LA LUCE IN SALA


EVENTO: L’ESORCISTA TORNA AL CINEMA.
14 giugno 2013, 7:40 pm
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esorcista 40

Non fosse che due giorni fa mi sono slogato per la terza volta la caviglia destra (stavolta con microfrattura, tanto per dare un po’ di pepe), non avrei mai mancato l’appuntamento nonostante sia pressoché saturo di questo titolo. L’infermità mi è stata provvidenziale per altro: ormai avevo già deciso che non ce l’avrei fatta a scrivere la “recensione” in vista dell’evento, come mi sarebbe piaciuto (il virgolettato è dovuto al fatto che più che una recensione si tratta di un focus sugli aspetti religiosi del film – lo trovate nel post prima di questo); avevo pigramente concluso che ne avrei scritto con tutta calma dopo averlo riassaporato su grande schermo… e invece guarda un po’ che sorprese ti riserva la vita. Beh, per una volta almeno sono al passo coi tempi, e mi riattivo con piacere in tempo utile su queste pagine in onore di un titolo forse un po’ scomodo… ma cattolicissimo. Per la terza volta – stavolta solo per un giorno, l’imminente 19 giugno – il mondo sarà esposto all’orrore di questo film… e a allo sfolgorante ma discreto manifesto pro-catholicism che da sempre rappresenta.

Io ne sono contentissimo. Andateci voi eh, che potete. Qui (in basso) l’elenco dei cinema che lo proietteranno.

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TRE SPOT PRO LIFE FIRMATI GRASSROOTS
28 febbraio 2012, 9:56 pm
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Era da un bel pezzo che non passavo a controllare lo stato dei lavori di aggiornamento del sito ufficiale della Grassroots Film, la casa di produzione di ispirazione cattolica newyorkese cui sono un po’ affezionato, e di cui abbiamo parlato in occasione del suo noto successo The Human Experience o del magnifico promo della scorsa edizione della GMG. Fra il nuovo materiale caricato sul sito possiamo trovare alcuni videoclip atti a sensibilizzare gli americani in occasione delle elezioni politiche del 2008 e per quelle attualmente in corso (commissionati per il sito catholicvote.org dal Fidelis Center for Laws and Policy). Questi video mostrano una certa prosopopea tutta a stelle e strisce, nonché il tono celebrativo/epico che tanto piace a quelli della Grassroots Films. All’interno di questa serie di filmati (alcuni davvero fantastici altri, come dicevo, un tantinello pomposi) ce n’è una serie dedicata a una questione fondamentale di ogni elezione: LA VITA.  Che ci sia bisogno di realizzare una serie di spot con slogan convincenti per promuovere il diritto alla vita è fantascientifico (quasi quasi siamo sullo stesso livello dello spot che si immagina J.D. nel serial Scrubs: “Non soffocate i bambini”, dategli un occhio!), ma il fatto è, a parte gli scherzi, che questi spot purtroppo servono e fortunatamente c’è chi li fa… e fortunatamente anche bene.

Se ve ne parlo non è solo per il gusto ozioso di frugare nelle produzioni video di ispirazione cattolica… ma per ricordare che l’appuntamento della Marcia Nazionale per la Vita si sta avvicinando. Quest’anno le date scelte sono sabato 12 maggio (convegno presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum e adorazione eucaristica in riparazione per il crimine dell’aborto) e domenica 13 maggio (la marcia vera e propria dal Colosseo e arrivo a Castel Sant’Angelo). Sul sito indicato troverete tutte le informazioni necessarie.

Il mio preferito? Il secondo, ovviamente.



