LA LUCE IN SALA


FOTOGRAMMA/PENSIERO #9: THE READER
31 marzo 2011, 9:30 pm
Filed under: Fotogramma/Pensiero

(The Reader, Usa-Germania 2008, di Stephen Daldry)

Hanna Schmitz, un’enigmatica donna tedesca del secondo dopoguerra, chiusa e ruvida nei modi anche più femminili, cede alla commozione all’interno di una chiesa dove un coro di voci bianche sta effettuando le prove per la messa. Il momento serve a mostrare l’interiorità delicata e sensibile del personaggio alludendo, lo si capirà tardivamente, alla sottintesa ma non scontata presenza di un’umana coscienza.



CONTEST SUL CORTOMETRAGGIO CATTOLICO: VOTA ANCHE TU!
28 marzo 2011, 12:00 pm
Filed under: News

Ma che notizia!

Il Media group cattolico Goodness Reign ( Louisville, Kentukchy) ha organizzato un contest dedicato ai giovani registi cattolici dai 14 anni in su (organizzati in gruppi o singolarmente, con più o meno consapevolezza tecnica), intitolato People’s choice award. Si sono dati da fare e hanno presentato numerosi cortomtraggi dedicati all’insegnamento della Chiesa, alla sua storia, ai suoi sacramenti, alla vita dei santi, ad esempi di azione dell’odierno spirito missionario.  Il premio in palio è costituito dalla somma di 1000 $, da assegnarsi all’autore del video più votato in rete. I partecipanti competono contemporaneamente anche al Share the Story, altro short film contest del quale conosceremo il vincitore il 1° aprile. (Il premio in questo caso sarà a scelta fra un pacchetto di attrezzature filmiche o un viaggio all inclusive per la GMG 2011). I partecipanti provengono da 25 stati USA oltre a Canada, Pakistan, India e Messico. Il video più votato in questo momento è “Missionary Spirit at Queen of Peace”, ambientato all’interno di un liceo cattolico, e dove si spiega quali sono i principi che stanno alla base dello spirito missionario; lo segue a ruota “The Sacrament of Divine Mercy”, nel quale si racconta un episodio della vita di San Giovanni Bosco che vede Satana impegnato a scoraggiare un sacerdote e la sua congregazione nella considerazione del sacramento della confessione. Tra i favoriti anche un altro corto “The ten plague” che vede riattualizzate le 10 piaghe d’Egitto in un contesto liceale (!?!). Fra gli altri poi “Finding John Doe”, il quale racconta di una ragazza problematica che contempla l’ipotesi di suicidarsi e “Morning Star Family Holy Hour”, che fissa su pellicola l'”Ora Santa” di preghiera di un gruppo newyorkese cristiano per bambini. (fonte)

La gara, secondo le intenzioni degli organizzatori, creerà un serbatoio di corti interessanti ad uso di catechisti e pubblico. La Luce in sala ovviamente vi invita a votare sul sito http://goodnessreigns.com/vote/ e si propone di mantenere alta l’attenzione su questa bella, bellissima iniziativa! E’ possibile regalare il proprio click a uno dei piccoli/grandi registi in concorso fino al 1° maggio! Io non ho ancora deciso chi votare… i video sono tantissimi (e purtroppo senza sottotitoli). Qui sotto un video selezionato per la simpatia… Alla prossima!



