo che la camera mettesse semplicemente fuori fuoco l’azione, inquadrasse il pavimento, si spegnesse?

Mystical Revelations of the Sacred Heart to Saint Margaret-Mary Alacoque è un cortometraggio che ci tiene ad annunciarsi sin dal titolo come assai ambizioso. La Our Lady’s Tears Production (nome impegnativo e un logo direi… da sostituire) sembrerebbe essere una piccola combriccola di devoti cine-produttori amatoriali. La loro mission? In due parole: rendere gloria a Dio attraverso un cinema che sia autenticamente e senza scuse romano cattolico. Non scherzano, eh!

I film in costume non sono esattamente una passeggiata, richiedono la rievocazione di un mondo intero e dunque un notevole sforzo economico. Santa Margherita Maria Alacoque è vissuta nel Seicento, ma quelli della OLTP non si sono lasciati intimorire: trovata una chiesa anticheggiante, qualche costume, acceso qualche lumino in più… e sembrava proprio che ce l’ avessero fatta. Il corto è una produzione amatoriale (lo si avverte sin dalla musica dei titoli di testa), quindi non è opportuno stare a notare questo e quello con indicazioni talmente scontate che salterebbero in testa anche a me che sono tutt’altro che un vero esperto. Hanno avuto una bella tempra a provare, sicuramente, e di questo potrebbero essere lodati a prescindere dal risultato… però c’è un però! Quando si entra nel vivo dell’esperienza mistica della santa ho avuto un mancamento, davvero. (Qui il video integrale, il momento incriminato al minuto 3.06). Chi frequenta le letture mistiche sa benissimo che i “non ci sono parole per descrivere” e i “bellezza non di questo mondo” si sprecano.

Una volta, davanti al santo Sacramento, con un po’ di tempo a disposizione, perché le mie incombenze me ne lasciavano assai poco, mi ritrovai tutta investita da questa presenza divina, così forte che mi dimenticai di me stessa e del luogo dov’ero. Allora mi abbandonai a questo divino Spirito, consegnando il mio cuore alla forza del suo amore. Lui mi fece riposare a lungo sul suo petto divino e lì mi fece scoprire le meraviglie del suo amore e i segreti inesplicabili del suo Sacro Cuore, che mi aveva sempre tenuto nascosti. Quando me lo aprì per la prima volta, fu in modo così forte e toccante, che non mi lasciò ombra di dubbio, considerati gli effetti che questa grazia produsse in me, al punto che temo sempre di sbagliarmi in tutto quanto dico che è accaduto in me. Ecco come mi pare che la cosa si sia svolta. Lui mi disse: « Il mio Cuore divino arde così tanto d’amore per gli uomini e per te in particolare, che, non potendo contenere in se stesso le fiamme della sua carità ardente, deve diffonderle per mezzo tuo e manifestarsi agli uomini per arricchirli dei suoi preziosi tesori. Io te li rivelo, affinché tu sappia che contengono le grazie santificanti e salvifiche necessarie per allontanare gli uomini dall’abisso della perdizione. Ti ho scelta, sebbene tu sia un abisso d’indegnità e ignoranza, per il compimento di questo grande disegno, in modo che tutto sia fatto da me». In seguito, mi chiese il mio cuore, che gli supplicai di prendere, cosa che fece e lo mise nel suo adorabile Cuore, dove me lo fece vedere simile a un piccolo atomo che si consumava in quella fornace incandescente. Ritiratolo di lì come una fiamma ardente in forma di cuore, lo rimise nel posto da cui l’aveva preso, dicendomi: «Ecco, mia amata, un prezioso pegno del mio amore, che chiude nel tuo costato una piccola scintilla delle sue più vive fiamme, affinché ti serva da cuore e ti consumi fino all’estremo momento […].

da S. Margherita Maria Alacoque, Vita scritta da lei medesima.

Se le parole che spalancano la nostra mente con la loro forza evocativa non sono minimamente sufficienti a trasmettere l’assoluto, dovrebbero esserlo una macchina per il fumo (ma dico, l’avete vista?) e degli orribili fasci di luce aggiunti al computer? Devo dire che l’attore che interpreta Cristo ha un volto particolarmente adatto… ma per il resto la scena è una cosa da brivido. Basta con questa letterarietà visiva. Basta con questa fiducia che le sperticate ambizioni senza struttura possano essere sufficienti. Un bagno di luce non sarebbe stato migliore? Delle voci fuori campo sarebbero costate molto meno e avrebbero reso un miglior servizio all’episodio. Mi rendo conto della difficoltà di traduzione di un momento tanto complesso, ma perché tutta questa reticenza a utilizzare una metafora o una sequenza simbolica? Sapete io come l’avrei fatta? Con allusivi tocchi di colore su fondo bianco in accompagnamento alle parole, in modo da far scivolare entro all’indeterminatezza la possibilità di una traduzione che non si ostinasse a mortificare l’incommensurabile. Non credo che gli effetti speciali debbano essere usati a tutti i costi (soprattutto non a costi troppo ridotti!!!): un conto è ricostruire digitalmente un’esplosione, un Expecto patronum, un alieno a sei teste… tutt’altra storia dovrebbe essere il palesare per filo e per segno il Sacro Cuore! Proprio la limitatezza di mezzi economici e tecnici doveva essere uno stimolo a proporre un’alternativa creativa che fosse veramente carica di spiritualità, secondo me.