OSCAR 2012: GOD IS THE BIGGER ELVIS
17 febbraio 2012, 8:28 pm
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Se nelle categorie più prestigiose di questa ottantaquattresima serata degli Oscar mi sono compiaciuto di poter trovare ripetutamente The Tree of Life, nella categoria “Miglior documentario breve” sono altrettanto contento di incontrare una produzione dedicata a un personaggio di indubitabile fascino: del suo percorso dai numerosi successi hollywoodiani (e in procinto di un matrimonio da favola) al chiostro di un convento di clausura avevo parlato lungamente qui; sto parlando di Mother Dolores Hart, la cui vita è appunto oggetto di un documentario della durata di 37 minuti (sarà trasmesso per la prima volta il 5 aprile sul canale della… HBO!). La regista Rebecca Cammisa ha dichiarato di aver realizzato il documentario per tentare di capire che cosa spinge qualcuno che si sia trovato così in alto come Dolores a scegliere la vita religiosa. La risposta la dà con gran nettezza la protagonista della vicenda (tuttora un membro votante dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences): “Adoravo Hollywood. Non l’ho lasciata perché era un luogo di peccato. Ho lasciato Hollywood per l’urgenza di una cosa misteriosa chiamata vocazione. È una chimata che proviene da un altro luogo che chiamiamo Dio, perché non abbiamo altro modo per dirlo. È una chiamata d’amore. Perché scali una montagna?”. (fonte)



AGGIORNAMENTI: THE VOW
16 febbraio 2012, 2:19 pm
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Questo 14 febbraio, giorno dedicato a  S. Valentino, è uscito nelle sale americane il film The Vow (Michael Sucsy), una romanticheria giusta giusta per l’occasione (da noi se ne riparla a maggio, titolo previsto: La memoria del cuore). Sarebbe facilissimo, per i non estimatori del genere, ignorarlo dai cartelloni pubblicitari fino ai futuri passaggi televisivi estivi, ma mi sono imbattuto in un articolo interessante che propone alcune riflessioni.

Page (Rachel McAdams) e Leo (Channing Tatum) si incontrano, si corteggiano si innamorano e si sposano in un museo d’arte (con cerimonia assai informale e dopo una immancabile fase di convivenza), ma tutto ciò non è altro che un flashback: il film ruota attorno a un grave incidente automobilistico che viene a segnare la storia di questa coppia. Con la perdita della memoria Page, immemore non solo del matrimonio ma anche di aver mai conosciuto Leo, sente risvegliarsi l’interesse per il suo ex fidanzato Jeremy. Intuire la direzione che prenderà la trama è piuttosto semplice, ma ad essere ben meno scontato è il peso che riveste il matrimonio in questo film. Ok, si è dimenticata: lui potrebbe farsene una ragione (che ci vuoi fare? Si vede che non era destino), e firmare un paio di fogli, no?

Che l’aitante Leo potesse lanciarsi in un ri-corteggiamento all’ultimo respiro anche senza l’ingombro del matrimonio, in nome di un bruciante sentimentalismo, era cinematograficamente possibilissimo. Quest'”ingombro” è anzi del tutto opzionale, nel genere sentimentale, ma il film, che pur non cerca alcun appiglio alla fede, stupisce sin dalla scelta del titolo: “The Vow” (cioè “Il voto”). A detta dell’articolista di Catholic Exchange, il film avrà risonanza fra i cattolici e in particolare proprio fra quelli che sono sposati. Il matrimonio passa, ed è normale, attraverso momenti allegri e altri che sono l’esatto opposto, semplici e altri che appaiono invalicabili, e proprio perché i sentimenti presto o tardi si normalizzeranno occorre sapere che vivere il matrimonio significa anche, in un certo senso, ri-corteggiarsi a vicenda di volta in volta.

Sister Rose Pacatte (American Catholic) osserva che il film avrebbe certamente potuto osare di più nell’analisi del dilemma emotivo e morale, ma reputa comunque significativo il valore che Leo dà al suo voto e gli sforzi che compie per non infrangerlo. Sister Rose ha inoltre chiesto cosa ne pensasse a un sacerdote che per molti anni ha lavorato presso un tribunale matrimoniale dicesano:”È sufficiente dire, per questo film, che da una prospettiva cattolica la decisione della donna di dare valore a quanto dimenticato come a un reale impegno, non disfarsene soltanto ma dargli importanza e tentare di riscoprirlo, è davvero ammirevole  e in pieno accordo coi nostri insegnamenti sulla sacralità del matrimonio”. Insomma, di questi tempi, se volete la mia, non è poco.