LE CRONACHE DI NARNIA: QUARTO FILM
25 marzo 2011, 10:05 am
Filed under: News

Ormai sembra sicuro, dopo il successo de “Il Viaggio del veliero”, il prossimo capitolo della saga de “Le Cronache di Narnia”, non sarà il seguito “La sedia d’argento” ma bensì il prequel (tale anche originariamente poiché pubblicato come sesto capitolo), “Il nipote del mago”. Michael Flaherty, presidente dell Walden Media, la casa di produzione dei precedenti episodi, ha dichiarato che le trattattive con la Fox e la famiglia di C. S. Lewis sono attualmetne in corso, e che se tutto dovesse procedere nel migliore dei modi il film potrebbe essere pronto di qui a due anni. Il Nipote del mago narra la Genesi del mondo di Narnia, motiva la presenza del lampione nel bosco, spiega come è stato creato l’armadio, la provenienza della perfida strega Jadis… Insomma è un capitolo di particolare bellezza (probabilmente di complessa trasposizione), speriamo perciò che il risultato sia il più fedele possibile al senso letterario. Una nuova pagina cinematografica senza la perfetta Jadis di Tilda Swinton sarebbe certamente un peccato, ma fortunatamente sembra che l’attrice sia disponibile a rivestire i panni del demoniaco avversario di Aslan.

 



“THERE BE DRAGONS” PRESENTATO IN VATICANO
24 marzo 2011, 11:20 am
Filed under: News

There be dragons, prossimo film ad alto tasso cattolico di Roland Joffé, (ne abbiamo parlato qui) è stato presentato nei giorni scorsi in Vaticano. Il regista in persona si è recato a Roma e ha presentato la sua ultima fatica, precisando, assieme alla produzione, che nonostante la forte contestualizzazione cattolica della vicenda, il film si rivolge ad ogni essere umano, “un essere umano che pensa, che sente, che ha una famiglia, si sente ideologicamente schierato, si sente arrabbiato, si sente vendicativo, sente, cerca, ha bisogno d’amore”. “Dio non si trova solo in chiesa” aggiunge “ma anche nella vita quotidiana, quello che succede nella vita quotidiana è una guerra civile”. Presente all’evento anche Ennio Morricone, compositore della colonna sonora del maggior successo di Joffè, The Mission: “Con questo film Roland Joffé conferma la sua bravura, la sua grandezza come regista intenso e profondo, di altissima qualità […] lui merita di più di quello che ha, è un grande genio, e conferma quello che ho sempre pensato: è un grande regista.”

Non ho trovato materiale video in italiano sull’evento. Per chi preferisce, qui è disponibile la versione in uno spagnolo molto comprensibile.



UN UOMO PER TUTTE LE STAGIONI
23 marzo 2011, 9:43 am
Filed under: Agiografici, Film

(A Man for All Season)

UK 1966, di Fred Zinnemann, con Paul Scofield, Susannah York, Robert Shaw, Nigel Davenport, Corin Redgrave…

La storia del Regno Unito, con le vicende da romanzo e le figure leggendarie di re e regine è una fra le più intriganti che si possa aver la fortuna di studiare. Fra i molti episodi che ne costellano l’incedere secolare, lo scisma fra la Chiesa Anglicana e la Chiesa Cattolica voluto da Enrico VIII, risulta un episodio tra i più affascinanti. In quale altro pugno di decenni si sono mai verificati giochi di potere tanto gravi, amori capricciosi e paradossalmente forti, disastrose ondate di violenza, tradimenti, esecuzioni, successioni problematiche? Un uomo per tutte le stagioni descrive chiaramente i fatti politici che portarono alla triste risoluzione dello scisma anglicano, puntando l’attenzione su un eroico protagonista, voce del dissenso, coraggioso e leale verso i propri principi: Tommaso Moro. Dal film traspare soprattutto il suo forte nervo intellettuale, la personalità pacatamente acuta, la dignità donchisciottesca di un pensatore integerrimo a cui solo ragione e giustizia potranno imporre un obbligo. La raffinatezza cerebrale del personaggio  viene resa da una concatenazione di dialoghi mozzafiato, ricchi di astutezze quasi forensi, battute e ribattute all’ultimo sangue sempre più notevoli e sottili, sempre più efficaci e tuttavia sempre semplici e di immediata comprensione. E’ questo l’aspetto in cui si coglie la filiazione diretta del film con l’omonima pièce teatrale firmata da Robert Bolt.