Forse mi sto lagnando troppo e sono solo io ad avere un problema con questo tipo di trattamenti. A voi piace? Questa puntata di Scherzar coi santi avrebbe forse dovuto titolarsi Sdrammatizzar coi santi e forse non sarà stata per nulla divertente… ma il fatto che  tutti quegli effettoni possano avermi ricordato Sailor Moon (o “nipponate” consimili*), un sorriso dovrebbe almeno strapparvelo. Alla prossima!

* il termine “nipponate” non vuole essere per nulla dispregiativo: l’autore ha alle spalle (?) una parentesi biografica da ferventissimo otaku.



AGGIORNAMENTI FLASH
6 gennaio 2012, 1:57 pm
Filed under: News

Ecco il primo post del 2012… ed è giustamente un post di aggiornamenti e notiziole varie. Avete passato un buon capodanno? Delle buone feste in generale? Io sì, certo, peccato che sia ricaduto (e siamo ormai ben oltre le due settimane, fra alti e bassi) nella mia ormai affezionata ( :) ) influenza.

PRESEPE CINEMATOGRAFICO – Ma veniamo a noi. Lucyette gentilmente mi segnala (e prima che passi inesorabilmente del tutto anche l’Epifania lo faccio sapere anche a voi), che il mitico Bud Spencer è stato introdotto in un presepe nei panni di… S. Giuseppe. È accaduto ad Agropoli grazie all’iniziativa del fan club dell’attore (che ad Agropoli ha infatti sede) e alla perizia dell’artista Antonio Giuda. “A rappresentare San Giuseppe è proprio l’icona di Bud Spencer, un attore che nei suoi film ha lanciato al pubblico sani ideali, inscenando il bene che vince sempre sul male. La Madonna, invece, avrà il volto di Gloria Gaynor [!!!], leggenda della disco music, che da sempre canta l’importanza dell’amore nella vita moderna”, queste le note divulgate dal fan club. Già il 7 gennaio il particolarissimo presepe doveva essere ceduto al miglior offerente, e il ricavato offerto in beneficenza all’associazione agropolese Piccoli Ambasciatori di Pace (fonte). Eclettico e curioso, direi.

FICTION SU MARIA – A fine dicembre è stata pubblicata su Avvenire un’intervista interessante a Giacomo Campiotti, regista e scrittore della nuova fiction dedicata a Maria di Nazareth, sceneggiato Lux Vide che vedremo nel corso del 2012 (di Campiotti conosciamo già Giuseppe Moscati, Preferisco il Paradiso e Bakhita). Dalle parole del regista apprendiamo una novità nell’impostazione della trama: le vicende biografiche della Vergine Maria saranno intrecciate, sin dall’infanzia, a quelle di Maria Maddalena. La storia, dice Campiotti, “é nota, i fatti li conosciamo tutti, io voglio andare avanti, dentro queste vicende che ci appartengono per tirare fuori emozioni, umanità e anche dare conto del mistero e della fede. Non dobbiamo avere paura di raccontarli: in questa storia ci sono angeli e miracoli e io ci credo*“. Speriamo, ma sono ottimista, che il “tirare fuori emozioni” sia consono alla vertiginosa altezza del soggetto!

FICTION SU S. BARBARA – Restiamo ancora nel campo delle produzioni Lux Vide: un articolo uscito su “Tv Sorrisi e canzoni” del 31 dicembre ci informa che un altro titolo in buona fase di lavorazione è un’agiografia dedicata a S. Barbara. Per la regia di Carmine Elia (Don Matteo 8) vedremo la trasposizione del difficoltoso percorso di Barbara per abbracciare il cristianesimo. Sarà privilegiato l’approfondimento della fede della giovane, piuttosto che l’intreccio che la condusse al cruento martirio (inflittole dal padre). Chi mi legge sa che non sono un grande frequentatore di fiction ma… aspettiamo!

ANONYMOUS FATHER’S DAY – Leggo sul sito dell’UCCR che in America è da poco stato rilasciato un documentario molto interessante: Anonymous Father’s Day racconta il disagio e la sofferenza di alcuni uomini e donne venuti al mondo con fecondazione artificiale. È l’imprevisto (?) rovescio della medaglia che dona senso di incertezza, incompletezza, dolore… una medaglia appuntata al merito della conquista scientifica e tecnologica che ha consentito, come una bacchetta magica, di realizzare un desiderio a discapito di tutto e tutti… i bambini stessi. Alan Stewart, concepita con inseminazione artificiale e presente all’interno del documentario dice infatti a proposito di chi perpetra questo errore: «Sono persone che trovano difficile accettare di non poter avere qualcosa e spesso mettono i propri bisogni prima di quelli degli altri (cioè il loro bisogno di avere un bambino prima del bisogno del loro bambino di avere un “suo” padre/madre), e queste personalità spesso falliscono nel matrimonio». Impossibile non richiamare alla memoria anche il recente film -che naturalmente consiglio- Due cuori e una provetta (Josh Gordon, 2010), nel quale il piccolo Sebastian nato senza padre ama collezionare portafotografie per le immagini d’esempio in esse inserite: immagini di un padre, un nonno, una nonna, zii… il fantasma di una famiglia da amare e da cui essere amato.




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