Il film nasce dal libro testimonianza scritto da Kim e Krickitt Carpenter, una coppia di mormoni che ha vissuto sulla propria pelle l’intera vicenda. Arriverò ad andare al cinema per un film sentimentale? Si vedrà.

Alla prossima.



AGGIORNAMENTI FLASH
11 febbraio 2012, 4:15 pm
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Sono tornato! Sto letteralmente relegando il blog nella sezione “cose da rimandare”… ma questi son giorni di tuono! Ricomincio a dare segni di vita con un velocissimo post di aggiornamento.

CRISTIADA: FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE – Riprese finite già nel 2010, lancio continuamente procrastinato, blog gemellato al sito ufficiale in penoso silenzio dal post “Ci scusiamo per il pesante ritardo”…del 13 Settembre 2010 (e altrettanto dai profili Facebook e Twitter dedicati). Cosa diamine sta succedendo? Insomma, non è un film girato dal mio vicino di casa in cantina con quelli del circolo della briscola avvinazzata: ci hanno lavorato Andy Garcia, Eva Longoria, Eduardo Verástegui, Peter O’Toole… la regia è di Dean Wright…le musiche di James Horner!!! Un film che tuttavia “forse nessuno riuscirà a vedere, dato che da mesi e mesi cerca invano un distributore”, riporta Respinti su La Bussola Quotidiana in occasione di un articolo dedicato ai Cristeros. Tutto tace… ma volendo potremmo prendere per buona una voce che mi piace un sacco. Pare (notate la sottolineatura), stando alle chiacchiere (rinotatela) su vari forum americani e messicani, che la produzione abbia rimandato ancora la premiere per attendere….. la visita in Messico, questa primavera, di Benedetto XVI! La cosa ha un senso… anzi, un bellissimo senso. E qualunque cosa accada non perdiamo l’occasione di riflettere un po’: farà la stessa fine che hanno fatto qui da noi There be Dragons, il magnifico Katyn, e tanti altri? Cosacosa? Esiste una censura non cattolica???

THE WAY IN ITALIA!!! – Sarà vero? Un gentile lettore me lo segnala (grazie PM) e i siti di cinema lo confermano: finalmente vedremo THE WAY in Italia da venerdì 29 giugno! Di questo film ne abbiamo già parlato più volte (qui soprattutto) e, considerato che avevo già gettato la spugna, sono contentissimo. Perché c’è da essere ottimisti (anche se il sito della 01 Distribution, al solito, tace)? Perché hanno già cambiato il titolo: IL CAMMINO PER SANTIAGO… Vabbeh, può andare -non mi va certo di stare a tirar fuori il pelo nell’uovo da una notizia del genere-.

Alla prossima!



AGGIORNAMENTI FLASH
25 gennaio 2012, 8:28 pm
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Eccovi (finalmente) qualche veloce ragguaglio sulle novità interessanti in cui sono incappato in questi giorni.

THE TREE OF LIFE – Ma meno male! Che il capolavoro di Terrence Malick venisse inserito nella gara per l’ambita statuetta  non era affatto scontato. Non posso che essere soddisfatto per queste nomination di tutto rispetto: miglior film, miglior regia e miglior fotografia. La concorrenza è spietata (qui tutte le nomination) e vede uno scontro fra registi del calibro di Scorsese, Allen e Spielberg. Quest’anno ho visto pochissimi dei film in lizza… quindi incrociare le dita sarebbe una partigianeria senza cognizione di causa: che vinca il migliore!