Di contro, ma è una necessità rappresentativa degli anni in cui è girato il fim, la vita e le forme sociali, dialogiche, di relazione, vengono compresse nella forma mentis contemporanea, riservando maggior cura storiografica per ambientazioni e costumi. La prospettiva cattolica risulta evidente anche solo nello scegliere un focus biografico sulla figura del Santo e tutto concorre, con garbo uniforme, a sostanziare questa posizione: il sovrano appare irragionevole e prepotente, i suoi ministri arrivisti ed untuosi, i famigliari del santo briosi e intelligenti. Forse non c’è da scandalizzarsi allora se l’equazione cattolico=cattivo si riscontra pesantemente, in tempi più recenti, nei due capitoli dedicati alla figura di Elisabetta I (Elizabeth, 1998 / Elizabeth: The Golden Age, 2007, Shekhar Kapur). Un uomo per tutte le stagioni è particolarmente utile per riflettere sul ruolo del cattolico all’interno di una società che talvolta potrebbe creargli degli attriti ideologici.

Non tutti sono capaci dell’eroismo assoluto di San Tommaso Moro, ma tutti dobbiamo capire il senso profondo (anche istituzionale) della religione e, stando nel mondo e vivendo con le sue leggi, fare tutto il possibile per non tradirla. In fondo il film (ma la stessa vicenda del santo) vuole mostrare proprio la solitudine totale di un uomo, incredibilmente rimasto unico ed ultimo difensore di ciò che prima era diffusamente e strenuamente condiviso dal suo stesso sovrano, ora divenuto suo persecutore.



FOTOGRAMMA/PENSIERO #8: IL PADRINO
20 marzo 2011, 11:14 am
Filed under: Fotogramma/Pensiero

(The Godfather, USA 1972, di Francis Ford Coppola)

Un frammento di una sequenza storica. Se il cattolicesimo è vissuto come mero fatto culturale esso non arreca alcun imbarazzo a chi ne fa lo stigma della propria ipocrisia. Il battesimo del nipotino di Michael Corleone fa da contrappeso alla sanguinosa eliminazione dei nemici della famiglia. La contemporaneità dei due avvenimenti, indiscutibilmente inconciliabili, consente di osservare l’abisso interiore del protagonista che “rinuncia a Satana” davanti a Dio ma lo sposa con la vita davanti agli uomini. Due facce della stessa medaglia che interrogano ancora oggi nella verità della cronaca: doppiogiochismo spirituale, grottesco tradizionalismo, ingenua incoerenza, arrogante malafede?



IL RITO
17 marzo 2011, 12:35 pm
Filed under: Cattolici, Di ispirazione

(The Rite)

USA 2011, di Michael Håfström, con Anthony Hopkins, Colin O’Donoghue, Alice Braga, Toby Jones, Ciarán Hinds, Marta Gastini…