TENGO HAMBRE – Qualche giorno fa sul blog di Costanza Miriano sono venuto a conoscenza dell’interessantissimo cortometraggio spagnolo Tengo Hambre (Ho fame), opera dal regista trentenne Benjamin Lorenzo dedicato al tema dell’eutanasia, con particolare riferimento alla drammatica fine di Eluana Englaro. Nel cortometraggio (che potete vedere qui) troviamo una trasposizione intelligente di quel dramma: un’intera società è condannata a dover negare cibo e acqua ad un suo appartenente accusato di non condurre una vita di qualità (passa troppo tempo davanti ai videogiochi!). Il meccanismo con cui il regista riesce a dimostrare la follia di ciò che è accaduto (e che si vorrebbe accadesse ad ogni pié sospinto) rende ancora più doloroso il ricordo della vicenda. Qui trovate l’ottimo articolo da cui ho tratto questa news (spende due parole, e giustamente, anche sul futuro film di Bellocchio: La bella addormentata).

180: CHANGING THE HEART OF A NATION – L’UCCR ha dato notizia dell’interesse suscitato da questo documentario anti-abortista (che potete vedere integralmente online qui o sulla pagina dell’UCCR), e visto che gli stessi ideatori invitano caldamente alla diffusione virale ribatto volentieri la notizia. Perché 180? Secondo il video 180 sarebbero i secondi necessario a far cambiare idea sull’aborto a qualcuno che avesse deciso cosa pensare basandosi sulle campagne pro-choice condotte in America. È sconcertante vedere quante persone siano sicure di avere un’opinione senza averla per davvero e sarebbe bello, devo aggiungere, che far cambiare idea a tutti fosse così semplice. Il parallelismo impugnato da Ray Comfort, ideatore del progetto e intervistatore, risulta in effetti molto efficace: l’olocausto era legale nella Germania degli anni ’40 come l’aborto lo è oggi in USA. Nell’ultima parte assistiamo ad un’azione evangelizzatrice più generale (Ray comfort è un ebreo evangelico): possibile che per tanti sia così semplice iniziare a contemplare la possibilità di un cambiamento “radicale”? Naturalmente saranno stati inseriti nel film esclusivamente gli spezzoni ritenuti utili all’economia del discorso… ma in ogni caso è davvero sorprendente.

IL TREDICESIMO APOSTOLO – Prosegue la programmazione dell’intrigante fiction Il tredicesimo apostolo. Mi sono fatto un’opinione? Direi di sì… ma cercherò – se riesco a trattenermi- di aspettare la fine dei giochi: ho il vago sospetto che il bello debba ancora venire. In ogni caso è uscita un’utile valutazione su La Bussola Quotidiana (che potete leggere qui), nonché una curiosa intervista a monsignor Paglia, vescovo di Terni-Narni-Amelia su Tv Sorrisi e Canzoni. Quest’ultima strilla dal titolo: “Questa fiction piace anche alla Chiesa“…ma leggendola la domanda sorge spontanea: monsignor Paglia, che pur dice una serie di cose sacrosante, questa fiction l’ha vista? Io terrei a pormi in modo tutt’altro che drammatico nel doverla giudicare, ma davvero la frase che più di ogni altra potrebbe passare per un giudizio: “Quando un lavoro è ben strutturato la gente apprezza. Il successo arriva quando c’è la qualità“, si può stiracchiare così tanto? Il tredicesimo apostolo, diciamocelo, da un punto di vista dell’intrattenimento non è malaccio (sono anzi piacevolmente sorpreso)… ma se ricordo bene in cinque episodi dei sei finora trasmessi il villain (o l’aiuto-villain) era un super-cattolico! E non importa quanto il prete protagonista sia smaliziato, moderno, affascinante, sportivo, elastico, positivo, simpatico…addirittura capace di fare miracoli (scene sull’altare: una – e fugace): i cattolici balordi sono dappertutto!!!



AGGIORNAMENTI FLASH
6 gennaio 2012, 1:57 pm
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Ecco il primo post del 2012… ed è giustamente un post di aggiornamenti e notiziole varie. Avete passato un buon capodanno? Delle buone feste in generale? Io sì, certo, peccato che sia ricaduto (e siamo ormai ben oltre le due settimane, fra alti e bassi) nella mia ormai affezionata ( :) ) influenza.

PRESEPE CINEMATOGRAFICO – Ma veniamo a noi. Lucyette gentilmente mi segnala (e prima che passi inesorabilmente del tutto anche l’Epifania lo faccio sapere anche a voi), che il mitico Bud Spencer è stato introdotto in un presepe nei panni di… S. Giuseppe. È accaduto ad Agropoli grazie all’iniziativa del fan club dell’attore (che ad Agropoli ha infatti sede) e alla perizia dell’artista Antonio Giuda. “A rappresentare San Giuseppe è proprio l’icona di Bud Spencer, un attore che nei suoi film ha lanciato al pubblico sani ideali, inscenando il bene che vince sempre sul male. La Madonna, invece, avrà il volto di Gloria Gaynor [!!!], leggenda della disco music, che da sempre canta l’importanza dell’amore nella vita moderna”, queste le note divulgate dal fan club. Già il 7 gennaio il particolarissimo presepe doveva essere ceduto al miglior offerente, e il ricavato offerto in beneficenza all’associazione agropolese Piccoli Ambasciatori di Pace (fonte). Eclettico e curioso, direi.

FICTION SU MARIA – A fine dicembre è stata pubblicata su Avvenire un’intervista interessante a Giacomo Campiotti, regista e scrittore della nuova fiction dedicata a Maria di Nazareth, sceneggiato Lux Vide che vedremo nel corso del 2012 (di Campiotti conosciamo già Giuseppe Moscati, Preferisco il Paradiso e Bakhita). Dalle parole del regista apprendiamo una novità nell’impostazione della trama: le vicende biografiche della Vergine Maria saranno intrecciate, sin dall’infanzia, a quelle di Maria Maddalena. La storia, dice Campiotti, “é nota, i fatti li conosciamo tutti, io voglio andare avanti, dentro queste vicende che ci appartengono per tirare fuori emozioni, umanità e anche dare conto del mistero e della fede. Non dobbiamo avere paura di raccontarli: in questa storia ci sono angeli e miracoli e io ci credo*“. Speriamo, ma sono ottimista, che il “tirare fuori emozioni” sia consono alla vertiginosa altezza del soggetto!

FICTION SU S. BARBARA – Restiamo ancora nel campo delle produzioni Lux Vide: un articolo uscito su “Tv Sorrisi e canzoni” del 31 dicembre ci informa che un altro titolo in buona fase di lavorazione è un’agiografia dedicata a S. Barbara. Per la regia di Carmine Elia (Don Matteo 8) vedremo la trasposizione del difficoltoso percorso di Barbara per abbracciare il cristianesimo. Sarà privilegiato l’approfondimento della fede della giovane, piuttosto che l’intreccio che la condusse al cruento martirio (inflittole dal padre). Chi mi legge sa che non sono un grande frequentatore di fiction ma… aspettiamo!

ANONYMOUS FATHER’S DAY – Leggo sul sito dell’UCCR che in America è da poco stato rilasciato un documentario molto interessante: Anonymous Father’s Day racconta il disagio e la sofferenza di alcuni uomini e donne venuti al mondo con fecondazione artificiale. È l’imprevisto (?) rovescio della medaglia che dona senso di incertezza, incompletezza, dolore… una medaglia appuntata al merito della conquista scientifica e tecnologica che ha consentito, come una bacchetta magica, di realizzare un desiderio a discapito di tutto e tutti… i bambini stessi. Alan Stewart, concepita con inseminazione artificiale e presente all’interno del documentario dice infatti a proposito di chi perpetra questo errore: «Sono persone che trovano difficile accettare di non poter avere qualcosa e spesso mettono i propri bisogni prima di quelli degli altri (cioè il loro bisogno di avere un bambino prima del bisogno del loro bambino di avere un “suo” padre/madre), e queste personalità spesso falliscono nel matrimonio». Impossibile non richiamare alla memoria anche il recente film -che naturalmente consiglio- Due cuori e una provetta (Josh Gordon, 2010), nel quale il piccolo Sebastian nato senza padre ama collezionare portafotografie per le immagini d’esempio in esse inserite: immagini di un padre, un nonno, una nonna, zii… il fantasma di una famiglia da amare e da cui essere amato.




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