Ogni film che voglia appartenere al genere demoniaco/esorcistico deve, per un principio di coerenza contestuale, coinvolgere una larga parte del repertorio significante cattolico. Quando capita il film merita di entrare a far parte dell’elenco de La Luce in sala. Il “sottotesto” teologico (virgolettato perché tale solo nel frangente cinematografico) è stato tirato coraggiosamente in ballo per la prima volta nell’insuperato L’Esorcista (Friedkin, 1973), poi nel vibrante L’Esorcismo di Emily Rose (2005, Scott Derrickson) e, infine, lo dico con entusiasmo, ne Il Rito. L’enorme potenziale immaginifico e traumatico che si dispiega istantaneamente dalla figura di Satana solletica frequentemente il genere horror, dando l’occasione a una tipologia cinematografica assai dissonante rispetto al nucleo di valori cattolico, di tracciare (quando si ha l’intuito per la costruzione di un discorso propositivo) un’apologia della Chiesa Cattolica e del cattolicesimo tout court. Se Il Rito accusa segni di stanchezza rispetto ai predecessori, sul piano creativo e della tensione, non difetta minimamente di superficialità o ripetizione per quanto concerne l’impianto religioso che sta dietro a qualsiasi trattazione plausibile del tema satanico. Michael Kovak, giovane americano che rifugge il destino di impresario funebre, sceglie il seminario per sfruttarne la componente formativa, pensando di ritirarsi appena prima di prendere i voti essendo, per natura ed esperienza, poco propenso al pensiero fideistico. Farà seguito alla sua lettera di dimissioni l’invito a partecipare a un corso formativo per esorcisti a Roma della durata di alcuni mesi. Nel cuore del mondo cattolico, palesando un comprensibile scetticismo, verrà indirizzato presso l’antro di padre Lucas, dove l’azione diretta del demonio gli sarà di stimolo per scalfire i propri dogmi e capire che la verità non deve, come dice il poco ortodosso esorcista, coincidere forzosamente con la certezza. Il film alterna momenti di grande interesse (soprattutto nella prima metà) ad altri che sanno inevitabilmente di già visto o, peggio, di grossolano. Si risponde soprattutto un po’ troppo alla legge del pittoresco, utile per impostare una suggestione, un’atmosfera ma che, a lungo andare, crea uno strano senso di artificiale se non di risibile. L’ospedale dell’anteguerra e l’antro cadente di padre Lucas (anch’egli alquanto atipico nel suo romitaggio che sa di outsider) depistano la narrazione, pur esteticamente ineccepibile, dal suo intento di plausibilità. Divertente anche l’aula high tech della classe di esorcismo: in America evidentemente (lo si era già visto in quel film dove Tom Hanks rimane bloccato nell’Archivio Vaticano) è irresistibile l’idea di sovrapporre al mistero religioso e all’aura di importanza e di autoritaria consapevolezza della Chiesa, i misteri dei servizi segreti o della Nasa. Ma veniamo adesso al nocciolo della questione. Ritengo che il tema dell’esorcismo venga trattato con la dovuta delicatezza, problematizzato e contestualizzato in modo abbastanza veritiero. Si nota l’attenzione al parere di veri esorcisti (ricordo che il film è tratto dall’omonimo libro inchiesta scritto da Matt Baglio) nel descrivere pratiche e fenomeni, ed è chiaro che un tema già ampiamente sviscerato guadagna in quest’occasione un ulteriore corollario di concetti vivi quali ad esempio la familiarità che si viene a creare fra esorcista e posseduto, la non esagerata spettacolarità della possessione (sbandierata subito alludendo all’ingombrante prova friedkiniana), la testimonianza sul “come sia” essere posseduti, l’incredulità (non gratuita, ma scientificamente disincantata) che diviene principio attivo di un utile approfondimento.

Nonostante tutto questo sono convinto che il vero valore del film non stia nel dimostrare che certe incredibili pratiche “medievali” sono ancora in corso ogni giorno con effetti che tutti potrebbero riscontrare, non sia quello di dare voce a una Chiesa che agisce scientemente in un campo doloroso dove la scienza risulta smarrita, ma bensì trascrivere il percorso interiore di un giovane d’oggi che, attraverso il male, prende coscienza di un sistema che aveva istintivamente respinto. Con i soliti meccanismi volti a enfatizzare l’uno o l’altro passaggio interiore (spettacolarizzando) Michael cede al trascendente invisibile. Ciò che vede paradossalmente (è qui il difficile del discorso) non testimonia Dio, ma la sua “assenza”, ed è proprio da questa, una conoscenza per assenza, in negativo, che sente un umanissimo urgente richiamo al Padre. Insomma, Il Rito ha più di un difetto, forse poteva essere l’occasione per qualcosa di assai più memorabile, ma non va dimenticato che ci parla onestamente della nostra fede, che difende e restituisce dignità alla Chiesa Cattolica dinnanzi a un mondo che troppo spesso, come accade nella scena più significativa del film, non perde occasione per sputarle addosso.




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